I naufragi di Vincenzo Rusciano

Chiesa di Sant’Aniello, Napoli – fino al 28 novembre. Un nuovo progetto di Vincenzo Rusciano alla chiesa di Caponapoli. Al centro dell’attenzione, l’intreccio con la memoria storica e con un patrimonio artistico da salvaguardare.

La sospensione, l’attesa, il frammento, il relitto, il naufragio, l’argine, la riva e la deriva. È attorno a questi luoghi di confine, a questi sentieri ideali che la nuova personale di Vincenzo Rusciano (Napoli, 1973) si fa strada per costruire un dialogo con un luogo – la Chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli – e con l’atmosfera dei cantieri archeologici “fondati sull’osservazione analitica dei dati materiali e sul rigore metodologico dello studio e della documentazione” (Giuseppe Giordano). Nel suo lavoro l’arcaico e l’attuale vivono un rapporto di partecipazione per confluire in un racconto contiguo che disegna tracce mentali e materiali, sponde (Sponda è, del resto, il titolo scelto dall’artista come viatico per questa sua nuova mostra), calchi, impressioni e sovrimpressioni, inevitabili frammenti di cose e non cose. Con la consapevolezza di modellare il brusio del passato, di plasmare il silenzio interminabile della memoria, di sagomare il recupero impossibile del tempo.

Antonello Tolve

Napoli // fino al 28 novembre 2014
Vincenzo Rusciano – Sponda
a cura di Angela Tecce e Alberto Zanchetta
Catalogo Vanilla
CHIESA DI SANT’ANIELLO A CAPONAPOLI
Largo Sant’Aniello
www.annarumma.net

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/39075/vincenzo-rusciano-sponda/

 

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Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi, 1977) è titolare di Pedagogia e Didattica dell’Arte all’Accademia Albertina di Torino. Ph.D in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico artistica (Università di Salerno), è stato visiting professor in diverse università come la Mimar Sinan Güzel Sanatlar Üniversitesi, la Beǐjin̄g Yuy̌ań Daxué, l’Universitatea de Arta si Design de Cluj-Napoca e la Universidad Central de Venezuela. Critico d’arte e curatore, è stato commissario in diverse giurie internazionali. Tra i suoi libri si ricordano “Gillo Dorfles. Arte e critica d’arte nel secondo Novecento” (La Città del Sole, 2011), “ABOrigine. L’arte della critica d’arte” (PostmediaBooks, 2012), “Ubiquità. Arte e critica d’arte nell’epoca del policentrismo planetario” (Quodlibet, 2013), “La linea socratica dell’arte contemporanea. Antropologia Pedagogia Creatività” (Quodlibet, 2016), “Istruzione e catastrofe. pedagogia e didattica dell’arte nell’epoca dell’analfabetismo strumentale” (Kappabit, 2019), “Me, myself and I. Arte e vetrinizzazione sociale ovvero il mondo magico del selfie” (Castelvecchi, 2019), “Atmosfera. Atteggiamenti climatici nell’arte d’oggi” (Mimesis, 2019). Ha curato con Stefania Zuliani il volume di Filiberto Menna, “Cronache dagli anni settanta. Arte e critica d'arte 1970-1980” (Quodlibet, 2017) e, con S. Brunetti, “Il sistema degli artisti. Collezione, conservazione, cura e didattica nella pratica artistica contemporanea” (Mimesis, 2019). Dal 2018 e Direttore della sede romana della Fondazione Filiberto e Bianca Menna e dal 2014 è curatore della Gaba.Mc – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata.