Adami torna alle origini

I lavori recenti di un Adami in forma smagliante. Lucidi, taglienti e allucinati. Fino al 15 maggio a Milano da Tega, che con questa mostra inaugura la nuova sede.

Valerio Adami - La terra promessa - 2011

Dopo la grande antologica di Locarno nel 2010, la mostra milanese di Valerio Adami (Bologna, 1935; vive a Parigi e Meina), che inaugura i nuovi spazi di Tega, è l’occasione giusta per uno sguardo sulla sua ultimissima produzione. Che rivela una forma smagliante: poche opere ma di grande livello, quanto mai vicine ai capolavori degli Anni Sessanta. Predominano i toni chiari e soprattutto il giallo, e l’aria luminosa ma allucinata che ne deriva dà alle opere una nettezza tagliente. Tanto più che si è attenuata la tendenza calligrafica che ha portato per un certo periodo Adami a gesti fitti che evocavano il disegno. Il tutto a favore della lucidità nella concezione delle zone distinte che compongono le figure e gli scenari di Adami. Le atmosfere oniriche tendono a un oblio distopico, sprazzi di Arcadia sono calati in livori da disastro post-atomico. Insomma, neanche un pizzico di maniera.

Stefano Castelli

Milano // fino al 15 maggio 2012
Valerio Adami – Figure nel tempo
GALLERIA TEGA
Via Senato 20
02 276006473
[email protected]
www.galleriatega.it

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Stefano Castelli
Stefano Castelli (nato a Milano nel 1979, dove vive e lavora) è critico d'arte, curatore indipendente e giornalista. Laureato in Scienze politiche con una tesi su Andy Warhol, adotta nei confronti dell'arte un approccio antiformalista che coniuga estetica ed etica. Nel 2007 ha vinto il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli. Pubblica regolarmente i suoi articoli dal 2007 su Arte, dal 2011 su Artribune e dal 2018 su IL-mensile de Il Sole 24 ore. Collabora anche con Antiquariato. Dal 2004 a oggi ha curato numerose mostre in spazi privati e pubblici, di artisti affermati ed emergenti. Dal 2016 è nel comitato curatoriale del Premio arti visive San Fedele. Nel 2020 ha pubblicato il saggio "Radicale e radicante – Sul pensiero di Nicolas Bourriaud" (Postmediabooks) e tradotto il saggio "Inclusioni" di Nicolas Bourriaud (Postmediabooks).