L’industria dei videogame non ha preso bene il lancio dell’IA di Google Genie 3

Gli investitori si impauriscono per la nuova Intelligenza Artificiale generativa, capace di generare mondi virtuali esplorabili. E in borsa le azioni del settore crollano. I videogiochi verranno creati con le IA?

Google ha presentato Genie 3, una nuova Intelligenza Artificiale generativa capace di creare mondi virtuali a partire da prompt testuali. Non è la prima IA a permettere qualcosa del genere, e anzi la generazione di mondi è considerata la nuova frontiera delle IA. Ma gli investitori hanno mostrato un certo panico di fronte all’annuncio, facendo crollare le azioni di grandi compagnie videoludiche come Roblox, Take-Two Interactive e Unity, responsabile di uno dei più importanti set per la creazione di videogiochi. Le perdite immediate, lo scorso fine settimana, hanno raggiunto anche il 20%.

Come funziona Genie 3, l’IA per creare mondi di Google

Con Genie 3 descriviamo un mondo virtuale, l’aspetto che avrà il nostro avatar al suo interno e valutiamo il risultato grazie a un’anteprima creata con Nano Banana, il generatore di immagini del chatbot Gemini (in sostanza, l’equivalente di ChatGPT per Google). In alternativa, è anche possibile partire da un’immagine, per esempio da una foto. Se il risultato ci soddisfa, possiamo generare lo spazio virtuale e muoverci al suo interno.

Genie 3 segna la fine dell’industria del videogioco?

Forse (anzi, sicuramente) è troppo presto per annunciare la fine dell’industria videoludica. L’ambientazione generata da Genie 3 persiste solo per pochi minuti, e quindi se torniamo sui nostri passi troviamo luoghi totalmente diversi da quelli che avevamo percorso. Al momento è un problema relativamente poco grave, perché Genie 3 permette di esplorare i suoi mondi per solo un minuto. Inoltre, l’interazione è ancora piuttosto limitata: possiamo muoverci ma ci spostiamo in un mondo statico. C’è anche un problema su come Genie 3 viene addestrato: secondo un white paper di Google DeepMind, il primo modello di Genie venne addestrato su video di videogiochi disponibili online. Il dataset di queste IA che dovrebbero creare mondi virtuali non sono costituiti, quindi, da mondi virtuali, ma da video di questi mondi. Genie è ancora, nella pratica, una IA che genera video a partire da video. Ci vorrà molto (molto) tempo prima che l’output di queste tecnologie sperimentali diventi non solo comparabile a un videogioco, ma anche economicamente accessibile. Per ora, Genie 3 è disponibile solo negli USA, come parte dell’abbonamento Google AI Ultra da 275 euro al mese (!). 

Genie 3 come futuro per i “contenuti generati dall’utenza”

Secondo gli investitori, che comunque è noto che capiscano pochissimo di come funzionano e vengono fatti i videogiochi, queste tecnologie sarebbero però destinate a cambiare almeno la scena di quei videogiochi che si basano sui “contenuti generati dall’utenza”. Parliamo di “giocoservizi” (“games-as-a-service”) come la piattaforma Roblox, o in parte Fortnite o, secondo quanto trapelato, anche il prossimo Grand Theft Auto VI (e questo spiega il crollo delle azioni di Take-Two Interactive, la compagnia che sviluppa e pubblica il videogioco).

Matteo Lupetti

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Matteo Lupetti

Matteo Lupetti

Diplomato in Fumetto alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze nel 2010, gestisce il collettivo di fumettisti indipendenti Gravure e scrive di videogiochi per varie testate italiane ed estere. È diplomato in sommelerie all’interno dell’associazione FISAR ed è direttore artistico…

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