Il copyright nell’era digitale: l’Italia adotta la direttiva europea, ecco cosa cambia

Il Consiglio dei Ministri adotta una nuova regolamentazione per tutelare il diritto di autori, artisti, interpreti ed esecutori i quali spesso devono fronteggiare situazioni di mancato riconoscimento del proprio lavoro nelle dinamiche del web.

Dario Franceschini
Dario Franceschini

Tutelare il diritto d’autore anche nella dimensione dinamica e spesso volatile del web: è la sfida a cui risponde l’Italia, che adotta la direttiva dell’Unione Europea sul diritto d’autore, in relazione ai cambiamenti imposti dall’ambiente digitale contemporaneo e dal suo utilizzo, ormai preponderante. Lo schema preliminare di decreto legislativo – che recepisce la Direttiva UE 2019/790 – approvato dal Consiglio dei Ministri, andrà all’esame del Parlamento per poi essere adottato definitivamente. Il testo modernizza il quadro giuridico vigente ed è il frutto di uno stretto dialogo con il Dipartimento per l’editoria, le associazioni, le rappresentanze di categoria del settore e le altre amministrazioni coinvolte, audite durante il mese di luglio. Ciò che è emerso, è la necessità di una Direttiva completa che ponga rimedio alle problematiche legate alla circolazione incontrollata dei contenuti, con norme chiare e meccanismi trasparenti, tenendo conto del materiale protetto dal diritto d’autore, dei titolari dei diritti, degli editori, dei prestatori di servizi e degli utenti.

LA NORMATIVA ITALIANA SU COPYRIGHT

La nuova direttiva italiana regola la responsabilità delle piattaforme online e dei social network per le violazioni di copyright: quando questi concedono l’accesso al pubblico a opere protette dal diritto d’autore caricate dai loro utenti, hanno l’obbligo di ottenere un’autorizzazione da parte dei titolari dei diritti. Il diritto d’autore viene garantito anche per gli editori dei giornali per l’utilizzo online dei loro contenuti da parte dei prestatori di servizi delle società dell’informazione, delle società di monitoraggio media e rassegne stampa. Sarà quindi possibile per gli editori negoziare accordi con tali soggetti e vedersi riconosciuta un’equa remunerazione per l’utilizzo dei contenuti da loro prodotti. In alternativa, gli autori dei contenuti giornalistici avranno diritto a ricevere una quota dei proventi attribuiti agli editori. Il regolamento che esplicita i criteri per la determinazione del compenso è rimesso all’AGCOM, Autorità per le garanzie nelle comunicazioni: queste informazioni dovranno essere obbligatoriamente condivise dai prestatori di servizi online con i diretti interessati e la mancata comunicazione comporterà una sanzione amministrativa fino all’1% del fatturato.

LA NORMATIVA ITALIANA SU COPYRIGHT: LA TUTELA DI ARTISTI E AUTORI

La stessa tutela viene estesa anche a autori, artisti interpreti ed esecutori che concedono in licenza o trasferiscono i diritti, i quali dovranno ricevere regolarmente informazioni aggiornate sullo sfruttamento delle proprie opere. Gli stessi potranno pretendere una remunerazione ulteriore se quella inizialmente pattuita si rilevasse sproporzionatamente bassa rispetto ai proventi generati, e avranno facoltà di revocare la licenza esclusiva di un’opera in caso di mancato sfruttamento. Questa misura viene estesa anche agli spettacoli teatrali in streaming, ora equiparati a opere audiovisive per la tutela dei diritti, e viene assicurata anche per figure professionali come il direttore del doppiaggio e l’adattatore dei dialoghi.

LA NORMATIVA ITALIANA SU COPYRIGHT NELL’ERA DEL DIGITALE

Con il recepimento della direttiva copyright viene rafforzata la tutela degli autori e degli artisti con norme chiare e meccanismi trasparenti e adeguati all’era digitale”, ha commentato il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. “Nell’elaborare questo provvedimento, condiviso con tutte le realtà del settore, si è deciso di prediligere la tutela degli autori, dando loro il giusto rilievo. Senza il gesto creativo, non c’è contenuto: di questo bisogna tener conto lungo tutta la filiera del settore, tanto più considerando il notevole salto tecnologico conosciuto negli ultimi anni. Il valore autoriale, così come quello degli artisti interpreti ed esecutori, deve essere difeso, anche attraverso una maggior trasparenza da parte delle piattaforme digitale dell’utilizzo dell’opera creativa”.

-Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.