Project Room del MADRE. Ultimo atto?

Ultimo, almeno finora, atto della project room del Madre di Napoli, lo spazio curato da Eugenio Viola e Adriana Rispoli. Questa volta in scena è Andreja Kulunčić, con una mostra combattiva allestita fino al 6 febbraio.

Andreja Kulunčić - Sei ottimista sul futuro? - veduta della mostra presso il Madre, Napoli 2011 - photo Amedeo Benestante

La manovra artistica messa in campo da Andreja Kulunčić (Subotica, 1968) costruisce una polifonia creativa che elabora riflessioni o antidoti utili a decodificare la realtà. Gli strumenti della comunicazione di massa sono per l’artista ambiti necessari a svolgere una linea estetica offensiva, che sabota il circuito dell’informazione interattiva mediante l’adozione di strutture newmediali efficaci a costruire dialoghi, ambienti multietnici, strutture di confronto e di ragionamento collettivo.
Instaurando un rapporto con lo spettatore e con il tessuto urbano mediante stratagemmi linguistici di natura strettamente multiloquiale, Kulunčić organizza formule visive per costruire una nuova, utopica società contemporanea, lontana dai traumi planetari. Difatti, se da una parte recupera l’annuncio cartaceo che si metamorfosa in progetto interattivo, dall’altra elabora strategie che recuperano il gioco, per aprire a una metodologia socio-antropologica attraverso la quale generare test attitudinali, preferenze e proairesi critiche utili a leggere i gineprai attuali.

Andreja Kulunčić - Sei ottimista sul futuro? - veduta della mostra presso il Madre, Napoli 2011

Con Sei ottimista sul futuro?, personale elaborata per gli spazi del Museo Madre, Andreja Kulunčić propone, ora, un progetto – cocurato da Radmila Iva Janković (curatrice del Museum of Contemporary Art di Zagabria), Adriana Rispoli ed Eugenio Viola (curatori della Project Room del Madre) – la cui prassi, connettivo-relazionale, trasforma lo spettatore in attore, la passività fruitiva in attività critica.
Dopo un preambolo che illustra le statistiche del progetto partecipativo index.donne, la mostra procede verso una seconda sala che ospita due video – Ricostruzione di un giorno importante della nostra storia e Ricostruzione di un giorno non importante della nostra storia – interamente girati nel Castello di Tikveš, che rappresentano i due estremi della storia mediante una metodologia narrativa che espone la presenza attraverso l’assenza. A chiudere il cerchio espositivo, una terza sala propone web project di stampo sociale per lasciare allo spettatore un necessario campo di azione riflessiva.

Andreja Kulunčić - Sei ottimista sul futuro? - veduta della mostra presso il Madre, Napoli 2011

Ultimo step di un palinsesto straordinario attraverso il quale Viola e Rispoli hanno evidenziato la loro bravura curatoriale (costruendo ponti relazionali con alcune istituzioni del mediterraneo), Sei ottimista sul futuro? si pone, dunque, come luogo di confronto e di analisi su un presente dell’arte e della vita sempre più pungente e pensante.

Antonello Tolve

Napoli // fino al 6 febbraio
Andreja KulunčićSei ottimista sul futuro?
a cura di Eugenio Viola, Adriana Rispoli e Radmila Iva Janković
MADRE
Via Settembrini 79
081 19313016
www.museomadre.it


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Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi, 1977) è titolare di Pedagogia e Didattica dell’Arte all’Accademia Albertina di Torino. Ph.D in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico artistica (Università di Salerno), è stato visiting professor in diverse università come la Mimar Sinan Güzel Sanatlar Üniversitesi, la Beǐjin̄g Yuy̌ań Daxué, l’Universitatea de Arta si Design de Cluj-Napoca e la Universidad Central de Venezuela. Critico d’arte e curatore, è stato commissario in diverse giurie internazionali. Tra i suoi libri si ricordano “Gillo Dorfles. Arte e critica d’arte nel secondo Novecento” (La Città del Sole, 2011), “ABOrigine. L’arte della critica d’arte” (PostmediaBooks, 2012), “Ubiquità. Arte e critica d’arte nell’epoca del policentrismo planetario” (Quodlibet, 2013), “La linea socratica dell’arte contemporanea. Antropologia Pedagogia Creatività” (Quodlibet, 2016), “Istruzione e catastrofe. pedagogia e didattica dell’arte nell’epoca dell’analfabetismo strumentale” (Kappabit, 2019), “Me, myself and I. Arte e vetrinizzazione sociale ovvero il mondo magico del selfie” (Castelvecchi, 2019), “Atmosfera. Atteggiamenti climatici nell’arte d’oggi” (Mimesis, 2019). Ha curato con Stefania Zuliani il volume di Filiberto Menna, “Cronache dagli anni settanta. Arte e critica d'arte 1970-1980” (Quodlibet, 2017) e, con S. Brunetti, “Il sistema degli artisti. Collezione, conservazione, cura e didattica nella pratica artistica contemporanea” (Mimesis, 2019). Dal 2018 e Direttore della sede romana della Fondazione Filiberto e Bianca Menna e dal 2014 è curatore della Gaba.Mc – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata.