I giorni e le notti delle spighe. Tessarollo evangelico

“Se il chicco di grano caduto in terra muore, produce molto frutto” (Gio 12, 20-33): il punto di partenza è nel Vangelo, in un versetto interpretato laicamente e usato come titolo anche da André Gide. Silvano Tessarollo ne fa un elemento fondamentale per opere di intensa suggestione. A Vicenza, fino al 28 ottobre.

Silvano Tessarollo - Se il grano non muore (particolare) - 2011 - courtesy Galleria Michela Rizzo, Venezia

Il fascino è dato dalla location – un’antica chiesa sconsacrata in una zona poco conosciuta di Vicenza – e dal respiro di due installazioni ambientali che parlano di estinzione, ma da cui scaturiscono con straordinaria forza lievi segnali di vita: il fanale di una bicicletta scaraventata su una terra arida che si accende a tratti, mentre la ruota inizia a girare; poche gocce d’acqua che cadono su un muro anonimo e triste, con costanza e ostinazione, fino a disegnare arabeschi scintillanti e incredibilmente vitali. Sullo sfondo, un video documenta un giorno e una notte di un campo di grano, ne fa percepire i suoni e i fruscii, il cambiamento della luce e i minimi movimenti degli steli.
I progetti di Silvano Tessarollo (Bassano del Grappa, 1956; vive a Tezze sul Brenta) hanno per protagonisti i ritmi naturali della nascita e della decadenza, illustrati mediante scenari semplici, con oggetti ed elementi quotidiani del contesto in cui l’artista vive. Da qui trae riflessioni che da un lato sconfinano nell’apocalisse e nella catastrofe ambientale, ma dall’altro non si negano a una possibilità di resurrezione, discreta e silenziosa come lo è la mostra Se il grano non muore.

Marta Santacatterina

Vicenza // fino al 28 ottobre 2012
Silvano Tessarollo – Se il grano non muore
a cura di Julia Draganovic e Elena Forin
AB23
Contrà Sant’Ambrogio 23
044 4301519
[email protected]
www.fondazionevignato.it   

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Marta Santacatterina
Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte – titolo conseguito all'Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia dell’arte medievale –, svolge da molti anni la professione di editor freelance per conto di varie case editrici ricoprendo anche, dal 2015 all’inizio del 2018, il ruolo di direttore editoriale del marchio Fermoeditore e della rivista collegata “fermomag”, sulla quale si è dedicata alle rubriche di arte, fotografia e mostre. Scrive per “Artribune” fin dalla nascita della rivista nel 2011, mentre più recenti sono le collaborazioni con il sito “Art&Dossier” – sul quale recensisce progetti allestiti in gallerie private –, con “La casa in ordine”, dove si occupa di designer emergenti e autoprodotti, e con la rivista “Dolcesalato”, su cui propone ai pasticceri suggestioni tratte dall'arte contemporanea. Scrive inoltre testi storico-artistici e sul fumetto per case editrici italiane (Giunti editore, Grafiche Step editrice ecc.) e statunitensi (Fantagraphics Books). Ha partecipato come giurata a concorsi di arte o fotografia e raramente cura delle mostre per artisti che riescono a convincerla grazie alla qualità dei lavori e alla solidità della loro poetica. Per la sede di Parma del Boston College, si occupa inoltre di attività di tutoring sull'arte contemporanea per studenti americani.