Ricucire la guerra, dorare la morte. Franko B da Antonio Marras

Nel giardino segreto milanese di Nonostante Marras, fino al 7 aprile, i grandi ricami di Franko B sono il “Fil Rouge” che lega dramma e poesia. Tra libri, abiti e pasticcini, un ambiente accogliente per le opere e per il visitatore. Lontano dall’asetticità del white cube.

Franko B - Fil Rouge - veduta della mostra presso Nonostante Marras, Milano 2013

Nessuna performance cruenta, ma Franko B (Milano, 1960; vive a Londra) sa bene che il sangue può essere evocato senza essere rappresentato. Le grandi tele che trovano casa nel salotto incantato di Antonio Marras parlano di ferite, di guerra e di potere. Ricamate con doppio filo di cotone rosso, le giubbe ornate di medaglie divengono elemento identitario dei giovani soldati, estrapolati da conflitti diversi, sottratti alla guerra e portati alla tela. Non è più il corpo a essere trafitto, ma il tessuto bianco, su cui si sono cucite le sagome. La solitudine dei militari dai volti imberbi è sanata solo in Kiss n. 1, nell’intreccio di un bacio. Riproponendo e approfondendo una tipologia di lavori che era stata presentata nella retrospettiva al PAC del 2010, l’artista ha dorato oggetti e animali imbalsamati, memento mori efficaci, che ricordano come anche Re Mida abbia rischiato di morire di fame.

Marta Cereda

Milano // fino al 7 aprile 2013
Franko B – Fil Rouge
a cura di Francesca Alfano Miglietti
NONOSTANTE MARRAS
Via Cola di Rienzo 8
02 89075001
[email protected]
www.antoniomarras.it/it/nonostantemarras.aspx

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Marta Cereda
Marta Cereda (Busto Arsizio, 1986) è critica d’arte e curatrice. Dopo aver approfondito la gestione reticolare internazionale di musei regionali tra Stati Uniti e Francia, ha collaborato con musei, case d’asta e associazioni culturali milanesi. Dal 2011 scrive per Artribune.