Tutti gli Anni Novanta al Macro di Roma. In un ciclo di mostre

Macro, Roma – fino al 15 maggio 2016. Federico Pietrella e Donatella Spaziani sono i protagonisti del secondo appuntamento del ciclo di mostre “Appunti di una Generazione”. Con Costantino D’Orazio che fa il punto sulla creatività nostrana.

Federico Pietrella, Dal 26 Aprile al 30 Giugno 2015 (Tiergarten), 2015
Federico Pietrella, Dal 26 Aprile al 30 Giugno 2015 (Tiergarten), 2015

GLI ANNI NOVANTA
Appunti di una Generazione è un ciclo di mostre curate da Costantino D’Orazio che indaga la ricerca artistica degli artisti italiani che si sono distinti negli Anni Novanta. La complessità che caratterizza questo decennio alle soglie del nuovo millennio è data da alcune svolte epocali attorno alle quali si sviluppano la creatività e i nuovi paradigmi estetici degli artisti: la globalizzazione, il multiculturalismo e il confronto con la cosiddetta arte post-coloniale, la crescente attenzione dedicata ai problemi di identità e alle questioni di genere, l’impatto con le nuove tecnologie con annesse le conseguenti riflessioni sul post human e, infine, la formulazione di una nuova “teoria della forma”, l’estetica relazionale di Bourriaud, che apre l’opera d’arte al mondo delle relazioni.
L’arte italiana degli Anni Novanta però – fatta menzione delle dovute eccezioni – appare suggestionata solo marginalmente da tali sterzate del pensiero: questa, infatti, completamente sconnessa e smembrata in tanti piccoli focolai creativi, trova nel più modesto sentimentalismo il microclima adatto su cui impostare il proprio discorso estetico. Così, con veli drammatici e compassata ironia gli artisti italiani fanno emergere opinioni, sogni e memorie tipicamente nazionali che rispecchiano tutte quelle incertezze, quei dubbi e quelle perplessità che segnano il passaggio dalla prima alla seconda repubblica.

Donatella Spaziani, Ermellino, volpe e lontra, 2016
Donatella Spaziani, Ermellino, volpe e lontra, 2016

LA SCELTA CURATORIALE
Federico Pietrella (Roma, 1973; vive a Berlino) e Donatella Spaziani (Ceprano, 1970) sono le proposte di Costantino D’Orazio per questo secondo appuntamento del ciclo. Il tempo è fil rouge tra i due artisti e certamente anche quanto più di universale avrebbe potuto tener unite opere così distanti tra loro per fattura tecnica e stilistica, data di realizzazione, medium artistico e genesi creativa. Divisi in due sale distinte all’ultimo piano del museo capitolino, Pietrella e Spaziani vedono confluire le loro personalissime indagini artistiche in un tessuto connettivo ad ampio raggio che forse uniforma un po’ troppo le loro realizzazioni. In effetti, sussumere la complessità del reale nella sovrastruttura tempo aumenta l’inconcibilialità tra il mondo e la percezione di esso ma, paradossalmente, anche le possibilità di un confronto tra questi due artisti. Un compromesso, insomma, che in questo caso andava proprio fatto.

Federico Pietrella, Dall’8 al 16 Settembre 2015 (a casa di Livia e Johannes), 2015
Federico Pietrella, Dall’8 al 16 Settembre 2015 (a casa di Livia e Johannes), 2015

FEDERICO PIETRELLA
Pietrella sostituisce al pennello il timbro datario, dando vita a composizioni in cui il sovrapporsi dei segni rappresenta anche la registrazione dei giorni che ha impiegato per realizzare l’opera. L’accumulazione delle stratificazioni numeriche desunte racconta, così, il processo produttivo delle sue realizzazioni che, oltre a catturare poeticamente l’inesorabile scorrere del tempo, esorcizza anche la paura della perdita. La ripetizione timbro-grafica, infatti, fissa la transitorietà e la fuggevolezza del tempo in un codice numerico che circoscrive un lasso di tempo ben preciso: quello necessario alla realizzazione dell’opera.
Un altro aspetto molto interessante di questa operazione è anche l’atto stesso del timbrare che, attraverso la ripetizione ossessiva della medesima azione, traduce la monotonia del tempo, troppo spesso non percepito come movimento continuo, ma solo come rilevanza di momenti.
Anche i lavori a carboncino, presentati in mostra, sono legati alla temporalità: questi sono sono il risultato della cancellazione progressiva degli strati materici dai quali poi emerge la figura. Un procedimento totalmente opposto al precedente perché toglie anziché aggiungere, ma che comunque rappresenta un ulteriore strumento di indagine utile ad esplorare il rapporto tra creazione e tempo, presenza e assenza. La pratica fisica della cancellazione, infatti, è interessante perché non induce solo a leggere quel che resta, ma invita anche a rileggere ciò che è stato nascosto per identificare nuove letture e nuove interpretazioni che nascono proprio da una mancanza.

Donatella Spaziani, Disegno, 2016
Donatella Spaziani, Disegno, 2016

DONATELLA SPAZIANI
La Spaziani presenta una serie di opere realizzate appositamente per l’occasione. L’artista del Frusinate appare molto più legata alle tematiche del corpo e alle relazioni tra esterno e interno che ridisegnano i rapporti percettivi. Il tempo, in realtà, si inserisce in questo discorso soltanto come fattore disgregante del corpo o come cronologia frammentata dello stesso. Due esempi.
Al centro della sala alcune pellicce di animali sono poggiate su tavoli: le loro silhouette, invece, sono impresse su alcune planimetrie, a sottolineare, attraverso un gioco osmotico, l’impossibilità di fissare il corpo in un’unica forma spazio-temporale.
Gli Autoscatti da Parigi a S. Paolo sono una sequenza di foto presentate sotto forma di video che registrano gli spostamenti dell’artista in queste due città, misurate, dunque, attraverso il corpo: la percezione di fotogrammi neri tra uno scatto e l’altro è anche la percezione di un vuoto spazio-temporale e la possibilità di una narrazione che si produce proprio dall’assenza, o meglio dall’intervallo intercronico che separa gli eventi. Nel corpo dell’artista, infatti, sono registrati soltanto alcuni momenti di una storia molto più vasta.

Francesca Mattozzi

Roma // fino al 15 maggio 2016
Appunti di una generazione #2 – Federico Pietrella / Donatella Spaziani

a cura di Costantino D’Orazio
MACRO
Via Nizza 138
06 0608
[email protected]
www.museomacro.org

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/51652/appunti-di-una-generazione-2-federico-pietrella-donatella-spaziani/

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Francesca Mattozzi
Francesca Mattozzi ha un background da danzatrice che l’ha vista lavorare sia in TV che a teatro con coreografi di fama internazionale, quali Luca Tommassini e Martino Müller. È laureata in storia dell’arte e dell’arte ama soprattuto gli eventi perché, grandi o piccoli che siano, le permettono di esplorare e raccontare il panorama artistico e culturale contemporaneo. È curioso, ma quando non vedete Francesca a una vernice, una performance o un finissage, la trovate chissà dove a pianificare le prossime avventure.