Come una poesia. Kiefer chez Lia Rumma a Napoli

Galleria Lia Rumma, Napoli – fino al 22 febbraio 2014. “Walther von der Vogelweide – für Lia”: questo il titolo dato da Anselm Kiefer alla sua nuova personale. Per una mostra poetica che ripercorre la stagione dei Minnesänger per esprimere un omaggio a Lia Rumma, alla gallerista e alla donna, a una “nobile dama, bella e pura”.

Anselm Kiefer, Under der Linden, 2013 - photo Charles Duprat - Courtesy Galleria Lia Rumma, Milano-Napoli

Annunciato da una memoria che sente l’esigenza di fare i conti con la tradizione, il recente progetto di Anselm Kiefer (Donaueschingen, 1945) proposto negli spazi della Galleria Lia Rumma di Napoli si iscrive nel solco della cultura tedesca con una continuità creativa volta a ripercorrere la stagione dei Minnesänger, dei cantori che, tra il XII e il XIII secolo, hanno costruito canti appassionati come Under der linden, che è tra le ballate più celebrate della lirica germanica. E proprio partendo da questa ballata e dalla lettura dell’opera lasciata da Vàltër fon der Fóoġëlvaidë, Kiefer crea un percorso in cui l’arcaico e l’attuale giocano a rincorrersi, a coniugarsi mediante un pensiero per immagini che buca lo sguardo dello spettatore per introdurlo all’interno di un mondo magico, gioioso, affettivo.
A introdurre la mostra una serie di libri intrecciano la poesia e la pittura per costruire un gioco d’amore, un nodo d’aria che non sa più “qual mano si fece spola ad intrecciarne i fili. Sono pagine elegiache, pagine di tela dipinta su cui appaiono una serie di simboli, di fiori femminili che si affollano sull’erba, di immagini che ridono e giocano con il sole, di piccoli elementi naturali che cantano e incantano, di parole che brillano come astri preziosi. Ma sono anche pagine di un racconto il cui titolo, Walther von der Vogelweide – für Lia, esprime un omaggio a Lia Rumma, alla gallerista e alla donna, a una “nobile dama, bella e pura”.

Anselm Kiefer, Eos, 2013 - photo Charles Duprat - Courtesy Galleria Lia Rumma, Milano-Napoli
Anselm Kiefer, Eos, 2013 – photo Charles Duprat – Courtesy Galleria Lia Rumma, Milano-Napoli

Poste specularmente nelle due sale laterali della galleria, due grandi tele impazzite di luce (Under der Linden an der Heide e Walther von der Vogelweide) rappresentano, accanto ai libri, una ulteriore cadenza del progetto. Di un corpus cromatico che rivela il luogo dell’incontro cantato dal poeta Walther nella campagna, sotto quel tiglio, un albero che è simbolo di una luminosa cultura.

Antonello Tolve

Napoli // fino al 22 febbraio 2014
Anselm Kiefer – Walther von der Vogelweide. Für Lia
LIA RUMMA
Via Vannella Gaetani 12
081 19812354
[email protected]
www.liarumma.it

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Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi, 1977) è titolare di Pedagogia e Didattica dell’Arte all’Accademia Albertina di Torino. Ph.D in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico artistica (Università di Salerno), è stato visiting professor in diverse università come la Mimar Sinan Güzel Sanatlar Üniversitesi, la Beǐjin̄g Yuy̌ań Daxué, l’Universitatea de Arta si Design de Cluj-Napoca e la Universidad Central de Venezuela. Critico d’arte e curatore, è stato commissario in diverse giurie internazionali. Tra i suoi libri si ricordano “Gillo Dorfles. Arte e critica d’arte nel secondo Novecento” (La Città del Sole, 2011), “ABOrigine. L’arte della critica d’arte” (PostmediaBooks, 2012), “Ubiquità. Arte e critica d’arte nell’epoca del policentrismo planetario” (Quodlibet, 2013), “La linea socratica dell’arte contemporanea. Antropologia Pedagogia Creatività” (Quodlibet, 2016), “Istruzione e catastrofe. pedagogia e didattica dell’arte nell’epoca dell’analfabetismo strumentale” (Kappabit, 2019), “Me, myself and I. Arte e vetrinizzazione sociale ovvero il mondo magico del selfie” (Castelvecchi, 2019), “Atmosfera. Atteggiamenti climatici nell’arte d’oggi” (Mimesis, 2019). Ha curato con Stefania Zuliani il volume di Filiberto Menna, “Cronache dagli anni settanta. Arte e critica d'arte 1970-1980” (Quodlibet, 2017) e, con S. Brunetti, “Il sistema degli artisti. Collezione, conservazione, cura e didattica nella pratica artistica contemporanea” (Mimesis, 2019). Dal 2018 e Direttore della sede romana della Fondazione Filiberto e Bianca Menna e dal 2014 è curatore della Gaba.Mc – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata.

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