Il video è donna. A Roma

Studio Stefania Miscetti, Roma – fino al 16 aprile 2016. Torna la rassegna annuale She Devil, una raccolta di opere video interamente al femminile. Per scandagliare le aree più problematiche della contemporaneità. Dalla politica all’estetica, senza dimenticare i pregiudizi.

Nilbar Güres, Undressing, 2006, video, 6’19’’ - photo courtesy Studio Stefania Miscetti, Roma
Nilbar Güres, Undressing, 2006, video, 6’19’’ - photo courtesy Studio Stefania Miscetti, Roma

PAURA ALLO SPECCHIO
È alla sua ottava edizione la rassegna annuale il cui titolo, She Devil, allude sia a un noto film di Susan Seidelman sia alle “streghe” femministe degli Anni Sessanta, in una rassegna che trova nella donna il suo fulcro, dal punto di vista curatoriale e artistico.
La paura e il suo riflesso sembrano rappresentare il fil rouge che unisce le opere in mostra. Timore di sdoppiarsi e di perdersi emergono dal video Doppelgänger – realizzato negli Anni Settanta, ma restaurato nell’ambito di Rewind, un vasto progetto di recupero della videoarte condotto in Inghilterra – della scozzese Elaine Shemilt, dove una donna si trucca allo specchio e realizza un semplice “effetto speciale” spostando un vetro su cui il trucco è stato in realtà dipinto. Il “doppio” femminile è associato così al continuo mutare dei segni della moda, dei costumi e delle sue trasformazioni sul corpo delle donne.
Paura dello Stato nel video dell’egiziana Maha Maamoun, Shooting Stars Remind Me of Eavesdroppers, dove una coppia in un giardino del Cairo parla in toni romantici fino all’improvvisa rivelazione che il loro dialogo potrebbe essere stato ascoltato e registrato dalla polizia. Dalla paura alla violenza il passo è breve. Il video dell’artista lituana Jurga Barilaitè la ritrae in pantaloni da box, atletica e aggressiva, mentre prende a pugni una tela con i guantoni coperti di colore fino a disegnare un volto. Il suo? La faticosa affermazione della propria personalità in un contesto maschile è una costante delle culture femministe. Ma la parte più forte del lavoro è l’energia con cui l’artista lotta con se stessa, nello sforzo di esprimere la propria creatività.
L’irlandese Saoirse Wall sceglie la strada dell’essere vista, presentandosi online come una figura da “peep show”, seminuda e praticando self sex, alludendo al voyeurismo maschile ma anche alla volontà di esposizione e di visibilità da parte della donna.

Magdalena Golba, Uniform, 2015, video, 7’00” - photo courtesy Studio Stefania Miscetti, Roma
Magdalena Golba, Uniform, 2015, video, 7’00” – photo courtesy Studio Stefania Miscetti, Roma

POLITICA E CONFLITTO SOCIALE
La turca Nilbar Gures in Undressing rappresenta la “svestizione” di una donna musulmana, velo dopo velo, come una matrioska senza fine, con grande fatica psicologica. Quando finalmente appare, il volto della donna accenna un sorriso, testimoniando, forse, una sfida o un tentativo di sdrammatizzare la drammatica situazione turca, frutto anche delle tragedie conseguenti alle proibizioni sociali.
La polacca Magdalena Golba, che opera in una situazione particolarmente difficile, sceglie di mostrare centinaia di persone in divisa ne L’uniforme, una sfilata di immagini di tutte le divise, maschili, femminili e di tutti i lavori. La società diventa una caserma e bisogna marciare, sempre e comunque.

LE POTENZIALITÀ DEL VIDEO AL FEMMINILE
La presenza femminile nell’arte contemporanea è oggi ampliata, importante e stabilizzata. Il video è stato, dagli Anni Sessanta, uno degli strumenti principali di quest’affermazione. Una rassegna video al femminile si trova a confrontarsi (in positivo) con una situazione diversa da quegli anni, affrontando però il difficile compito di mettere ordine alla confusione che ha segnato l’ingresso del video nel mainstream dell’arte contemporanea.
Al di là delle confessioni e delle forti denunce di ieri, il video al femminile potrebbe e dovrebbe iniziare a “prendere a pugni” l’immagine video e costringerla a un maggiore formalismo.

Lorenzo Taiuti

Roma // fino al 16 aprile 2016
She Devil 8
STUDIO STEFANIA MISCETTI
Via delle Mantellate 14
06 68805880
[email protected]

www.studiostefaniamiscetti.com

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/52234/she-devil-8/

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Lorenzo Taiuti
Lorenzo Taiuti ha insegnato corsi su Mass media e Arte e Media presso Academie e Università (Accademia di Belle Arti di Torino e Milano, e Facoltà di Architettura Roma). E’ esperto delle problematiche estetiche dei nuovi media. È autore di video, installazioni e website, collabora con musicisti sperimentali in produzioni audiovisive. Ha collaborato sui temi di arte e media con vari periodici, tra cui "Giornale dell’Arte", "Virus", "Alias"", "Terzocchio", "Linea d'Ombra", "Repubblica", “Juliet”, “Exibart”, “Artribune”, “Arte e Critica”, “Digimag”, “Noema”, “D’Ars”. Ha pubblicato i seguenti testi sulle tematiche dell’arte e i nuovi media: Arte e media. Avanguardia e comunicazione di massa (Costa & Nolan 1996), Corpi Sognanti. L’Arte nell’epoca delle tecnologie digitali (Feltrinelli 2001), Multimedia. L’Incrocio dei linguaggi comunicativi (Meltemi 2005), I linguaggi digitali (per la serie XXI secolo - Enciclopedia Treccani 2010).