MonShareArt. La “Next Generation Gallery” che tiene insieme online e offline

Si tratta di una galleria d’arte virtuale che conta, proprio come tutte le gallerie reali, una programmazione di mostre, artisti e curatori, e partecipa anche alle fiere. Il suo cofondatore ci ha spiegato il progetto

MonShareArt
MonShareArt

Nell’ultimo anno abbiamo assistito, nel mondo dell’arte, a un proliferare di contenuti sviluppati attraverso le tecnologie digitali: mostre, aste, fiere, convegni sono state fruite attraverso siti web, social network e piattaforme create ad hoc, tra virtual tour e viewing room, webinar e podcast. Molte gallerie, in particolare, hanno trovato nel web un alleato per proseguire le proprie attività di mercato, e alcune di loro hanno “aperto” anche avamposti virtuali. Una sensibilità, quella verso il digitale, esplosa negli ultimi mesi a causa della pandemia, ma in realtà il sistema dell’arte già da tempo aveva intuito le potenzialità e la necessità di affiancare questi strumenti a quelli tradizionali. Da queste ultime riflessioni nasce, nel 2019, il progetto MonShareArt, piattaforma multicanale con galleria d’arte virtuale fondata da Massimiliano Candini e Francesco Rubinacci che coniuga elementi tratti dal modus operandi delle gallerie tradizionali con le nuove tecnologie. “Abbiamo deciso di creare una piattaforma innovativa che si sviluppasse su più canali così da eliminare le tipiche barriere d’accesso dei canali tradizionali ed i limiti di molte altre piattaforme online nate negli ultimi anni. Crediamo in un accesso semplificato all’arte contemporanea ed alla trasparenza, per questo abbiamo creato Monshareart; per dare la possibilità agli amanti dell’arte contemporanea di possedere opere d’arte esclusive in pochi semplici step”, spiegano i due fondatori del progetto sul sito web di MonShareArt. In poche parole, MonShareArt è una galleria che esiste sul web, con una sua programmazione, i suoi artisti e i curatori, partecipando anche le fiere. E il sito, così come è strutturato, consente anche alle persone non avvezze al mercato dell’arte di avvicinarsi alle opere, monitorarne le quotazioni noleggiarle e/o acquistarle. In questa intervista, Massimiliano Candini ci spiega nel dettaglio il progetto.

MonShareArt
MonShareArt

MONSHAREART, LA GALLERIA D’ARTE ONLINE E OFFLINE

Quando nasce MonShareArt?

La società è stata fondata a fine 2018, per iniziare le vere e proprie operazioni nel 2019, con la partecipazione al Fuorisalone di Milano. Poi abbiamo partecipato all’art week di Miami con la fiera Scope, e successivamente all’Armory week di New York. Il progetto quindi nasce prima della pandemia, ma soprattutto nell’ultimo anno abbiamo riscontrato ottimi feedback.

Evidentemente il mondo dell’arte, già prima della pandemia, aveva sentito l’esigenza di utilizzare le tecnologie digitali. Come mai?

Le gallerie medio-piccole tradizionali, rispetto alle top, hanno sempre avuto il grosso limite di essere molto “local”, e di non riuscire a intercettare nuovi fruitori e ad offrire agli artisti una visibilità internazionale; si è quindi cercato di bypassare questo limite e di raggiungere un pubblico più vasto attraverso una sintesi più efficiente tra strumenti digitali ed eventi fisici. Il punto infatti è proprio questo: avere un modello di azione simile a quello dei top players e riuscire quindi ad avere già, nonostante la giovane età del progetto, la possibilità di lavorare con artisti di fama internazionale.

Come riuscite a compensare reale e digitale?

Nel mondo dell’arte questi sono processi molto complessi, perché nell’arte l’esperienza dal vivo è importante. Per questo noi riteniamo di aver trovato, con il nostro progetto, una formula innovativa, e non perché abbiamo trovato qualcosa che prima non ci fosse; piuttosto abbiamo elaborato una sintesi tra tradizionale e digitale che noi riteniamo più efficiente e competitiva. Nella sintesi tra online offline, crediamo di aver dato vita a un terzo genere, che combina elementi di e-commerce, con un algoritmo che consente di monitorare le quotazioni delle opere. Il tutto abbinato alla fruibilità dal vivo.

MonShareArt
MonShareArt

A questo proposito, in cosa consiste la parte “fisica” del progetto e in che modo partecipate alle fiere?

Come tutte le altre gallerie tradizionali. Siamo riusciti in tempi brevi a essere ammessi a fiere importanti perché questa nostra sintesi, creando una sorta di avatar di una galleria tradizionale, ha attirato la curiosità di organizzatori sensibili all’innovazione. Noi abbiamo la nostra galleria virtuale, con mostre virtuali, un tipo di realtà che difficilmente si trovava a una fiera.

Quindi le opere della vostra galleria virtuale le esponete poi in fiera…

È questa sintesi che crea l’efficienza di questo modello. Inoltre abbiamo stretto accordi con operatori in location importanti a Manhattan, Miami, e adesso stiamo chiudendo un primo accordo anche in Cina, tutti luoghi in cui noi esponiamo fisicamente le opere.

MonShareArt è una galleria d’arte a tutti gli effetti, ma è sul web.

In realtà direi che la definizione potrebbe risultare un po’ riduttiva considerati anche tutti i servizi complementari forniti sulla nostra piattaforma come per esempio i renderings personalizzati sviluppati da nostri interior designers, l’unica cosa che non abbiamo è una sede fisica fissa, ma abbiamo diversi display spot, collaborazioni stabili in città internazionali, così da dare agli artisti la possibilità di esporre in diversi luoghi del mondo). In questo modo riusciamo a garantire molta visibilità agli artisti, anche a quelli emergenti. Su questo modello di business innovativo abbiamo quindi creato un team di curatori e art dealer che è già internazionale: c’è chi ha in cura il mercato cinese con artisti cinesi, chi in Sudamerica e in Nordamerica. Molti di loro si sono formati al NABA e sono madrelingua, così da avere un dialogo immediato con artisti e collezionisti di diverse parti del mondo.

Data la vostra struttura aziendale, nonostante il periodo storico continuate a lavorare senza difficoltà.

In questo momento non abbiamo le limitazioni e i costi tipici delle gallerie tradizionali (ad esempio gli affitti), in questo momento investiamo in maniera più efficiente, in marketing e per dare agli artisti la possibilità di essere visti nella galleria virtuale. La nostra forma ci consente di ripiegare sul fisico o sul digitale a seconda delle possibilità e del momento storico.

Quando si terrà la prossima mostra?

La prossima mostra, che inaugurerà il 15 febbraio, è quella che non siamo riusciti a portare a Context Art Miami perché la fiera è stata cancellata. Si tratta di una selezione curata che abbiamo deciso di proporre al piano terra della nostra galleria (i cui spazi sono destinati alle mostre temporanee; al piano superiore invece ci sono gli artisti di punta presenti nel catalogo, tra cui Fabio Giampietro, che abbiamo già presentato con grande successo a Scope e all’Armory Week). Tra gli artisti in mostra c’è anche Haris Nukem, tra i fotografi più trendy e di maggior talento basati a Londra.

– Desirée Maida

www.monshareart.com

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.