What If. Un museo temporaneo di realtà virtuale a Bologna durante Arte Fiera

Negli spazi appena inaugurati di VRUMS, a Bologna, aprirà per pochi giorni, in occasione di Arte Fiera, un museo temporaneo dedicato alla realtà virtuale. Sei i progetti in mostra, di cui uno totalmente inedito. Un viaggio immersivo tra arte, design, architettura e scienza.

What if Virtual Museum Leggero Tributo Freak Antoni1
What if Virtual Museum Leggero Tributo Freak Antoni1

Avevamo già annunciato, lo scorso ottobre, la nascita di VRUMS –  Virtual Reality Art Rooms, nuovo centro per la realtà virtuale con sede a Bologna che ha aperto i battenti il 29 novembre. Lo spazio, che si trova in Via Zaccherini Alvisi, ospiterà una mostra d’arte in occasione di Arte Fiera, dal 23 al 26 gennaio 2020. Organizzata da Vitruvio Virtual Museum, WHAT IF. La riproducibilità tecnica nell’epoca dell’opera d’arte è un “museo temporaneo” a cura di Eleonora Frattarolo. Obiettivo del progetto è fare il punto sull’utilizzo delle tecnologie di realtà estesa in campo artistico, cinematografico e scientifico “attraverso opere che riproducono realtà passate o future, mondi e situazioni completamente immaginate”. Il percorso sarà composto da sei progetti, cinque già presentati in passato in altre occasioni, e uno totalmente inedito, What If, che dà il nome alla collettiva ed esplora il tema delle emozioni umane attraverso i quattro elementi: aria, terra, fuoco e acqua.

What if Virtual Museum, doutdo Disegno, Alessandro Mendini
What if Virtual Museum, doutdo Disegno, Alessandro Mendini

DALL’ARTE ALL’ASTROFISICA

Si parte da un progetto d’artista, Synapse di Enrico T. De Paris, già esposto alla Triennale di Milano, un labirinto a struttura molecolare in cui lo spettatore diventa parte attiva, “si muove liberamente fra le stanze, viene stimolato da piccoli oggetti volanti, entra in contatto con diverse creature, simboli, emblemi, metafore”, per passare poi al mondo dell’architettura con Casa DO UT DO, un’esperienza VR realizzata per la Fondazione Isabella Seràgnoli su un disegno di Alessandro Mendini con stanze di grandi architetti e designer tra cui Mario Cucinella, Michele De Lucchi, Daniel Libeskind e Renzo Piano. Casa Malaparte, invece, porta lo spettatore all’interno del capolavoro di architettura moderna di Curzio Malaparte a Capri, esempio magistrale di integrazione tra forme razionaliste e ambiente naturale. Leggero – Tributo a Freak Antoni, è un omaggio che Vitruvio Virtual Museum ha dedicato a uno degli artisti italiani più originali della storia musicale italiana: “l’esperienza di realtà virtuale immersiva dialoga direttamente con la scultura in marmo di Carrara realizzata dello scultore Daniele Rossi che ritrae Freak Antoni all’interno di un sanitario dotato di razzi”. Infine, Progetto SKA e Astri Mini-Array, realizzati per l’Istituto Nazionale di Astrofisica sono due documentari interattivi in realtà virtuale immersiva ambientati nel deserto sudafricano e sul vulcano Teide dell’Isola di Tenerife.

– Valentina Tanni

https://vitruviovirtualmuseum.com

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.