Van Gogh e la spettacolarizzazione dell’arte

A Genova viene prorogata, visto il successo di pubblico, la mostra “Van Gogh e il viaggio di Gauguin”. Tra qualche dubbio e tante speranze, una mostra come simbolo di una città, e dei nostri tempi. A Palazzo Ducale fino al 1° maggio.

Vincent van Gogh - Covone sotto un cielo nuvoloso - 1890 - Kröller-Müller Museum, Otterlo

Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?, oltre che il titolo di un’opera di Gauguin esposta nella mostra Van Gogh e il viaggio di Gauguin, al Palazzo Ducale di Genova, può diventare il punto di partenza per una breve riflessione sullo stato dell’arte in tempi di crisi: economica, certo, ma evidentemente anche culturale.
Da dove veniamo? Genova proviene da anni di pochezza culturale, di brutte mostre, di eventi di scarsa qualità, le manca un museo d’arte contemporanea (in attesa che risorga Villa Croce), per anni gestito con metodi discutibili, con mostre noiose legate ad argomenti poco popolari.
Chi siamo? Nel visitare la mostra, una domenica pomeriggio, come altre centinaia di turisti della cultura (l’affluenza di pubblico è straordinaria), è impossibile non ascoltare alcuni commenti: “Lo sai che Van Gogh era pel di carota?”, “pare sia morto con la pipa in mano”, “guarda, sono esposte proprio le sue scarpe” e infine il grande classico, “lo sapevo fare anch’io” (affermato con aria di superiorità davanti a un magnifico Rothko).

Paul Gauguin - Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? - 1897-98 - Museum of Fine Arts, Boston

Del resto l’arte è per tutti, o almeno così dovrebbe essere secondo molti, quindi ben vengano le mostre blockbuster, con i loro concept banalmente rassicuranti, il loro pubblico tanto naïf quanto reale, le scolaresche, le guide che per coinvolgere i gruppi si soffermano più sui gossip che sul valore artistico delle opere, il regime di sicurezza da dopo 11 settembre (guardaroba obbligatorio, no foto, no cellulari, sorveglianti pronti a intervenire a ogni minimo movimento…), i lunghi pannelli didascalici (scritti con un tono semplicistico, da maestra che insegna a studenti poco coinvolti la storia dell’arte come una lezioncina da ripetere) che all’inizio di ogni sala sfidano la pazienza del più pignolo osservatore, la penombra che fa tanto ambiente, ma soprattutto gli artisti storicizzati e le loro opere bellissime. Davanti alle ninfee di Monet, alle composizioni di Kandinsky, ai celebri oli di van Gogh, solo per citare alcuni dei capolavori esposti, sembra di essere entrati in un libro di storia dell’arte, non si può che restare incantati.

Caspar David Friedrich - Barca sul fiume Elba nella nebbia del primo mattino - 1820-25 - Wallraf-Richartz-Museum & Fondation Corboud, Colonia

Dove andiamo? Se il futuro dell’arte deve essere questo, e i numeri lo fanno pensare, ben vengano le mostre di Goldin, soprattutto in una città che fatica a farsi strada nell’ambito della cultura, nonostante le sue enormi potenzialità. Ma allora perché non andare fino in fondo e lavorare di più sulle strutture di Palazzo Ducale? Il bookshop (praticamente inesistente), un bar (con i vetri sporchi) e un ristorante (pessimo, il brunch), gli orari (che potrebbero essere anche serali). Che la spettacolarizzazione dell’arte, almeno a Genova, abbia inizio. Ma per davvero.

 

Alice Cammisuli

Genova // fino al 1° maggio 2012
Van Gogh e il viaggio di Gauguin
a cura di Marco Goldin
PALAZZO DUCALE
Piazza Matteotti 9
0422 429999
www.palazzoducale.genova.it
www.lineadombra.it

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Alice Cammisuli
Alice Cammisuli è nata a Genova nel 1981. Dopo la laurea in Storia dell’Arte conseguita presso l’Università di Genova, si è specializzata in Organizzazione e Comunicazione per l’Arte Contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano. Ha scritto testo critici, recensioni e collaborato all’organizzazione di mostre in Gallerie d’Arte e Musei con particolare attenzione al rapporto tra le arti visive e la musica. Come Ufficio Stampa ha seguito eventi artistici in tutta Italia.