Facebook compra Giphy, il più grande archivio di GIF animate

L’azienda di Mark Zuckerberg continua ad acquisire altre realtà del settore. Dopo Instagram e WhatsApp è la volta di Giphy, piattaforma per la creazione e condivisione di GIF animate. Ma non mancano le preoccupazioni in tema di privacy e anti-trust.

Facebook compra Giphy
Facebook compra Giphy

400 milioni di dollari. È questa la cifra che ha speso Facebook per comprare Giphy, nota piattaforma per la creazione e la condivisione di GIF animate. L’accordo, di cui già si parlava da diverse settimane, è stato annunciato ufficialmente dall’azienda di Mark Zuckerberg in un post del 15 maggio: “Giphy, leader nel campo dell’espressione visiva e della creazione, entra nell’azienda Facebook come parte del team di Instagram. Giphy rende le nostre conversazioni quotidiane più divertenti, e per questo vogliamo potenziare l’integrazione del loro archivio di GIF con Instagram e con le nostre altre app in modo che le persone possano sempre trovare il giusto modo per esprimersi”.

PROBLEMI DI PRIVACY E ANTI-TRUST

Una scelta, quella del colosso di Menlo Park, che non stupisce, anche considerando il fatto che, pure prima dell’acquisizione, il 50% del traffico di Giphy proveniva dall’integrazione con app targate Facebook (la stessa Facebook, Messenger, ma anche Instagram e WhatsApp). Per il momento, spiegano da Facebook, nessun cambiamento in vista per gli utenti di Giphy, che potranno continuare a utilizzare la piattaforma nello stesso modo, e posto di lavoro assicurato per tutti i 131 impiegati della piattaforma, che verranno assunti nel team di Instagram. Non mancano però, le preoccupazioni tra gli affezionati di Giphy in termini di privacy: il social network statunitense si è trovato più volte al centro di scandali e vicende legali – tra cui il caso Cambridge Analytica, che ha portato Zuckerberg addirittura davanti al Senato – per una gestione discutibile, quando non completamente fuorilegge, dei dati degli utenti. Infine, c’è la questione anti-trust: la continua acquisizione di aziende del settore da parte di Facebook (che ha già comprato Instagram, WhatsApp, Oculus VR e molte altre company minori) ha infatti già messo in allarme un gruppo di senatori americani, di provenienza bipartisan, che ha espresso dubbi sulla legittimità dell’operazione.

COS’È GIPHY

Giphy è il più grande archivio di GIF animate sul web. Fondato negli Stati Uniti da Alex Chung e Jace Coke nel 2013, era inizialmente soltanto un motore di ricerca, ma si è rapidamente arricchito di nuove funzionalità, permettendo agli utenti di creare GIF in prima persona, utilizzando come materiali di partenza immagini fisse e in movimento, e aprendo sezioni dedicate anche ad altre tipologie di contenuti come video, stickers e videogame arcade. I numeri della piattaforma sono impressionanti: ogni giorno attira più di 700 milioni di persone con un patrimonio di oltre 10 miliardi di GIF. La forza di Giphy sta poi nella sua integrazione con altre piattaforme: si possono cercare e usare i suoi contenuti dentro Facebook, Whatsapp, Instagram, Tik Tok e molte altre applicazioni di utilizzo quotidiano.

L’ARTE DELLE GIF ANIMATE

Il formato GIF (Graphics Interchange Format), nato alla fine degli Anni Ottanta e utilizzato per introdurre le prime rudimentali animazioni all’interno delle pagine web, sembrava destinato a una rapida obsolescenza. L’introduzione di tecnologie più avanzate, come Flash prima e HTML5 dopo, avrebbero dovuto, in teoria, rendere le micro-animazioni in bitmap solo un ricordo del passato. Tuttavia, grazie alla loro leggerezza, semplicità d’uso, efficacia comunicativa ed estrema compatibilità, non solo non sono scomparse, ma sono diventate protagoniste di un ricchissimo movimento creativo, che da oltre un decennio ormai coinvolge con la stessa intensità artisti e utenti comuni, che le utilizzano per gli scopi più diversi e con gli stili più vari.
La stessa Giphy ha negli anni ospitato le opere di tanti autori di talento, che sulle sue pagine hanno condiviso le loro sperimentazioni ma anche creato una grande comunità all’interno della quale l’arte delle GIF animate è cresciuta e si è mostrata al mondo. L’azienda, ben consapevole di questo suo ruolo culturale, ha lanciato in prima persona e patrocinato varie iniziative di genere artistico, tra cui il MoGA, museo in realtà virtuale dedicato alle GIF disponibile in formato app per dispositivi mobili, e il Giphy Film Fest, festival cinematografico di microfilm di durata inferiore a 18 secondi.

– Valentina Tanni

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Valentina Tanni è storica dell'arte, curatrice e docente. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba. Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. La sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e nuove tecnologie, con particolare attenzione alle culture del web. Nel 2001 ha fondato Random Magazine, uno dei primi magazine online dedicati alla Net Art, ed è tra i membri fondatori delle riviste d’arte contemporanea Exibart e Artribune. Ha curato numerose mostre in musei e gallerie, tra cui “Netizens”, “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati”, “Maps and Legends. When Photography Met the Web”, “Eternal September” e “Stop an Go. The Art of Animated Gifs”. È stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” e ha lavorato come docente per numerose istituzioni pubbliche e private (Università di Roma La Sapienza, LUISS, Istituto Europeo di Design, Fondazione Moderna Arti Visive).