5 videogiochi da scoprire a ottobre 2026. L’horror italiano sulla violenza domestica e altre storie
Da treni usati come skateboard al nuovo videogioco di Wolverine, passando attraverso un horror sulla violenza domestica. Ecco cinque recenti videogiochi selezionati e provati per voi
Nei nuovi videogiochi recensiti da Artribune ci sono treni usati come skateboard (Denshattack!), un horror italiano sulla violenza domestica (FEED IT), amore e solitudine nelle nostre città (Pigeon: A Love Story), il ritorno di Star Fox di Nintendo e il nuovo videogioco Sony con i personaggi Marvel (Marvel’s Wolverine).
Matteo Lupetti

Denshattack!
In un Giappone del prossimo futuro, gruppi ribelli si oppongono a un regime governato e automatizzato da macchine. E lo fanno guidando locomotive di treni come se fossero skateboard e usandole in gare illegali a base di salti e trick (manovre) su percorsi pieni di ostacoli. La bizzarra premessa di Denshattack! svela la natura squisitamente videoludica di questa opera, che livello dopo livello si arricchisce di nuove meccaniche sempre più sopra le righe: in questo videogioco i treni possono grindare (scivolare) su binari singoli, attaccarsi a teleferiche, liberarsi dai binari per dondolarsi nei tunnel, correre a testa in giù invertendo la gravità, unirsi per comporre robot giganti e combattere kaiju, i mostri distruggi-città del cinema e dell’animazione giapponesi… C’è il desiderio di tornare allo spirito scanzonato di videogiochi dei primi anni 2000 come Jet Set Radio (Sega, 2000) per la console Dreamcast, al videogioco come medium per immaginare gioiosamente l’impossibile. C’è pure un certo orientalismo: pur essendo realizzato da uno studio spagnolo, Denshattack! imita pedissequamente il linguaggio anche visivo dell’arte commerciale giapponese, dal fumetto al videogioco, tra personaggi da manga, una direzione artistica che riporta agli anime, onomatopee scritte in ideogrammi, cibi tipici, sorgenti termali e un Giappone che, seppur distopico, resta idealizzato come il paese in cui natura e spiritualità incontrano tecnologie fantascientifiche.
Denshattack! di Undercoders, Fireshine Games e Boltray Games è disponibile su PlayStation 5 (versione provata), Windows, Nintendo Switch 2 e Xbox Series S e X.
Scopri di più
ACQUISTA QUI il videogioco Denshattack!

FEED IT
Prima in una casa, poi sul posto di lavoro, infine in un passato remoto (“3000 anni prima”) e insieme fuori dal tempo si consuma un rituale apparentemente eterno, quello della sopraffazione e dell’abuso. In ognuno dei tre atti che compongono il videogioco horror italiano FEED IT interpretiamo una persona obbligata a esplorare ambientazioni sempre più labirintiche e stranianti alla ricerca di cibo per nutrire un padre/marito padrone, un maiale antropomorfo di cui dobbiamo soddisfare le voglie per tenerne a bada gli scatti d’ira. Trasformando la violenza domestica, fisica e verbale, in gameplay, in codice e procedure, FEED IT ci fa giocare il suo processo di internalizzazione, il modo in cui le sue dinamiche vengono assorbite e normalizzate diventando regole, routine quotidiana. Forse proprio perché (video)gioco, FEED IT ci dà però anche la possibilità di giocare con queste regole, di provare a forzarle: il personaggio principale può mangiare il cibo invece di portarlo al suo aguzzino, facendolo certo arrabbiare ma forse anche riuscendo infine a scappare dal suo giogo. Lo stile visivo, ispirato alla grafica dei videogiochi per la prima PlayStation, segue una recente tendenza che sfrutta modelli 3D con pochi poligoni e texture (le immagini usate sulle superfici dei modelli) a bassa risoluzione per lasciare spazio all’immaginazione e, quindi, a orrori ancora maggiori di quelli che potrebbero essere chiaramente rappresentati.
FEED IT di Games On A Chair e Pretty Soon è disponibile per Windows. Testi in italiano.
Scopri di più
ACQUISTA QUI il videogioco FEED IT

