Dialoghi dall’isolamento. Il progetto dell’artista Martina Melilli

Attraverso il progetto “Dialoghi da/di un isolamento” la videoartista invita a una conversazione di cui una traccia viene lasciata ogni giorno sui suoi canali social. Chiunque può farsi avanti.

credits @martinamusome
credits @martinamusome

La quarantena ha ridefinito non solo le nostre abitudini di tutti i giorni, ma anche il nostro modo di relazionarci. Perché, se l’isolamento dentro le quattro mura di casa è una costrizione ineludibile, non lo è altrettanto la necessità di cercare continuamente il contatto umano, seppur limitato alla videochiamata. Si comunica forse anche più di prima, con amici e parenti sparsi per l’Italia e all’estero, condividendo in alcuni casi la propria solitudine, facendo di quel “mal comune” un “mezzo gaudio”. La stessa prassi sta diventando anche un progetto d’artista, chiamato Dialoghi da/di un isolamentodi Martina Melilli: filmmaker e videoartista, classe 1987, è autrice di MUM, I’M SORRYe My home, in Libya, selezionati in molti festival internazionali e vincitori di premi. 

View this post on Instagram

#dialoghidadiunisolamento / giorno 27 : oggi ho chiacchierato con Dalia, che è originaria di Perugia e vive a Rovereto. Dalia fa un puzzle di lavori nell’ambito del management culturale. Assieme abbiamo parlato di meeting online, orecchie multipiattaforma, prove di spettacoli, riappropriazione, entrare in scena, insofferenza ai confini, paranoia e pisolini sul divano. Nella foto il suo background degli ultimi 24 giorni. Grazie Dalia ❤️ — day 27 : today I talked with Dalia, who’s from Perugia and lives in Rovereto. Dalia works in several ways in the field of the cultural management. Together we talked of online meetings, multiplatform ears, performances rehearsals, re-appropriation, going on stage, intolerance to borders, paranoia and naps on the couch. In the picture, her background for the last 24 days. Thank you Dalia ❤️ #iostoacasa #zonarossa #newproject #howtosurvivethelockdown #artist #visualartist #art #contemporaryart #nontemete

A post shared by martinamusome (@martinamusome) on

DIALOGHI DA/DI UN ISOLAMENTO. IL PROGETTO

Con questo nuovo progetto, Martina Melilli ha iniziato a scandire le sue giornate registrando ogni giorno una videochiamata con chi ha risposto (e risponderà) all’invito pubblicato sui suoi profili social, per infrangere l’isolamento e raccogliere le tracce di quanto sta accadendo, del suo influsso sulle nostre vite. Perché se “restare a casa è solamente una parte della risposta, importante è anche riuscire a non perdere il senso di relazione che sta alla base di una comunità”, ha affermato. Ogni sera, attorno alle 18.30, la videoartista posta sui suoi social un’immagine che le viene inviata dalla persona con cui ha chiacchierato: può essere la fotografia di ciò che vede dalla finestra, il suo tavolo di lavoro o la stanza in cui si trova in questi giorni; sotto, una breve sintesi di ciò che emerso dalla conversazione. Che sia un amico, un conoscente o una persona mai vista prima, chiunque può richiedere un appuntamento virtuale. L’hashtag è #dialoghidadiunisolamento.

View this post on Instagram

#dialoghidadiunisolamento / giorno 31 : oggi ho parlato con Fernanda, che è dominicana e si trova a Santo Domingo. Fernanda lavora per un’organizzazione che si occupa di proteggere i diritti umani della comunità LGBTQI ed è un’artista. Abbiamo parlato di paura di morire, fare la doccia, ingrassare, catastrofi, motivazione, guerra invisibile, crisi politica ed elezioni, essere preparati. La foto per lei rappresenta la situazione dominicana da un punto di vista intersezionale. Grazie Fernanda ❤️ —- day 31 : today I spoke with Fernanda, who’s Dominican and is in Santo Domingo. Fernanda works for an organization promoting LGBTQI rights and is an artist. We talked about being afraid of dying, having shower, getting fat, catastrophes, motivation, invisible war, political crisis and election, being prepared. The picture for her represents the Dominican situation from an intersectional point of view. Thank you Fernanda ❤️ #iostoacasa #zonarossa #newproject #howtosurvivethelockdown #artist #visualartist #art #contemporaryart #nontemete

A post shared by martinamusome (@martinamusome) on

 

DIALOGHI DA/DI UN ISOLAMENTO. PARLA MARTINA MELILLI

Il progetto è nato come idea di resistenza. Da un lato, personale: mi conosco, e immaginavo che in una situazione di restrizione così severa, senza la possibilità di uscire di casa, di stare con la/le persone che amo, senza un orizzonte temporale per il prossimo incontro reale, sulla lunga durata il mio umore avrebbe iniziato a vacillare e io avrei iniziato a chiudermi sempre un po’ di più”, afferma Martina Melilli raccontando a Artribune l’origine del suo ultimo progetto. “In questo modo mi impongo un’apertura, in un momento in cui tutto chiude, si chiude. E una resistenza sociale: ho pensato che altre persone avrebbero avuto la mia stessa reazione, o si sarebbero sentite più sole, e avrebbe loro potuto far piacere magari scambiare quattro chiacchiere, mantenendo una sorta di spazio di socialità, relazionale, nelle loro giornate. E mi piaceva l’idea di rendermi disponibile in un’ottica di scambio in questo senso”. Ma, oltre al tema della relazione, si pone quello della memoria di questo inaspettato periodo, sul quale un giorno, a emergenza finita, ci potrà essere necessario riflettere.“Inoltre, credo sia assolutamente importante tenere in qualche modo traccia di questi tempi extra-ordinari, dell’impatto che hanno sulle nostre vite, in modi diversi sull’esistenza di ognuno e sulla vita sociale complessiva. Che siano persone che conosco o che non conosco non fa differenza, l’invito è aperto, basta contattarmi tramite i miei canali social. Per ora l’agenda è abbastanza fitta, e ne sono molto felice. Delle registrazioni delle videochiamate non so ancora che ne sarà, se e cosa nascerà, intanto costruisco questo archivio di dialoghi, e poi vedremo”.

      Giulia Ronchi

http://www.martinamelilli.com/

Facebook: Martina Muso Melilli
Instagram: @martinamusome

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.