Un esploratore dell’arte. Stefano Cagol a Trento

Galleria Civica, Trento – fino al 12 giugno 2016. La progettualità di Stefano Cagol, con il suo attivismo estetico e gli interventi pubblici partecipativi, colma un divario tra arte e vita. E il suo lavoro coincide con un vissuto di pratiche itineranti e di parole.

Stefano Cagol, Flu Power Flu, 2007 - Collezione Renato Villotti
Stefano Cagol, Flu Power Flu, 2007 - Collezione Renato Villotti

LEGGERE LA STORIA CON L’ARTE
Un battage di idee lungo vent’anni – costellato di parole che, con ironia, pongono domande sul presente –costituisce il fil rouge della rassegna trentina. Portatore di una riflessione su come gli accadimenti, importanti o meno, regolino la nostra società più di quanto se ne abbia concreta percezione: la data dell’11 settembre nei led installati in varie città europee, gli attentati nel cuore degli Stati Uniti oppure l’inizio del movimento della Nonviolenza in Sudafrica, o la stessa data di nascita di Stefano Cagol (Trento, 1969), aiutano a riconsiderare alcuni momenti storici di cambiamento per la società contemporanea.

L’ARTISTA UNTORE
Partendo dal nomignolo usato per chiamare le mucche nelle piccole stalle di famiglia, la scritta Lola tatuata sulla pelle di diversi animali diventa un enunciato per parlare di genetica e di clonazione, ma anche di sopravvivenza. Nell’insegna Rawar, palindromo composto da crudo e guerra, le lettere sono lontane da ciò che indicano o corrispondono al loro significato puntuale? Parte di un lavoro critico sui sistemi dell’informazione e sulle indotte paure verso le pandemie, il progetto Bird Flu Vogelgrippe (Influenza aviaria) fa sgorgare una pioggia di parole virali che rimandano al simbolico termine “influenza”, mentale e fisica, lungo 900 chilometri di percorso effettuato con un furgone invaso dai suoni prodotti dai polli. Nel ruolo di “untore”, l’artista cerca il contatto con le persone per stabilire quanto tutti possiamo essere facilmente influenzabili dai meccanismi mediatici e politici.

Stefano Cagol, The Cow Lola, 2010
Stefano Cagol, The Cow Lola, 2010

VIAGGI CREATIVI
Allargando la ricerca personale verso un contesto di attivazione e condivisione, Stefano Cagol ci porta in capo al mondo, attraverso una serie di lavori correlati, come in un viaggio a tappe. In stretta relazione con il paesaggio, il percorso raggiunge addirittura il buio dell’Artico, oltrepassando i confini dell’uomo con The End of the Border (of the mind), oppure esplorandone metaforicamente l’energia, spirituale e fisica, con Body of Energy. Con l’utilizzo di una telecamera a infrarossi, Cagol registra la scia che l’essenza umana imprime con il suo passaggio sui luoghi di vita e pensiero, privilegiando le istituzioni della cultura, per captare quanto sia immateriale e invisibile, ma anche per documentare gli effetti determinanti della sua attività.

Antonella Potente

Trento // fino al 12 giugno 2016
Stefano Cagol – Works 1995-2015
a cura di Margherita de Pilati e Denis Isaia
GALLERIA CIVICA
Via Belenzani 44
0461 985511
[email protected]
www.mart.trento.it/galleriacivica

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/51518/stefano-cagol-works-1995-2015/

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Antonella Potente
Se già da piccolo sai quello che vuoi è un guaio: ho passato le ore più belle a fantasticare del niente e a guardare le figure dell'enciclopedia e mi sono ritrovata a scegliere il Liceo Artistico, perché mi piaceva disegnare e soprattutto mi piaceva l'arte: canto, ballo, teatro e pittura. La mia curiosità ha trovato soddisfazione al di fuori dell'ambiente provinciale e dopo aver studiato a Venezia, Pittura all'Accademia di Belle Arti, ho girato per l'Italia lavorando nel settore dell'interior design. Aver poi collaborato con una galleria a Treviso ha costituito un continuo stimolo, un incentivo per capire le strategie e le novità dell'affollato e variegato mondo dell'arte contemporanea. Saper raccontare questo mondo il mio obiettivo, considerandomi anche uno spettatore attivo della “parafrasi” di questa vivace società in continuo movimento che è tutta l'arte.