Tagliare lo spazio con la luce. A Salerno

Galleria Paola Verrengia, Salerno – fino al 30 novembre 2015. Per la sua seconda personale negli spazi della galleria campana, Amparo Sard torna con un nuovo progetto. Dedicato alle ombre e alle sembianze.

Amparo Sard – Cutting the Space – veduta della mostra presso la Galleria Paola Verrengia, Salerno 2015 – photo Ciro Fundarò
Amparo Sard – Cutting the Space – veduta della mostra presso la Galleria Paola Verrengia, Salerno 2015 – photo Ciro Fundarò

Dopo un primo appuntamento organizzato nel 2005, Amparo Sard (Palma de Mallorca, 1973) torna a Salerno, negli spazi della Galleria Paola Verrengia, per disegnare un nuovo itinerario la cui poliglottia estetica mira a snellire le cose, a donare al corpus espositivo un potente senso di fragilità. Mediante una serie di meticolose fenditure su carta e un video del 2013 (Hauptpunkt) attorno al quale si avvita un’atmosfera particolarmente fluida, sensuale e leggera, Sard costruisce oggi, con Cutting the Space, un apparato visivo fatto di ombre, di sembianze, di luci fioche che dialogano con lo spazio per trasformarlo in componente strutturale dell’opera.
Come una partitura musicale che gioca con l’ars magna de lucis et umbrae, il percorso messo in campo dall’artista – si pensi al dittico Under the Ground in cui è possibile percepire l’alternarsi di bianco e nero – restituisce, grazie ad una materia perforata morbosamente per elaborare rapporti tra pieni e vuoti (tra spazi aperti e spazi chiusi, tra dentro e fuori), una spettrografia che fa i conti con le fughe del paesaggio, con un territorio in cui l’ombra non è soltanto assenza di luce, ma anche “il più preciso sintomo della sua presenza” (Kircher).

Antonello Tolve

Salerno // fino al 30 novembre 2015
Amparo Sard – Cutting the Space
PAOLA VERRENGIA
Via Fieravecchia 34
089 241925
[email protected]
www.galleriaverrengia.it

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/48872/amparo-sard-cutting-the-space/

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Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi, 1977) è titolare di Pedagogia e Didattica dell’Arte all’Accademia Albertina di Torino. Ph.D in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico artistica (Università di Salerno), è stato visiting professor in diverse università come la Mimar Sinan Güzel Sanatlar Üniversitesi, la Beǐjin̄g Yuy̌ań Daxué, l’Universitatea de Arta si Design de Cluj-Napoca e la Universidad Central de Venezuela. Critico d’arte e curatore, è stato commissario in diverse giurie internazionali. Tra i suoi libri si ricordano “Gillo Dorfles. Arte e critica d’arte nel secondo Novecento” (La Città del Sole, 2011), “ABOrigine. L’arte della critica d’arte” (PostmediaBooks, 2012), “Ubiquità. Arte e critica d’arte nell’epoca del policentrismo planetario” (Quodlibet, 2013), “La linea socratica dell’arte contemporanea. Antropologia Pedagogia Creatività” (Quodlibet, 2016), “Istruzione e catastrofe. pedagogia e didattica dell’arte nell’epoca dell’analfabetismo strumentale” (Kappabit, 2019), “Me, myself and I. Arte e vetrinizzazione sociale ovvero il mondo magico del selfie” (Castelvecchi, 2019), “Atmosfera. Atteggiamenti climatici nell’arte d’oggi” (Mimesis, 2019). Ha curato con Stefania Zuliani il volume di Filiberto Menna, “Cronache dagli anni settanta. Arte e critica d'arte 1970-1980” (Quodlibet, 2017) e, con S. Brunetti, “Il sistema degli artisti. Collezione, conservazione, cura e didattica nella pratica artistica contemporanea” (Mimesis, 2019). Dal 2018 e Direttore della sede romana della Fondazione Filiberto e Bianca Menna e dal 2014 è curatore della Gaba.Mc – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata.