Acquagranda 2019: a Venezia progetto collettivo digitale per preservare la memoria dell’alluvione

Una raccolta di foto, video, audio e messaggi che racconta la tragica alluvione di novembre 2019: il progetto realizzato dall’Università Ca’ Foscari si fa portatore della memoria collettiva online (e dal 2021 anche per le strade di Venezia)

Anonimo - Acquagranda 2019
Anonimo - Acquagranda 2019

187 cm: è il livello record che il mare ha raggiunto la notte del 12 novembre 2019 a Venezia, sommergendo la città e recando danni a abitazioni, luoghi pubblici e privati, oltre a monumenti e a beni culturali, come vi raccontavamo in questo articolo. Una “acqua granda”, come si dice in dialetto veneziano, pari solo a quella storica avvenuta nel ’66. E se l’acqua alta è un fenomeno di certo ciclico in Laguna, con cui i suoi abitanti convivono da sempre, l’evento dell’anno scorso è stato un grande campanello d’allarme nei confronti di un patrimonio come Venezia, così importante e così fortemente minato dall’incuria e dai cambiamenti climatici. Una vicenda tragica che la città ha deciso di non buttarsi alle spalle, ma di incidere nella memoria attraverso un’opera collettiva.

ACQUAGRANDA 2019 A VENEZIA

Aquagranda 2019 è il progetto realizzato dall’Università Ca’ Foscari insieme a Science Gallery Venice e in collaborazione con le istituzioni partner del Distretto veneziano di ricerca e innovazione (DVRI), patrocinata da Confartigianato: l’obiettivo è quello di restituire al pubblico messaggi privati, scritti e vocali, foto, video e post sui social network, con cui la collettività ha raccontato momento per momento le ore concitate di quella notte. L’idea di costruire una memoria collettiva digitale è nata grazie all’impulso di Odycceus, un progetto di ricerca europeo coordinato da Ca’ Foscari che si occupa di conflitti sociali in Europa analizzando i dibattiti online. Strumenti basati sull’analisi dei dati e sull’intelligenza artificiale hanno permesso di raccogliere i dati dei social network e rilevare le opinioni socio-politiche in merito all’accaduto. 

ACQUAGRANDA 2019 A VENEZIA: COME PARTECIPARE AL PROGETTO

“Questi metodi scientifici non solo danno una visione unica di questo particolare evento, ma ci aiutano anche a comprendere le dinamiche generali con cui l’informazione si propaga, le opinioni si formano e gli antagonismi e polarizzazioni nascono e si sviluppano nei social media”, spiegano gli organizzatori. “Le intuizioni acquisite sono rilevanti nel contribuire ad affrontare al meglio eventi ecologici catastrofici che probabilmente diventeranno più frequenti nei prossimi decenni”. Acquagranda 2019 è un progetto aperto e work in progress, che ha ancora bisogno di contributi esterni. Per questo, è possibile entrare a far parte attivamente di questa opera inviando materiali digitali prodotti quella notte. Possono essere foto, video, ma anche screenshot di conversazioni di Whatsapp oppure avvenute sui social network, o ancora messaggi vocali. L’indirizzo mail a cui questi materiali possono essere inviati è [email protected]; altre modalità sono segnalate su  questa pagina. 

ACQUAGRANDA 2019 A VENEZIA PROSEGUE NEL 2021

Se le restrizioni dovute all’emergenza sanitaria costringono il mondo della cultura a fruire momentaneamente del virtuale come unica piattaforma di condivisione, ci si prepara nel prossimo anno a portare il progetto nel mondo reale, nei luoghi fisici di Venezia colpiti dalla marea. Verranno affissi dei QR code e organizzati una serie di workshop e seminari; il 21 aprile 2021 si inaugurerà una mostra diffusa nella città, costituita da opere virtuali ispirate ai contenuti dell’archivio e realizzate da alcuni artisti internazionali. Le opere saranno fruibili ovunque dal proprio telefonino e nelle sedi del DVRI ospitanti tra cui: Ismar-Cnr (Palazzo Canonica), Fondazione Querini Stampalia Onlus, Fondazione Ugo e Olga Levi Onlus, Fondazione Bevilacqua La Masa e Conservatorio Benedetto Marcello.

– Giulia Ronchi 

http://www.aquagrandainvenice.it/
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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.