Still-life in una mano

Fasci di luce come petali e fiori come strisce infuocate. Quando la macchina fotografica si trasforma in magic box. Tra descrizione e immaginazione, fotografia e tarocchi, in mostra il mondo delle meraviglie di Maura Banfo. Fino al 12 novembre tra le rooms torinesi di Marena.

Maura Banfo - Cavalieri e dame, e semplci viandanti - 2011 - segno su carta carbone - cm 30x20

Il lavoro di Maura Banfo (Torino, 1969) è fatto di apparizioni. I suoi soggetti sono presenze che si affacciano; sono dettagli minuziosi e sineddoche ingrandite che reclamano una totalità integrante, ma assente. Come i ricordi tipici del risveglio che, annebbiati, sfocati o immersi ancora nel buio, mantengono in certe sfumature una lucidità rivelatrice. Nei fiori che emergono dalle fotografie (petali reali, essiccati o artificiali), ma anche nelle figure antropomorfe dei tarocchi disegnati su carta carbone, permane una sensazione a tratti animistica, dove ogni cosa impercettibilmente prende vita. Fissati attraverso l’obiettivo, i soggetti sembrano muoversi sullo sfondo teatrale di una piccola natura morta. Abbacinati e pronti a svelarsi, particolare dopo particolare.

Claudio Cravero

Torino // fino al 12 novembre 2011
Maura Banfo – In un palmo di mano

a cura di Gabriella Serusi
www.marenaroomsgallery.com


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Claudio Cravero
Claudio Cravero (Torino, 1977). Curatore di base a Dubai, dal 2014 al 2018 è direttore artistico della sezione contemporanea del Museo King Abdulaziz Center in Arabia Saudita. La sua ricerca indaga l’arte contemporanea quale forma di resistenza contro la censura pubblica nell’area del Golfo e del Medio Oriente. Dal 2008 al 2014 è co-direttore artistico presso il PAV-Centro Sperimentale d’Arte Contemporanea di Torino dove, con Piero Gilardi, si è occupato di ecologia culturale e socially engaged art. Nel 2014 è curatore di Onufri Prize, promosso dalla National Gallery of Fine Arts di Tirana, Albania. Ha inoltre collaborato con il Castello di Rivoli, Museo d’Arte Contemporanea (2004-2006) e con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino (2002-2004). È membro di comitati di giuria internazionali (Coal e Domaine de Chamarande, entrambi a Parigi) ed è lecturer e coordinatore del Master in Curatorial Practice presso lo IED di Venezia. È infine autore di saggi raccolti in diversi cataloghi e articoli pubblicati su art magazine e blog (Artribune, Roma; Sleek Magazine, Berlino; Freemuse, Copenaghen).

8 COMMENTS

  1. Essenziale e d’impatto l’allestimento scelto. Un susseguirsi di poesie per immagini che regalano allo spettatore attimi di poesia. Una mostra che non gioca sulla spettacolarizzazione del lavoro, ma che in punta di piedi dimostra la professionalità di un artista. Emozionarsi di fronte al lavoro di un artista è cosa sempre più rara. Ne vale la pena.

  2. finalmente una mostra degna di chiamarsi mostra. questi sono gli artisti che andrebbero sostenuti in italia.

    • concordo con danny. e poi la comunicazione inesistente. ma nonostante questo il lavoro dell’artista appaga di tutte le mancanze.

  3. come si fa a lavorare con una galleria che non chiede manco il nome ad un giornalista che le propone la recensione della mostra? e a rimetterci sono sempre gli artisti che si trovano a rapportarsi con dei dilettanti che invece di promuovere fanno tutt’altro.

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