Daniel Spoerri e l’età del bronzo. A Spoleto

Ex Museo Civico, Spoleto – fino al 31 agosto 2016. Considerato uno dei maggiori protagonisti della scena artistica internazionale, Daniel Spoerri ha co-fondato il gruppo dei Nouveaux Réalistes e partecipato attivamente al movimento Fluxus. Oltre agli arcinoti “Tableaux-Pièges” e all’ideazione della Eat Art, ha aperto e gestito un ristorante-galleria a Düsseldorf, il Bistrot di Santa Marta a Milano e costituito una fondazione alle pendici del Monte Amiata in Toscana. Senza dimenticare la sua esperienza come ballerino e coreografo. A Spoleto presenta una selezione di sculture in bronzo. E un nuovo ordine delle cose.

Daniel Spoerri, Bronze Age, installation view at Ex Museo Civico, Spoleto 2016
Daniel Spoerri, Bronze Age, installation view at Ex Museo Civico, Spoleto 2016

UN ESORDIO NECESSARIO
Una sedia con uno scarpone infilato nella gamba è sormontata da una figura bestiale, creando una sorta di totem mostruoso e dalle sembianze taurine: si tratta di Santo Grappa di Daniel Spoerri (Galati, 1930), un singolare quanto bislacco assemblage del 1970. Come lui stesso dichiara, l’opera è il risultato della vita sregolata passata a bere con i clienti del ristorante-galleria a Düsseldorf fino alle prime ore della mattina. In quegli anni, infatti, proprio un mostro chiamato alcool lo aveva completamente soggiogato e la fusione in bronzo dell’opera corrispondeva alla volontà dell’artista di sconfiggere la sua dipendenza: l’azione “bloccante” della lega metallica doveva essere – e lo fu – una vera e propria esorcizzazione dal male.
Santo Grappa è stata anche la prima scultura in bronzo di Spoerri che da quel momento ha iniziato a realizzare con continuità opere con lo stesso materiale. Comincia esattamente così la sua “età del bronzo”.

Daniel Spoerri, Bronze Age, installation view at Ex Museo Civico, Spoleto 2016
Daniel Spoerri, Bronze Age, installation view at Ex Museo Civico, Spoleto 2016

UN NUOVO ORDINE DELLE COSE
Con questa selezione di sculture in bronzo tutte realizzate tra il 2005 e il 2016 – e presenti a Spoleto nell’ambito delle iniziative connesse al Festival dei Due Mondi – Daniel Spoerri suggerisce numerosi spunti riflessivi per una nuova fisionomia dell’oggetto. In effetti l’artista rumeno, ponendosi in continuità con il gesto duchampiano del ready-made e l’oggetto surrealista teorizzato da Breton, evidenzia la natura processuale dell’opera e rende le sue sculture degli strumenti attraverso i quali “vedere”. L’intento non è quello di aggiungere ulteriori specificità all’oggetto, bensì creare un cortocircuito che ne rende incerta la sua definizione. Le sculture di Spoerri, infatti, non sono punti di arrivo dello sguardo, sono piuttosto gli “starter” per nuovi orientamenti nel mondo. Le alterazioni della forma, gli accostamenti eterogenei e la scelta di assemblare oggetti trovati nei mercati delle pulci si spingono, perciò, al limite dell’incastro per creare nuove e impreviste relazioni tra l’arte e la vita.
La ragazza cefalopode col piede d’elefante, gli Unicorni o Il Palombaro non contengono in sé il proprio significato, così come l’artista non esprime questo o quell’universale umano. Sono sculture che rifiutano le verità assolute e che Spoerri apre a un profondo senso enigmatico: sono informazioni, provocazioni e, al pari dei Tableaux-Pièges, “dirigono lo sguardo verso regioni alle quali di solito non si presta attenzione”, come sostiene l’artista.

Daniel Spoerri, Bronze Age, installation view at Ex Museo Civico, Spoleto 2016
Daniel Spoerri, Bronze Age, installation view at Ex Museo Civico, Spoleto 2016

QUALE DIREZIONE?
L’esperienza visiva di Bronze Age potrebbe risultare complessa a un pubblico stordito dal flusso dei cliché che caratterizza l’artificio del linguaggio mediatico: le sculture in mostra, in effetti, non accennano minimamente ad alcuna parvenza di significato e nemmeno a punti di riferimento a buon mercato.
Ma Bronze Age non è fatta per essere compresa. La sua esperienza visiva cerca di attualizzare l’insieme delle mediazioni possibili tra l’artista e l’osservatore, raccontare la realizzazione dell’opera, affrontare l’inconsueto e il perturbante e offrire un nuovo sistema di reti relazionali.

Francesca Mattozzi

Spoleto // fino al 31 agosto 2016
Daniel Spoerri – Bronze Age

a cura di Achille Bonito Oliva
EX MUSEO CIVICO
Piazza Del Duomo 4
0743 221689

[email protected]
www.festivaldispoleto.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/54757/daniel-spoerri-bronze-age/

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Francesca Mattozzi
Francesca Mattozzi ha un background da danzatrice che l’ha vista lavorare sia in TV che a teatro con coreografi di fama internazionale, quali Luca Tommassini e Martino Müller. È laureata in storia dell’arte e dell’arte ama soprattuto gli eventi perché, grandi o piccoli che siano, le permettono di esplorare e raccontare il panorama artistico e culturale contemporaneo. È curioso, ma quando non vedete Francesca a una vernice, una performance o un finissage, la trovate chissà dove a pianificare le prossime avventure.