Artribune Podcast: parola alla coppia di artisti Botto e Bruno

Tornano i Monologhi al Telefono di Donatella Giordano, i podcast targarti Artribune che ci portano al centro del racconto degli artisti. In questa puntata tocca a Botto e Bruno, che parlano del periodo del lockdown e dei luoghi che appartengono alla loro ricerca.

Botto & Bruno, 2016, courtesy Fondazione Merz, Torino
Botto & Bruno, 2016, courtesy Fondazione Merz, Torino

Da Torino al telefono con Botto e Bruno, una coppia di artisti formata da Gianfranco Botto (Torino,1963) e Roberta Bruno (Torino 1966). Le parole di questo monologo sono il prodotto di una riflessione sugli scenari osservati dalla finestra durante il lockdown, su come sia necessario riformulare un cambio di prospettiva per i rapporti con l’esterno e su una nuova contemporaneità dove tutto è diventato meno istintivo e più calibrato. La finestra della loro casa diventa l’unico elemento che in quei giorni ha potuto permettergli il collegamento con la città: la stessa finestra utilizzata per catturare, attraverso una telecamera fissa, alcune scene dei loro video.

Ascolta “Botto e Bruno – Monologhi al Telefono a cura di Donatella Giordano” su Spreaker.

IL PODCAST DI BOTTO E BRUNO LA MEMORIA DEI LUOGHI

Sono scenari periferici, luoghi di confine o che non esistono più quelli che costituiscono il lavoro di Botto e Bruno, artisti attivi sin dagli anni ’90. Con la fotografia, i video e le installazioni evocano luoghi suburbani e marginali con il fine di eleggerli a spazi che conservano la memoria della cultura popolare. Spesso allestiti sotto forma di grandi wallpaper che rivestono intere pareti e pavimenti degli spazi espositivi, il lavoro è frutto di un accurato assemblaggio di immagini fotografiche prelevate da un archivio che gli artisti hanno composto negli anni e che comprende, oltre alle fotografie, stampe e ristampe in vari formati, collage, ritagli di giornale e riviste. Ambienti studiati su modellini tridimensionali, realizzati manualmente su cartoncino, e realizzati per la prima volta nel luogo di destinazione. Recentemente l’opera The ballad of forgotten places, vincitrice della terza edizione del concorso Italian Council nel 2018, entra nelle collezioni dei Musei Reali di Torino.

– Donatella Giordano

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Donatella Giordano
Nata in Sicilia, vive a Roma dal 2001. Ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove nel 2006 ha conseguito il diploma di laurea con una tesi che approfondiva la nascita dei primi happening e delle azioni performative viennesi degli anni Sessanta, fino alle controverse ricerche della Body Art degli anni Novanta. Un lavoro che ha poi portato avanti con integrazioni o interviste pubblicate, come quelle rilasciate da Stelarc, Orlan e Franko B. Dopo aver conseguito l'abilitazione, dal 2008 insegna Storia dell'Arte e Disegno in una scuola pubblica. Nell'ambito del progetto 100% Periferia ha curato mostre al Palazzo delle Esposizioni di Roma, Scuderie Aldobrandini di Frascati, Farm Cultural Park di Favara, Metropoliz di Roma. Nel 2012 ha curato la prima edizione del Digital Live della Fondazione Romaeuropa, inaugurando la sezione "Talks". Nel 2013 è stata Assistant Curator per il progetto "Joan of Art: Towards a Free Education" presso il Macro di Roma e la Gervasuti Foundation di Venezia. Ha pubblicato il catalogo “Quadratonomade, opere d’arte in scatola per un museo itinerante” edito da Gangemi. Nel 2020 ha co-curato una mostra al Museo Carlo Bilotti di Roma. Scrive per Artribune dal 2014, dove dal mese di aprile 2020 ha inaugurato la sezione Podcast con la rubrica "Monologhi al Telefono".