Alieno, ma non troppo

Con lo stile dei videogiochi giapponesi, Asuka Ohsawa racconta un’invasione aliena tra esseri umani un po’ bizzarri. Fantascienza e realtà s’incontrano in una lucida riflessione a colori brillanti. A Milano, da Massimo Carasi, fino al 22 ottobre.

Asuka Ohsawa - Space Invaders - 2010 - courtesy The Flat-Massimo Carasi, Milano 2011

Il racconto per immagini di Asuka Ohsawa (Torrance, 1973; vive a New York) prepara sottilmente all’avvento di un disastro. Motivo di contrasto tra alieni e umani è una piovra, oggetto di venerazione per gli uni e ordinario nutrimento per gli altri. Dai suoi tentacoli, ossequio e distruzione fuoriescono in egual misura, senza però destare grandi preoccupazioni nei personaggi e nell’osservatore. Eppure lo scontro è imminente: si accende di colore in un sordo e muto attacco che non apre al confronto, ma che si trincera dietro un timore congenito verso altre possibili letture. Una lotta surreale e senza colpe, se non “quelle” arbitrarie di possedere diversi Dna culturali. Un racconto che, nella sua apparente immediatezza, rilegge alcuni brani di storia passata e recente, di vincitori e vinti, di esseri umani e alieni. Nello stesso momento, sullo stesso pianeta.

Serena Vanzaghi

Milano // fino al 22 ottobre 2011
Asuka Ohsawa – Space Invaders: The Next Generation
testo critico di Santa Nastro
www.carasi.it


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Serena Vanzaghi
Serena Vanzaghi (Milano, 1984) è laureata in Storia dell'arte con una specializzazione incentrata sulla promozione e l'organizzazione per l'arte contemporanea. Dal 2011 si occupa di comunicazione e progettazione in ambito culturale ed editoriale.