Fulvio di Piazza al Cubo. Tra natura antropomorfa e vulcanologia

Cubo, Bologna – fino al 6 gennaio 2014. Balene geneticamente modificate, intere foreste che assumono foggia umana. Una esplosione vulcanica di colori per la personale di Fulvio Di Piazza nello spazio di Unipol.

Fulvio Di Piazza, Abissale, 2011

Una mostra è chiaramente l’esposizione di un nucleo di opere; in alcuni casi diventa luogo di ricerca su teorie interne ed esterne all’arte, qui alla pittura. Perché affidare un testo in catalogo a un vulcanologo? Con Nube ardente Fulvio Di Piazza (Siracusa, 1969; vive a Palermo) prosegue il percorso iniziato con La terra trema nel 2011, sondando attraverso visioni subconscie scenari naturali catastrofici. Allora si fa necessario l’apporto di Romano Camassi (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia): “La forza vitale che muove in profondità […] emerge in superficie, esattamente sotto l’erba che calpestiamo”, e il pittore è in grado di restituirla.

L’antropomorfismo nella natura, i paesaggi egregiamente descritti che erano caratteristiche peculiari dell’artista siciliano si prestano alla denuncia. In fondo queste visioni cariche di cattivi presagi, angoscianti (rifinite con qualità fiamminga) non sono che lo spettro di una rivincita delle forze primordiali.

Claudio Musso

Bologna // fino al 6 gennaio 2014
Fulvio Di Piazza – Nube ardente
a cura di Angela Memola
con il contributo critico di Alberto Zanchetta
CUBO
Porta Europa
051 5076060
[email protected]
www.cubounipol.it

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Claudio Musso
Critico d'arte e curatore indipendente, la sua attività di ricerca pone particolare attenzione al rapporto tra arte visiva, linguaggio e comunicazione, all'arte urbana e alle nuove tecnologie nel panorama artistico. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Archeologia e Storia dell’arte presso l'Università di Bologna, ateneo dove aveva precedentemente conseguito la laurea triennale e specialistica. Attualmente è docente di Fenomenologia delle arti contemporanee e di Teoria della percezione e psicologia della forma presso l’Accademia G. Carrara di Belle Arti di Bergamo dove ricopre il ruolo di Coordinatore del corso di Pittura, insegna inoltre Linguaggio della visione presso Spazio Labo’ a Bologna. Tra il 2007 e il 2011 ha collaborato con il MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna per la ricerca scientifica e per l'organizzazione di conferenze e incontri. Ha partecipato in qualità di curatore e di membro di giuria a festival internazionali (LPM - Live Performers Meeting, Roma – Minsk; roBOt - Digital Paths into Music and Arts, Bologna) ed è stato invitato come relatore a convegni e conferenze in Italia e all’estero (tra le altre AVANCA | CINEMA International Conference Cinema, Art, Technology - Cineclub Avanca, Portogallo; VIII MAGIS – International Film Studies Spring School - Università di Udine, Gorizia; Artscapes - An Interdisciplinary Conference on Art and Urban Scapes - University of Kent, Canterbury). Dal 2004 al 2011 è stato collaboratore di Exibart.com e Exibart.onpaper, dove dal 2008 dirigeva la rubrica visualia. Prende parte al network Digicult e collabora con il magazine di cultura digitale Digimag. Scrive regolarmente per Artribune. Ha pubblicato numerosi articoli, testi critici e saggi, il più recente si intitola Dalla strada al computer e viceversa (Libri Aparte, Bergamo 2017).