Benvenuti a Pandora

Membra, visi e arti dalla natura antropomorfa avvolti nel buio. Fra tradizione formale e sperimentazione materica, la scultura segue i cicli della Luna. La seconda personale di Diego Scroppo da Guido Costa. A Torino fino al 14 maggio.

Diego Scroppo - Vuoto - veduta della mostra presso Guido Costa Projects, Torino 2011 - photo Maria Bruni

Ispirata alle fasi lunari è Vuoto, la seconda mostra di Diego Scroppo (Torino, 1981) per Guido Costa. Mentre in Senza luce del 2007 l’artista presentava figure primitive che rispecchiavano la fase lunare discendente, ora è invece il buio, quel vuoto, appunto, a caratterizzare sia lo spazio che le sculture. Ed è con la scultura, linguaggio d’elezione dell’artista – che è tradizionalmente sinonimo di rappresentazione –, che Scroppo mescola realismo, iperrealismo e psichedelica, affrontando il mondo fisico e spirituale. In un alone scuro trovano posto corpi alieni e immaginifici a dimensione reale realizzati in silicone, resina, vernici e plastica. È un mondo, quello raccontato da Scroppo, per certi versi simile all’universo mutante e infernale disegnato da HR Giger, autore di Alien. Ma è anche una dimensione in cui il buio è forza creativa più che distruzione esasperata.

Claudio Cravero

Torino // fino al 14 maggio 2011
Diego Scroppo – Vuoto
www.guidocostaprojects.com

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Claudio Cravero
Claudio Cravero (Torino, 1977). Curatore di base a Dubai, dal 2014 al 2018 è direttore artistico della sezione contemporanea del Museo King Abdulaziz Center in Arabia Saudita. La sua ricerca indaga l’arte contemporanea quale forma di resistenza contro la censura pubblica nell’area del Golfo e del Medio Oriente. Dal 2008 al 2014 è co-direttore artistico presso il PAV-Centro Sperimentale d’Arte Contemporanea di Torino dove, con Piero Gilardi, si è occupato di ecologia culturale e socially engaged art. Nel 2014 è curatore di Onufri Prize, promosso dalla National Gallery of Fine Arts di Tirana, Albania. Ha inoltre collaborato con il Castello di Rivoli, Museo d’Arte Contemporanea (2004-2006) e con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino (2002-2004). È membro di comitati di giuria internazionali (Coal e Domaine de Chamarande, entrambi a Parigi) ed è lecturer e coordinatore del Master in Curatorial Practice presso lo IED di Venezia. È infine autore di saggi raccolti in diversi cataloghi e articoli pubblicati su art magazine e blog (Artribune, Roma; Sleek Magazine, Berlino; Freemuse, Copenaghen).