Best of 2019: La classifica dei migliori videogiochi

Continuano le nostre classifiche di fine anno per decretare il meglio del 2019 che sta per concludersi. Adesso vi diciamo la nostra sui videogiochi: voi cosa ne pensate?

Il 2019 è stato un anno qualitativamente ricchissimo per il medium videoludico. Un medium che ha tra l’altro una tale varietà interna da rendere irrealistico realizzare una vera e propria classifica del “meglio dell’anno”. L’ordine di questa lista è quindi puramente alfabetico, e a causa della quantità di uscite ci siamo limitati a ciò a cui abbiamo potuto giocare. È degna di nota la rilevanza che alcuni temi hanno avuto nel 2019: i loop temporali (Alt-Frequencies, Outer Wilds, Elsinore e in parte Heaven’s Vault), l’esplorazione non come conquista violenta (Heaven’s Vault, Outer Wilds, A Short Hike, Eastshade, Mutazione) e l’ipertestualità/iperspazialità (Telling Lies, Vignettes).

-Matteo Lupetti

1. ALT-FREQUENCIES

Alt Frequencies

Alt-Frequencies di Accidental Queens, ARTE France e Plug In Digital (parte anche dello showcase del festival Game Happens) ha molteplici pregi, non ultimo il fatto che sia giocabile anche da un pubblico cieco o ipovedente essendo un’esperienza quasi interamente costruita su suono, musica e voce. Nel videogioco manipoliamo una radio, cambiamo stazione, registriamo le trasmissioni e poi inviamo le registrazioni ad altre stazioni radio facendo così interagire tra loro opinioni e verità diverse. Il nostro scopo è svelare l’esistenza di un “loop” temporale, un continuo ripetersi degli eventi, imposto dal governo prima ancora che i cittadini potessero votarlo democraticamente. Su Artribune abbiamo già parlato delle potenzialità di un videogioco che smetta di concentrarsi sul “video” e abbracci pienamente gli altri nostri sensi, e Alt-Frequencies è la prova che c’è molto ancora da sperimentare in questo spazio. È un po’ troppo breve, ma ha imboccato la strada giusta. Alt-Frequencies è disponibile su PC, Mac, Android e iOS.

2. BABA IS YOU

Baba Is You

Baba Is You di Arvi “Hempuli” Teikari è un puzzle basato sul linguaggio e sul suo potere di plasmare la realtà. In Baba Is You le frasi che definiscono le regole del mondo di gioco sono oggetti fisicamente esistenti nel gioco stesso: se in un livello esistono dei muri, allora esisterà la parola “muro”(“wall” in inglese) seguita magari dal verbo “è” (“is”) e poi da un’azione o una proprietà come “ferma” (“stop”). E questa frase definirà il comportamento del muro: “wall is stop”, cioè il muro ferma i movimenti. Ma se noi togliamo “stop” dalla frase, spostando fisicamente la parola, allora i muri smetteranno di fermarci e potremo attraversarli come se non esistessero, e se sostituiamo “stop” con un’altra proprietà i muri la assumeranno. Per esempio, potremmo spingere la parola “win” (“vincere”) componendo la frase “muro è vincere” e completando così il livello appena toccheremo una parete. Mentre i videogiochi normalmente insegnano a rispettare le loro regole, Baba Is You insegna a capirle per poi romperle e cambiarle. Baba Is You è disponibile per PC, Mac e Linux e su Nintendo Switch.

3. FANTASY STRIKE

Fantasy Strike

Fantasy Strike di Sirlin Games, studio del videogiocatore professionista e game designer David Sirlin, non è solo una rivoluzione nel suo genere ma un esempio che tutto il settore dovrebbe seguire. Fantasy Strike è un picchiaduro, un videogioco incentrato sullo scontro fisico tra due personaggi/giocatori (Street Fighter è un celebre esempio). Il picchiaduro è stato uno dei generi che ha definito l’epoca delle sale giochi e dei loro cabinati, e tuttora esiste intorno a questi videogiochi un’importante comunità, ma negli anni i picchiaduro sono anche diventati impenetrabili a causa di meccaniche sempre più complesse e bizantine. Fantasy Strike rifonda l’intero genere, partendo da zero e costruendo un picchiaduro che abbia solo gli elementi minimi necessari e rendendo questi elementi facili da leggere e comprendere. Tolto tutto il superfluo, emerge chiara anche al principiante la vera natura del picchiaduro e della sua lotta: non un complicato ammasso di meccaniche e combinazioni di tasti da ricordare ma una danza di corteggiamento in cui due persone possono conoscersi, capirsi, ingannarsi. Fantasy Strike è ancora lontano da come dovrebbe essere un videogioco, è ancora chiuso nella sua nicchia e nelle sue tradizioni, ma suggerisce una strada in cui il medium si apre alla collettività e diventa qualcosa di veramente significativo. Fantasy Strike è disponibile per PC, Mac, Linux, Nintendo Switch e PlayStation 4.