Pigeon: A Love Story
In Pigeon: A Love Story siamo un piccione che vola insieme a centinaia di migliaia di altri piccioni in una serie di livelli che riprendono fedelmente alcune città realmente esistenti: Londra, Amsterdam, Parigi, New York e Tokyo (c’è inoltre la possibilità di giocare in città inventate, create casualmente dagli algoritmi del software). In queste ambientazioni dobbiamo cercare la nostra “anima gemella”, un piccione visivamente identico a tutti gli altri, e l’unico modo che abbiamo per identificare questa anima gemella è tubare, emettere il nostro verso, e sperare che lei lo senta. Gli altri piccioni intercettati dal nostro tentativo di corteggiamento reagiscono invece con varie espressioni di rifiuto. “Ora no”. “Non me la sento”. “Mi serve tempo per lavorare su di me”. “Per me è no”. “È complicato”. “Ma lo sai con chi stai parlando?”. “Penso che funzioniamo meglio come amici”. “È storia vecchia”. “Guarda non è colpa mia, sei proprio tu il problema”. “Mi lusinghi, ma no”. A volte qualcuno ci dà piccoli indizi su dove andare a cercare, per esempio indicando un punto cardinale verso cui dirigerci. Pigeon: A Love Story non parla, insomma, di piccioni. Parla dell’assurdità dell’amore, della vertiginosa, quasi ridicola, speranza di trovare una “anima gemella” tra centinaia di migliaia (o milioni) di persone. È una storia di vita urbana e d’amore, ma anche di solitudine e rifiuto.
Pigeon: A Love Story di Wristwork e Tiny Dragon è disponibile per Windows (versione provata), Mac, Linux e dispositivi Android e iOS.
Scopri di più
ACQUISTA QUI il videogioco Pigeon: A Love Story

Star Fox
È interessante l’ossessione di Nintendo per un gioco spesso considerato secondario nella sua produzione: Star Fox (Starwing in Europa), uscito originariamente per Super Nintendo nel 1993. Un gioco in realtà importante per la storia dell’informatica, perché questo “sparatutto su binari”, in cui guidiamo un’astronave lungo una serie di livelli lineari, fu il primo a integrare nella sua cartuccia il chip Super FX, antenato delle GPU che oggi permettono la rivoluzione dell’Intelligenza artificiale. La serie è tornata nel 1997 con Star Fox 64 – pubblicato in Europa con il titolo Lylat Wars – per Nintendo 64. Il gioco riprendeva e ampliava la narrazione e i livelli dell’originale, aggiungendo bivi al percorso e integrando alcune idee provenienti da Star Fox 2, un titolo il cui sviluppo per Super Nintendo era stato completato ma che non venne pubblicato all’epoca: sarebbe arrivato ufficialmente solo nel 2017. Star Fox 64 è stato poi rifatto nel 2011 per la console portatile Nintendo 3DS, e una sua interpretazione alternativa (“reimagining”), Star Fox Zero, è uscita nel 2016 per la sfortunata console Wii U. Ora, è arrivato su Nintendo Switch 2 un ulteriore remake, intitolato solo Star Fox, notevolmente fedele al gioco per Nintendo 64 ma ripensato nella grafica e nei controlli per mettere in mostra le capacità della nuova console. Macchina dopo macchina, Nintendo continua insomma a rielaborare e affinare Star Fox, che ogni volta diventa anche una dimostrazione delle potenzialità e delle funzioni dei suoi diversi hardware.
Star Fox di Velan Studios e Nintendo è disponibile per Nintendo Switch 2
Scopri di più
ACQUISTA QUI il videogioco Star Fox

Marvel’s Wolverine
Sony sta creando il suo Marvel Videogame Universe. A partire da Iron Man (Jon Favreau, 2008), Marvel, poi acquisita da Disney nel 2009, ha adattato i suoi fumetti supereroistici in una complessa rete prima di film e poi anche di serie TV, serie animate, fumetti… Il Marvel Cinematic Universe. Con Marvel’s Spider-Man, uscito per PlayStation 4 nel 2018, Sony e il suo studio Insomniac Games (comprato nel 2019) hanno iniziato un loro percorso parallelo, rileggendo su licenza della Disney prima i personaggi delle serie Spider-Man e ora il mutante Wolverine e inserendoli in una loro continuity condivisa. È un’iniziativa ambiziosa, e dispendiosa: il costo di Marvel’s Spider-Man 2 (2023) è stato di 300 milioni di dollari. Il nuovo Marvel’s Wolverine è forse anche il tentativo di continuare il progetto con opere dai budget relativamente più contenuti: i tre Marvel’s Spider-Man propongono una New York City esplorabile liberamente (un “open world”), mentre Marvel’s Wolverine è un videogioco d’azione decisamente lineare. È anche, nelle sue meccaniche ludiche, piuttosto simile ad altre opere di Sony. Sembrerebbe una sfida comunque interessante portare in un videogioco dall’approccio tanto convenzionale, fatto di sfide, combattimenti e game over, il personaggio di Wolverine, che ha come superpotere un “fattore di guarigione” che in alcune storie lo rende praticamente immortale. Ma è una sfida qua raccolta solo in parte, perché la rigenerazione è ridotta a una risorsa limitata, da accumulare e spendere.
Marvel’s Wolverine di Sony Interactive Entertainment è disponibile per PlayStation 5.
Scopri di più
ACQUISTA QUI il videogioco Marvel’s Wolverine
Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati