Pronto, casa Arcangeli?

Lo Spazio Labò, giovane laboratorio bolognese per la fotografia, ospita fino al 2 marzo un progetto dedicato alla dimora di Francesco Arcangeli e famiglia. Giuseppe De Mattia cerca rimedio all’oblio…

Giuseppe De Mattia - Strada Maggiore 49 (casa Arcangeli) - courtesy Spazio LAbò, Bologna 2013

La fotografia ci ha spesso condotto (a volte forse anche abituato, annoiato?) attraverso lo studio degli spazi abitati e ancora di più ha svolto indagini di quelli abbandonati. Questo perché l’abitare le stanze, i corridoi, i muri, i mobili e perfino gli oggetti non è azione trasparente, anzi. Le storie raccolte attorno ai segni lasciati in una casa ormai vuota, in una residenza priva del vincolo di memoria storica, sono tante, si affastellano proprio tra i documenti e le “ombre” di ciò che non c’è più.

Giuseppe De Mattia - Strada Maggiore 49 (casa Arcangeli) - courtesy Spazio LAbò, Bologna 2013
Giuseppe De Mattia – Strada Maggiore 49 (casa Arcangeli) – courtesy Spazio LAbò, Bologna 2013

Giuseppe De Mattia (Bari, 1980; vive a Bologna e Berlino) si è prima di tutto accorto che la dimora della famiglia Arcangeli, quella di strada Maggiore 49, senza un progetto sarebbe stata semplicemente dimenticata. Ne ha prelevato allora gli elementi meglio conservati (una cartolina, alcuni manifesti) e ne ha fissato alcuni angoli con l’ausilio dello scatto fotografico (le tracce dei quadri alle pareti, le librerie ormai vuote). La ricostruzione che ha proposto poi è un ambiente sospeso in cui respirare un clima culturale che fu della città tutta e non solo di un gruppo di persone. Non a caso il sistema tende a essere avvolgente e a calare lo spettatore in una dimensione altra, aiutato dalle sonorità studiate da Claudio Rocchetti per un diaporama.

Claudio Musso

Bologna // fino al 2 marzo 2013
Giuseppe De Mattia – Strada Maggiore 49 (casa Arcangeli)

SPAZIO LABÒ
Via Frassinago 43/2 c-d
[email protected]
www.spaziolabo.it

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Claudio Musso
Critico d'arte e curatore indipendente, la sua attività di ricerca pone particolare attenzione al rapporto tra arte visiva, linguaggio e comunicazione, all'arte urbana e alle nuove tecnologie nel panorama artistico. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Archeologia e Storia dell’arte presso l'Università di Bologna, ateneo dove aveva precedentemente conseguito la laurea triennale e specialistica. Attualmente è docente di Fenomenologia delle arti contemporanee e di Teoria della percezione e psicologia della forma presso l’Accademia G. Carrara di Belle Arti di Bergamo dove ricopre il ruolo di Coordinatore del corso di Pittura, insegna inoltre Linguaggio della visione presso Spazio Labo’ a Bologna. Tra il 2007 e il 2011 ha collaborato con il MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna per la ricerca scientifica e per l'organizzazione di conferenze e incontri. Ha partecipato in qualità di curatore e di membro di giuria a festival internazionali (LPM - Live Performers Meeting, Roma – Minsk; roBOt - Digital Paths into Music and Arts, Bologna) ed è stato invitato come relatore a convegni e conferenze in Italia e all’estero (tra le altre AVANCA | CINEMA International Conference Cinema, Art, Technology - Cineclub Avanca, Portogallo; VIII MAGIS – International Film Studies Spring School - Università di Udine, Gorizia; Artscapes - An Interdisciplinary Conference on Art and Urban Scapes - University of Kent, Canterbury). Dal 2004 al 2011 è stato collaboratore di Exibart.com e Exibart.onpaper, dove dal 2008 dirigeva la rubrica visualia. Prende parte al network Digicult e collabora con il magazine di cultura digitale Digimag. Scrive regolarmente per Artribune. Ha pubblicato numerosi articoli, testi critici e saggi, il più recente si intitola Dalla strada al computer e viceversa (Libri Aparte, Bergamo 2017).