Da Bruegel all’allunaggio, tre app da provare

Misurarsi con uno dei capolavori di Pieter Bruegel il Vecchio o “rivivere” le fasi dell’allunaggio, passando per l’arcipelago polinesiano, oggi si può. Grazie a tre app.

1. 1, 2, 3… BRUEGEL!

1, 2, 3… Bruegel!

Raramente un contenuto e un medium come il VR creano un mix tanto riuscito come questa app, davvero divertente e affascinante. Riguarda il celebre dipinto raffigurante i giochi dei bambini di Pieter Bruegel il Vecchio, che è stato oggetto di svariati contenuti didattici sull’arte e laboratori di validi insegnanti. In questa applicazione si parte con la premessa che 218 bambini siano stati rapiti e nascosti chissà dove. La missione consiste nel recuperarli e riportarli alle loro attività quotidiane, cioè i loro giochi. Lo potremo fare nelle maniere più svariate, risolvendo puzzle o muovendo e toccando gli elementi già presenti nello spazio. Il grosso limite sta nel fatto che bisogna usare i controller, così diversi dalle nostre mani con cinque dita che vengono rappresentate nell’interfaccia, ma il risultato è comunque divertente, anche per molte sessioni di gioco.

lucidrealities.studio
free
Oculus, Windows

2. LUNAR FLIGHT – ANNIVERSARY EDITION

Lunar Flight – Anniversary Edition

Se vogliamo parlare di Luna, l’anno appena concluso ha consentito una panoramica su decine di app che mostrano la missione Apollo 11 nei dettagli, inclusa quella sviluppata dal New York Times, che gratuitamente mette a disposizione le prime foto scattate sul suolo lunare, di loro proprietà, nel contesto della riproduzione tridimensionale del satellite, per poter provare la realtà dell’avvenimento messo in discussione dallo scettico di turno. Questa app invece è un gioco, rimaneggiato in occasione del cinquantenario dello sbarco, che fa simulare all’utente l’allunaggio e altre fasi della missione del classico videogioco, arricchito di contenuti, spettacolarità e realismo. A parte la questione della visualizzazione delle mani – dobbiamo impugnare i soliti controller con i loro pulsanti –, è una delle modalità migliori per celebrare il “grande passo per l’umanità”.

shovsoft.com
€ 19,99
Oculus

3. THE POLYNESIAN CULTURAL CENTER

The Polynesian Cultural Center

Il Polynesian Cultural Center è la prima attrazione per interesse e numero di visitatori nelle isole Hawai, precisamente a Oahu. La app pone lo spettatore virtuale, rigorosamente seduto durante l’esperienza, in “prima fila” di fronte alle presentazioni, balletti, scene di caccia, panoramiche e momenti descrittivi volti alla divulgazione del patrimonio intangibile della cultura delle isole del Pacifico. App simili sono un’ottima cartolina promozionale per il viaggio, e a volte l’unica possibilità di vedere e studiare culture lontane. Questo è un prodotto ben fatto, ma in cui si avverte chiaramente l’effetto-zoo, con l’attrazione esotica che si mostra sapendo di essere guardata, non del tutto convinta. Una critica già mossa si chiede: cosa direbbe un polinesiano vedendo come sono rappresentati il suo popolo e la sua cultura? Da provare per valutare autonomamente.

polynesia.com
free
Oculus

Simona Caraceni

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #51

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Simona Caraceni
Simona Caraceni, giornalista pubblicista, si occupa di nuove tecnologie e multimedialità dal 1994, fondando con Pier Luigi Capucci NetMagazine poi MagNet, la prima pubblicazione elettronica in Italia. Ha insegnato all'Università di Bolzano, Macerata, Firenze, lo IED e la NABA di Milano, il DAMS ed il Dipartimento di Informatica dell'Università di Bologna, ed in numerosi corsi di aggiornamento professionale. Come attività di ricerca fa parte del Planetarium Collegium, il network internazionale di studiosi, artisti e docenti che approfondiscono il rapporto fra arte e tecnologie. E' M. Phil. in Technology e Ph.D. Researcher in Aesthetics and Technology per il Planetary Collegium (University of Plymouth). Membro ICOM, fa parte dell'Executive Board di AVICOM ed è Coordinatore della Commissione Audio-Visivi e Nuove Tecnologie di ICOM Italia. Nell'ambito della ricerca applicata si occupa di "musei virtuali", augmented reality, didattica tramite le nuove tecnologie e interaction design.