Aspettando i Floating Piers. Christo e Jeanne-Claude a Brescia

Museo di Santa Giulia, Brescia – fino al 18 settembre 2016. A corollario del grande evento sul Lago d’Iseo, il museo bresciano inquadra il rapporto di Christo e Jeanne-Claude con l’acqua e la sua fluidità. In mostra documenti, fotografie, bozzetti, maquettes e video dei progetti che ritrovano in essa uno degli elementi fondamentali.

Christo and Jeanne-Claude, Wrapped Cost, One Million Square Feet. Little Bay, Sydney, Australia, 1969 - photo Harry Skunk
Christo and Jeanne-Claude, Wrapped Cost, One Million Square Feet. Little Bay, Sydney, Australia, 1969 - photo Harry Skunk

Si tratti di lago, di oceano o di fiume, per la coppia di artisti l’acqua non è semplicemente una pre-esistenza con cui dialogare o una superficie su cui appoggiare i loro tessuti: essa assume il ruolo di struttura portante dei loro interventi, una sorta di sostegno per contrasto. “Non pianifichiamo mai l’impossibile. Può sembrare irrealizzabile ad alcuni, ma noi siamo molto realisti”. Partendo da questo assioma, la mostra disvela la grammatica della pratica di Christo e Jeanne-Claude. Dalle intuizioni ai primi schizzi, dai collage fino ai disegni tecnici delle singole strutture, tutto concorre alla narrazione delle diverse fasi di crescita di ciascun progetto e all’evidenziazione di quanto il lavoro dei due artisti possa a tutti gli effetti collocarsi in un campo di sintesi tra arte, paesaggismo e architettura. Panorama all’interno del quale si innesta però anche una quarta dimensione, quella temporale, ugualmente fondamentale per la comprensione delle opere. L’allestimento è un viaggio che parte nel 1968 e arriva ad oggi attraverso sette tappe: Wrapped Coast (Sydney, 1968-69), Ocean Front (Rhode Island, 1974), Running Fence (California, 1972-76), Surrounded Islands (Florida, 1980-83), The Pont Neuf Wrapped (Parigi, 1975-85), Over the River (Colorado, 1992-in corso) e The Floating Piers. Da un lato gli anni – se non i decenni – di progettazione e contrattazioni preliminari; dall’altro la brevità della vita degli interventi, il loro carattere effimero, che distinguono nettamente Christo e Jeanne-Claude dai land artist che come loro hanno visto l’alba delle loro carriere negli Anni Sessanta.

Maria Marzia Minelli

Brescia // fino al 18 settembre 2016
Christo and Jeanne-Claude – Water Projects
a cura di Germano Celant
Catalogo Silvana Editoriale
MUSEO DI SANTA GIULIA
Via Musei 81b
030 2977834
[email protected]
www.bresciamusei.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/52501/christo-and-jeanne-claude-water-projects/

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Maria Marzia Minelli
Maria Marzia Minelli (Bergamo, 1985). Dopo essersi laureata in Architettura presso il Politecnico di Milano con un progetto di trasformazione di una cava dismessa in una scultura territoriale, decide di seguire la sua passione per l'arte contemporanea iscrivendosi al Luiss Master of Art, del quale è attualmente studentessa. Con l'obiettivo di nutrire il suo forte interesse per le relazioni che si possono instaurare tra arte e architettura, collabora con lo studio di Attilio Stocchi in occasione di Lucegugliavoce (2007) e, durante il periodo universitario, con l'Osservatorio Public Art coordinato da Emilio Fantin. Dall'aprile 2013 cura per il magazine Hestetika la rubrica Arte in città, dedicata all'arte pubblica.

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