Hey Robot. Giocare a Taboo con uno smart speaker

La tecnologia può anche essere divertente, offrendo una vasta gamma di giochi “smart”.

Statistiche recenti hanno stimato che, soltanto negli Stati Uniti, i possessori di uno smart speaker sono più di quaranta milioni. Device come Amazon Alexa e Google Home stanno entrando a far parte della dotazione tecnologica standard di moltissime case moderne, assolvendo a una quantità di funzioni sempre crescente. Si basa su questa consapevolezza Hey Robot, un gioco da tavolo che si può utilizzare solo in presenza di un assistente virtuale, che diventa un partecipante vero e proprio. Progettato da Everybody House Games, piccola società americana a gestione familiare che produce giochi e app, Hey Robot ha un solo scopo: far pronunciare una specifica parola allo smart speaker, ovviamente senza utilizzarla. “È un po’ come Codenames o Taboo, ma l’amico con cui stai giocando ha un’enciclopedia ed è anche molto, molto ubriaco”, scherzano gli autori, che per realizzare il gioco hanno messo in piedi una riuscita campagna di crowdfunding raccogliendo oltre 30mila dollari. “Siamo sempre stati ossessionati dai giochi da tavolo ma anche dal trovare modi divertenti di usare la tecnologia nella vita quotidiana. Hey Robot nasce dall’intersezione tra questi due interessi, oltre che il risultato di mesi di prove per cercare di inventare attività buffe da fare con il nostro Alexa”, spiegano.

www.everybodyhousegames.com
$ 30

1. LA MUSICA TRA LE DITA

Specdrums

Gli Specdrums sono anelli in plastica che trasformano i colori in musica semplicemente toccando la superficie degli oggetti. Tutto il mondo può così trasformarsi in uno strumento, permettendovi di creare musica ovunque, anche grazie alla app collegata.

www.sphero.com/specdrums
$ 99,99

2. CIGNI SENZA TESTA

Gonfiabili giganti… decapitati

I gonfiabili giganti sono stati uno dei trend della scorsa estate. Cigni, fenicotteri, papere e altri animali hanno fatto bella mostra di sé in migliaia di post di Instagram scattati al mare e in piscina. La versione ironica che davvero ci mancava, però, è quella che li vede buffamente decapitati.

www.thisiswhyimbroke.com
$ 79

3. MALEDETTE RIUNIONI

Candle for Fucking Meetings

Una candela da accendere durante le odiate riunioni in ufficio. Il sottotitolo della Candle for Fucking Meetings, davvero irresistibile, recita: “Odora come se questa cosa potesse essere fatta via e-mail”, ironizzando sulla perdita di tempo provocata dai (tanti) meeting non necessari.

www.whiskeyriversoap.com
$ 19,95

4. LO SMARTPHONE URLANTE

La cover per smartphone disegnata da 2 LA Design

L’Urlo di Edvard Munch è uno dei dipinti più famosi al mondo. L’inconfondibile volto del suo protagonista, un uomo che grida sullo sfondo di un tramonto infuocato, è apparso su magliette, tazze e spillette. Il gadget più riuscito però è questa elegante custodia per cellulare di 2-LA DESIGN.

www.2-la.com
$ 20

5. ARTE IRRITANTE

David Shrigley, Art Irritates the Eye

Non sbaglia un colpo, David Shrigley. L’artista inglese, famoso per i suoi disegni semplici e taglienti, dal tratto infantile, ha messo in vendita sul sito Third Drawer Down la maglietta Art Irritates the Eye, in cui l’arte viene ironicamente paragonata a un collirio irritante.

www.thirddrawerdown.com
$ 55

6. WARHOL INVISIBILE

The Invisible Sculpture di Andy Warhol riedita da Kidrobot

Nel 1985 Andy Warhol creò a New York la mitica The Invisible Sculpture, una scultura concettuale che consisteva in un piedistallo vuoto con didascalia sul quale l’artista era brevemente salito per poi abbandonarlo. Kidrobot ha ricreato la storica performance, trasformandola in un diorama da tavolo.

shop.whitney.org
$ 225

7. QUESTO NON È UN LIBRO

Kelli Anderson, This Book is a Camera

Un libro che si trasforma in una macchina fotografica funzionante. This Book is a Camera è una pubblicazione pop-up sorprendente progettata da Kelli Anderson, designer specializzata in libri che “diventano qualcos’altro”. Per chi voglia cimentarsi nell’impresa, è disponibile anche il template cartaceo da scaricare.

www.kellianderson.com
$ 27

8. PICCOLE ARCHISTAR CRESCONO

ARCKIT, Mini Modern Colours 2.0 105 Piece Architectural Model Kit

Un’alternativa ai classici Lego, perfetta per figli e nipoti di architetti. Il set da 105 pezzi di ARCKIT contiene tutto il necessario per costruire una casa in stile moderno, con numerose opzioni di customizzazione. Per coltivare il talento delle future archistar sin dalla tenera età.

shop.nordstrom.com
€ 38

9. IL MAGICO MONDO DI YAYOI

Una delle boule de neige di Yayoi Kusama

Yayoi Kusama è una delle artiste contemporanee più amate al mondo, apprezzata in egual misura da pubblico e critica. Fra i tanti accessori per la casa e per l’abbigliamento ispirati alla sua arte, spiccano per eleganza queste bellissime boule de neige in edizione limitata vendute sul sito del MoMA di New York.

store.moma.org
$ 204,95

Valentina Tanni

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #53

Abbonati ad Artribune Magazine
Acquista la tua inserzione sul prossimo Artribune

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.