4. HEAVEN’S VAULT

Heaven’s Vault

In Heaven’s Vault siamo Aliya Elasra. Aliya è un’archeologa, una storica, in un universo fantastico dove la Storia non è vista di buon occhio perché la principale religione crede invece nel “loop”, nell’eterno ritorno, nella reincarnazione, e quindi nell’assenza della Storia stessa. La protagonista, in compagnia del robot Six, è incaricata di ritrovare uno studioso misteriosamente scomparso, e nel suo viaggio ha la possibilità di scoprire rovine e artefatti perduti e di decifrare la lingua della civiltà degli Antichi. La traduzione di questa lingua è il cuore di Heaven’s Vault: ogni volta che mi trovo di fronte a una parola ignota posso ipotizzarne il significato in base al contesto (alla frase in cui si trova, se conosco già alcune delle altre parole) e a parole simili che già conosco. Siccome la lingua degli Antichi compone le parole a partire da simboli, parole con simboli o sequenze di simboli uguali sono imparentate tra loro. Decifrare la lingua perduta diventa un puzzle e mentre serie cinematografiche come Indiana Jones e serie videoludiche come Uncharted raccontano l’archeologia come furto e omicidio, Heaven’s Vault la racconta come scoperta e conoscenza e parla del valore culturale e politico della Storia e del suo studio. Heaven’s Vault di inkle è disponibile per PC e PlayStation 4 e nel 2020 arriverà su Nintendo Switch.

5. OUTER WILDS

Outer Wilds

Outer Wilds è un videogioco fantascientifico “open world”, cioè un videogioco incentrato sulla navigazione di un mondo esplorabile più o meno liberamente. Normalmente, il mondo di questi giochi non è interamente disponibile sin dall’inizio ma va “sbloccato” area dopo area combattendo, perché in queste opere è con la violenza che si avanza nella trama, o impadronendosi di oggetti che fungono in qualche modo da chiave e che a volte donano nuove abilità al personaggio. Outer Wilds presenta un intero sistema solare da esplorare, ma chi gioca può potenzialmente andare ovunque sin dall’inizio e questo spazio non va conquistato, controllato o saccheggiato: va capito, perché qui solo la conoscenza permette di scoprire nuovi luoghi e di risolvere i loro enigmi e i loro misteri. In Outer Wilds il protagonista e la sua razza sono piccole creature messe di fronte a un universo immenso che può ucciderle in un sacco di modi diversi, ma la curiosità li spinge a inoltrarsi nell’ignoto. Outer Wilds di Mobius Digital e Annapurna Interactive è disponibile per PC su Epic Games Store, su PlayStation 4 e su Xbox One.

6. RITUAL OF THE MOON

Ritual of the Moon

In Ritual of the Moon interpretiamo una strega esiliata sulla Luna da un’umanità timorosa dei suoi poteri. Ogni giorno (ogni giorno reale), per 28 giorni, possiamo giocare cinque minuti della vita della strega sulla Luna, ripetendo una serie di azioni che diventano un rituale quotidiano: osserviamo la Terra, meditiamo e poi decidiamo se usare i nostri poteri magici per difendere il pianeta che ci ha cacciati o lasciare che una pioggia di meteoriti lo distrugga. Ritual of the Moon nasce da un lungo lavoro concettuale e materiale iniziato dall’autrice Kara Stone nel 2014. Tutta la sua grafica è realizzata con oggetti fisici, rielaborati prima analogicamente e poi digitalmente: Ritual of the Moon è un videogioco creato con ricami, pirografie, pittura, carta, tessuti, argilla, lana, plastiche, pezzi di computer e altro ancora. È un’opera sul perdonare e sul non perdonare (e sul diritto di non perdonare), l’occasione di confrontarci ogni giorno con un rituale e di cambiare il destino di un piccolo pianeta virtuale in base al nostro cuore. Ritual of the Moon di Kara Stone, Rekha Ramachandran, Julia Gingrich, Chris Kerich, Matthew R.F. Balousek, Kevin Stone, Hope Erin Phillips, Halina Heron e Maggie McLean è disponibile per PC, Mac, iOS e Android.

7. TELLING LIES

Telling Lies

Sam Barlow riprende il percorso iniziato con il suo precedente Her Story e costruisce Telling Lies sullo stesso principio: la protagonista ha accesso a un archivio di registrazioni video appartenenti al passato, in questo caso principalmente videochiamate, e può accedere a questi video cercando le parole pronunciate dai personaggi al loro interno. Usando questi strumenti, un archivio video su un computer (su cui si svolge l’intero videogioco) e un motore di ricerca, dobbiamo risolvere un mistero, dobbiamo scoprire cosa sia successo e magari capire anche perché la protagonista sia interessata a tali eventi. Guardando un video possiamo per esempio scoprire il nome di un nuovo personaggio e cercare in quali altri video è citato. La parola diventa così strumento di scoperta, diventa una chiave per accedere a nuovi luoghi/video, e l’archivio diventa uno spazio digitale esplorabile liberamente per scoprire verità e bugie dei suoi personaggi. Telling Lies di Sam Barlow, Furious Bee e Annapurna Interactive è disponibile su PC e Mac (per esempio sulla piattaforma GOG) e iOS.

