Pasqua in zona rossa. Ma l’Ultima Cena di Leonardo è fruibile online in alta definizione

L’iniziativa promossa dalla Direzione Regionale Musei Lombardia e Haltadefinizione – la tech company che nel 2007 ha digitalizzato il capolavoro vinciano – permetterà durante le festività pasquali di fruire del Cenacolo (seppur virtualmente) attraverso particolari percorsi di visita

Ultima Cena di Leonardo Da Vinci - Gesù, Tommaso, Giacomo Maggiore, Filippo
Ultima Cena di Leonardo Da Vinci - Gesù, Tommaso, Giacomo Maggiore, Filippo

Anche quest’anno, per le festività pasquali, ci ritroveremo in lockdown – anche se adesso si chiama “zona rossa” –, con l’impossibilità di trascorrere il lungo weekend di vacanza in giro per città d’arte e mostre. Come accade ormai da oltre un anno, le tecnologie digitali si rivelano un valido strumento di supporto e conforto durante questo limbo pandemico, permettendo così ai musei di aprire seppur virtualmente le loro porte al pubblico della rete. Un’iniziativa in linea con il periodo pasquale è A tavola, con Leonardo, che permetterà a tutti gratuitamente di “visitare” e osservare molto da vicino uno dei più importanti capolavori di Leonardo da Vinci, ovvero l’Ultima Cena, realizzato dal genio rinascimentale tra il 1494 e il 1498 per il refettorio del convento Santa Maria delle Grazie a Milano. A promuovere il progetto sono la Direzione Regionale Musei Lombardia e Haltadefinizione, tech company specializzata nella digitalizzazione di beni culturali che ha già collaborato, tra gli altri, con la Pinacoteca di Brera, gli Uffizi e la Galleria dell’Accademia di Firenze.

L’ULTIMA CENA DI LEONARDO FRUIBILE IN ALTA DEFINIZIONE

Con questa speciale visita virtuale, sarà quindi possibile scrutare da vicino ogni particolare dell’Ultima Cena, scoprendo inoltre quali sono i cibi che si trovano sulla tavola di Gesù e degli Apostoli, riuniti per celebrare la Pasqua Ebraica. Il menu tradizionale di questa ricorrenza solitamente prevede erbe amare, pane azzimo, charoset, agnello arrostito, vino; ma le pietanze che compaiono sulla tavola dipinta da Leonardo sono ben diverse, dato che rispecchiano abitudini alimentari della sua epoca. Sul sito del Museo del Cenacolo Vinciano è quindi possibile fruire dell’opera e immergersi in ogni sua singola pennellata: “siamo felici di collaborare con la Direzione Regionale Musei Lombardia e il Museo del Cenacolo Vinciano”, spiega Luca Ponzio, fondatore della di Haltadefinizione. “Nel 2007 il Cenacolo è stata la seconda opera acquisita da Haltadefinizione, una ripresa da 16,1 gigapixel che per anni è rimasta l’immagine digitale più grande del mondo mai realizzata”. Un modo per ovviare all’attuale chiusura dei musei e dei luoghi della cultura, sebbene gli strumenti offerti dalla tecnologia non potranno mai sostituire la fruizione dal vivo: “il digitale non potrà mai sostituire l’emozione profonda che dà il trovarsi a tu per tu con l’opera, lo scoprirne le dimensioni, il coinvolgimento spaziale”, sottolinea Emanuela Daffra, Direttore Regionale Musei della Lombardia. “Ma questa tecnologia ci permette una esperienza impossibile: vedere da vicino, ben oltre i limiti dettati dalle necessità di conservazione del dipinto, a ingrandimenti impensabili per l’occhio umano che ci fanno scoprire segreti di tecnica esecutiva o dettagli che di solito passano inavvertiti. Insomma, sono un vero arricchimento dell’esperienza”.

– Desirée Maida 

A questo link il tour virtuale dell’Ultima Cena di Leonardo

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.