Un museo come un grande foglio. Zhang Enli rivisita Villa Croce

Villa Croce, Genova – fino all’8 gennaio 2014. Tra paesaggio ideale e vegetazione reale, tra intimismo e potenza evocativa, un intervento site specific effimero come un mandala tibetano. Per la prima mostra italiana dell’artista cinese.

Zhang Enli, Landscape - Villa Croce, Genova 2013

Landscape si intitola. I dipinti ispirati all’elemento vegetale dell’artista cinese Zhang Enli (Jilin, 1965; vive a Shanghai) penetrano nelle sale del museo di Villa Croce, colonizzando muri e soffitti. Si tratta di un’invasione effimera, poiché le opere realizzate ad hoc per lo spazio espositivo genovese cederanno nuovamente il passo all’intonaco al termine della mostra; e discreta, in particolare se confrontata con l’analogo progetto site specific Space Painting, esposto dallo stesso Zhang in questo periodo all’Institute of Contemporary Art di Londra.
I muri delle prime tre sale sono bianchi; i soffitti, invece, diventano fogli di carta e accolgono i rami d’albero e il fogliame che fanno parte dei temi cari all’artista, in specie nell’ultimo periodo. La quarta sala è un tripudio di motivi vegetali e colori, rami intrecciati, squarci di cielo che integrano le due finestre e – idealmente – gli alberi reali al di là del vetro, in un dialogo fra interno ed esterno che estende lo spazio proiettandolo oltre le pareti, mentre nell’ultima sala gli interventi sono ridotti al minimo, ad aloni di pittura trasparente che ricreano infiltrazioni immaginarie, tracce d’umidità ideali. Tutte le opere sono state realizzate disegnando a mano libera, direttamente sul posto. L’acquerello domina, la pennellata è rapida, impressionista.

Zhang Enli, Landscape - Villa Croce, Genova 2013
Zhang Enli, Landscape – Villa Croce, Genova 2013

Originario di un’area rurale nel nord della Cina, abbandonati i toni espressionisti e la cupezza degli esordi, Zhang Enli porta avanti il proprio lavoro senza mai aderire a correnti come il Political Pop o la Kitsch Art, in voga tra molti altri artisti cinesi della sua generazione. Si concentra volutamente su temi solo apparentemente banali, oggetti di uso comune rivisitati in modo intimo e altamente evocativo: tubi, cavi d’acciaio, pompe da giardino, bauli, reti di cinta.
La prima mostra italiana di Zhang Enli è stata inaugurata alla presenza dell’artista e con una conferenza tenuta da Monica Demattè, co-curatrice insieme a Ilaria Bonacossa ed esperta di arte contemporanea dell’Asia orientale, già curatrice di una personale dell’artista dal titolo Human, too human, presentata a Shanghai nel 2004.
A pochi passi da Villa Croce, scendendo da Carignano verso De Ferrari, Palazzo Ducale guarda ancora a Oriente ospitando il solo show del giapponese Fukushi Ito, Luce, Spazio, Tempo. Storia di una ricerca artistica tra Italia e Giappone (1983-2013).

Giulia Marani

Genova // fino all’8 gennaio 2014
Zhang Enli – Landscape
a cura di Monica Demattè e Ilaria Bonacossa
VILLA CROCE
Via Jacopo Ruffini 3
010 580069
[email protected]

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Giulia Marani
Giornalista pubblicista, vive a Milano. Scrive per riviste italiane e straniere e si occupa della promozione di progetti editoriali e culturali. Dopo la laurea in Comunicazione alla Statale di Milano si specializza in editoria a Paris X-Nanterre. La passione per l’universo del progetto nasce proprio a Parigi, dove lavora nella redazione della rivista Architectures à vivre (dal 2007 al 2012) e partecipa al lancio di EcologiK, la prima rivista francese dedicata alla progettazione ecoresponsabile. Collabora con Artribune dal 2013 e coordina le pagine dedicate al design da gennaio 2019.