Astrazione in versione polacca. A Trento

Arte Boccanera Contemporanea, Trento – fino al 30 aprile 2015. Celebrazione della generazione di artisti e curatori polacchi nati negli Anni Ottanta. Un’arte non politica, non sociale, ma astratta. Col desiderio di affermare un’immagine non convenzionale dell’Est Europa.

Katarzyna Przezwanska, I colori nei quali l'uomo sta bene, 2012
Katarzyna Przezwanska, I colori nei quali l'uomo sta bene, 2012

Il gusto esotico per l’arte dell’Est Europa degli ultimi anni lascia il posto a una riflessione sulla qualità delle opere di una nuova generazione di artisti polacchi che torna a un confronto insolito con il passato. Non ci sono traumi da negare come ci si aspetterebbe da un Paese post-comunista, ma nuove visioni da dischiudere su Movimento Moderno, Costruttivismo polacco e Minimalismo. Sette sono gli artisti scelti. Accomunati da un’esigenza di semplificazione e di riduzione a forme geometriche e astratte, quasi sempre a metà strada tra scultura e pittura, non costituiscono un movimento, ma un ponte verso il futuro che rinasce da un azzeramento dell’immagine. Come Justina Kisielewska, che dipinge bianco su bianco ricordando la grande anima minimalista di Roman Opalka. Un’alternativa alla matrice surrealista degli artisti polacchi noti come “Stanchi della realtà”. Il titolo stesso della mostra, omaggio reso a Josef Albers, è un vuoto geometrico da cui ripartire.

Antonella Palladino

Trento // fino al 30 aprile 2015
For me, abstraction is Real! Young Painters from Poland
a cura di Katarzyna Kolodziej e Magdalena Komornicka
artisti: Tomek Baran, Alicja Bielawska, Justyna Kisielewska, Tomasz Kowalski, Piotr Lakomy, Cezary Poniatowski, Katarzyna Przezwańska
ABC – ARTE BOCCANERA CONTEMPORANEA
Via Milano 128
0461 984206 / 340 5747013
[email protected]
www.arteboccanera.com

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/41311/for-me-abstraction-is-real/

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Antonella Palladino
Ha studiato Storia dell’arte presso le Università di Napoli e Colonia, laureandosi in Conservazione dei Beni Culturali con una tesi dal titolo “Identità e alterità dalla Body Art al Post-Human”. Ha proseguito la propria formazione alla Fondazione Morra e poi al Mart di Rovereto. Ha collaborato come assistente con la Galleria Umberto di Marino e con Filippo Tattoni -Marcozzi, ex direttore della Goss- Michael Foundation. Nel 2009 si è trasferita in Trentino–Alto Adige dove ha iniziato l’attività di critico scrivendo per Artribune, Juliet Art Magazine, Exibart, Kulturelemente, Salto.bz. Ha curato la mostra Noisy di Gianluca Capozzi, Lichtkammer di Harry Thaler, Walking in Beuys Woods di Hannes Egger e i relativi eventi collaterali. È critico d’arte e docente di Storia dell’arte titolare nella provincia di Pavia.