L’eco dell’assenza. Federico De Leonardis a Venezia

Galleria Michela Rizzo, Venezia – fino al 28 maggio 2016. Il lavoro di Federico De Leonardis dialoga con gli spazi della galleria veneziana. Attraversandone l’architettura e dando vita a un discorso sospeso tra i suoi muri.

Federico De Leonardis, Carcere d'invenzione VIII, 2016 (particolare)
Federico De Leonardis, Carcere d'invenzione VIII, 2016 (particolare)

Gli oggetti consumati dall’uso e trovati nelle cave di marmo, dove l’uomo si confronta con la dura materia, sono lo strumento d’indagine spaziale usato da Federico De Leonardis (La Spezia, 1938) nell’ambito di un lavoro artistico iniziato nel 1978. In questa proposta visiva, l’intera galleria è ancorata al progetto Carcere d’invenzione VIII, che la percorre e l’attraversa metaforicamente, dichiarando la sua struttura e il suo svuotamento. Un discorso sospeso attraverso i calcoli matematici delle curve delle catene. Mentre le fenditure, create per fornire uno spiraglio, restituiscono un’altra sospensione, emblema di un indefinito assordante.

Antonella Potente

Venezia // fino al 28 maggio 2016
Federico De Leonardis – Carcere d’invenzione VIII
MICHELA RIZZO
Giudecca 800q
041 8391711
[email protected]
www.galleriamichelarizzo.net

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/52963/federico-de-leonardis-carcere-dinvenzione-viii/

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Antonella Potente
Se già da piccolo sai quello che vuoi è un guaio: ho passato le ore più belle a fantasticare del niente e a guardare le figure dell'enciclopedia e mi sono ritrovata a scegliere il Liceo Artistico, perché mi piaceva disegnare e soprattutto mi piaceva l'arte: canto, ballo, teatro e pittura. La mia curiosità ha trovato soddisfazione al di fuori dell'ambiente provinciale e dopo aver studiato a Venezia, Pittura all'Accademia di Belle Arti, ho girato per l'Italia lavorando nel settore dell'interior design. Aver poi collaborato con una galleria a Treviso ha costituito un continuo stimolo, un incentivo per capire le strategie e le novità dell'affollato e variegato mondo dell'arte contemporanea. Saper raccontare questo mondo il mio obiettivo, considerandomi anche uno spettatore attivo della “parafrasi” di questa vivace società in continuo movimento che è tutta l'arte.