Anche il Vaticano entra nel Metaverso con una sua galleria di NFT

La Galleria NFT del Vaticano sarà lanciata entro la fine del 2022 per rendere le opere d’arte e i manufatti della sua collezione più accessibili

Visitatori ai Musei Vaticani
Visitatori ai Musei Vaticani
Anche il Vaticano entra nel Metaverso: entro il 2022 aprirà una sua Galleria NFT per rendere fruibile la sua collezione di 800 opere d’arte – inclusi capolavori di Michelangelo e Raffaello, Kandinsky, Dalì, Chagall, Picasso e van Gogh – ma anche manoscritti, oggetti preziosi e reperti. Non sarebbe la prima dimostrazione di interesse nei confronti della tecnologia della Santa Sede, che alla sua prima Biennale d’Arte nel 2013 presentò la video-installazione sulla Genesi In Principio (e poi) con Studio Azzurro. Lo scopo di questo nuovo avvicinamento è giustificato, dicono, dalla volontà di valorizzare uno dei patrimoni museali più preziosi del mondo, quello dei Musei Vaticani, i cui tesori saranno riproposti in opere digitali collegate a Token dall’azienda Sensorium – che ha già realizzato esperienze immersive per grandi personalità dello spettacolo come David Guetta, Armin Van Buuren e Steve Aoki – che lavorerà gomito a gomito con Humanity 2.0, organizzazione non profit gestita dal Vaticano e presieduta da padre Philip Larrey.
Il Padiglione Vaticano alla Biennale Arte del 2013 con In Principio (e poi)
Il Padiglione Vaticano alla Biennale Arte del 2013 con In Principio (e poi) foto Studio Azzurro

LA NUOVA GALLERIA NFT DEL VATICANO

Non vediamo l’ora di collaborare con Sensorium per esplorare nuovi modi per democratizzare l’arte, rendendola ampiamente disponibile alle persone di tutto il mondo, indipendentemente dai loro limiti socio-economici e geografici“, ha dichiarato pubblicamente Larrey, già docente di Logica ed Epistemologia della Pontificia Università Lateranense in Vaticano e decano del Dipartimento di Filosofia nonché autore di saggi sulla relazione tra tecnologia e società e sulle implicazioni filosofiche dell’intelligenza artificiale. La decisione sarebbe semplicemente collegata alla promozione del patrimonio anche perché, hanno subito dichiarato dal Vaticano, non ci saranno vendite di NFT: “La natura di questo progetto di Humanity 2.0 è esclusivamente sociale e non commerciale. Inoltre, gli NFT non devono necessariamente provenire da un’opera d’arte, ma possono anche includere biglietti e altri oggetti“.
– Giulia Giaume
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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.