8. THE GAME: THE GAME

The Game: The Game

The Game: The Game di Angela Washko (con musiche di Xiu Xiu) è un saggio giocabile, il risultato di una ricerca sul mondo dei pick-up artist, quegli individui che tengono corsi per insegnare agli uomini come approcciare (e portarsi a letto) le donne. Usando il formato della visual novel, il racconto illustrato a bivi, Washko immagina di finire una sera in un locale dove tutti i principali pick-up artist si sono riuniti e di diventare la potenziale preda delle loro tattiche, di quello che appunto è chiamato “The Game”. “Una gamificazione [delle] disuguaglianze di genere della vita quotidiana”, come spiegato nella Net Art Anthology di Rhizome che ospita The Game: The Game nella sua collezione. Usando parti dei manuali e dei video venduti dai pick-up artist citati e rappresentati, Washko racconta la seduzione come manipolazione e, mettendoci dall’altra parte del “gioco”, ci permette di esplorarla per poi accettarla o disinnescarla e smontarla. The Game: The Game è disponibile gratuitamente per PC, Mac e Linux a partire da giugno 2019 e per questo fa parte di questa lista, ma è in lavorazione dal 2016 ed è stato inizialmente presentato nel 2018 come parte di una personale ospitata dal Museum of the Moving Image di New York.

9. VECTRONOM

Vectronom

In Vectronom controlliamo un cubetto e salterino in un mondo di semplici geometrie colorate, e il nostro obiettivo è far saltellare il cubetto sino alla fine di una serie di percorsi. Siccome questi percorsi cambiano ritmicamente seguendo la musica elettronica che li accompagna, chi gioca deve lasciarsi guidare dal ritmo del livello per poter evitare tutti gli ostacoli (spazi vuoti, affilate e letali piramidi…): più il gioco va avanti più questo rispetto del ritmo diventa necessario e stringente e più Vectronom diventa un vero e proprio (e difficilissimo) gioco musicale. Il movimento delle dita sui quattro tasti che controllano i salti del cubetto protagonista diventa allora una danza di cui imparare le mosse, un’esperienza audiovisiva totale, un mondo in cui suono, grafica e corpo diventano una cosa sola. Nessuna immagine statica ne può rendere la potenza. Vectronom di Ludopium e ARTE France è disponibile per PC, Mac, Nintendo Switch, Android e iOS.

10. VIGNETTES

Vignettes

Vignettes di Pol Clarissou, Armel Gibson, David Kanaga e Pat Ashe è una collezione di oggetti tridimensionali e digitali che possono essere ruotati e manipolati. Ruotandoli e manipolandoli, questi oggetti possono a volte trasformarsi in altri oggetti, a loro volta capaci di trasformarsi in altri oggetti ancora. Ruoto un telefono sino ad avere davanti la sua base rettangolare, ma quando ricomincio a ruotarlo non è più un telefono ma una pentola che stavo guardando in modo perfettamente frontale, nascondendone il manico. Sulla pentola posso mettere un coperchio con maniglie, ed ecco che allora ruotandola di profilo diventa un tostapane. Gli oggetti si collegano tra loro creando percorsi non solo sulla base di forme e giochi prospettici ma anche in base alle loro funzioni, alla storia che insieme raccontano, alle interazioni che possono nascere tra cose diverse e distanti. “Anche se non ha alcuna ambientazione ed è fatto solo di modelli, Vignettes ha più senso dello spazio di tutti i lavori che ho realizzato da solo” ci ha scritto Clarissou via mail. “Le relazioni tra gli oggetti creano un’astratta rete di nodi che chi gioca può navigare e che è più vicina, secondo me, alla nozione di spazio di quanto lo sarebbe un diorama esplorabile”, cioè lo spazio tridimensionale tradizionalmente associato a un videogioco. In Vignettes chi gioca esplora questa rete di relazioni, cerca di scoprire quali rotazioni di quali oggetti permettano di creare nuovi oggetti, oggetti magari capaci di aprire intere nuove “aree”, cioè nuove reti di trasformazioni. Parlo di “aree” perché Clarissou ha ragione: esploriamo uno spazio, un iperspazio che crea relazioni al di là delle sue tre dimensioni, un ipertesto. Vignettes è disponibile per PC e Mac (vi consigliamo di acquistarlo sulla piattaforma itch.io), Android e iOS.

11. MEDITATIONS

Il contributo di David Cribb (Colestia) a Meditations

Mettiamo Meditations qua in fondo perché si tratta non di un videogioco ma di una raccolta curata. Lo sviluppatore indipendente Rami Ismail (Vlambeer) ha ideato una raccolta di brevissimi videogiochi indipendenti realizzati apposta per questa collezione, con la curatela di Jupiter Hadley, Adriel Wallick e moshboy e il contributo di Khalil Arafan, Krzysztof “dalton” Pachulski, Dominik Zgutka e Michał Odziemczyk. Ogni giorno è disponibile un videogioco diverso realizzato da autori diversi, un’esperienza lunga non più di cinque minuti e priva di testi. Ogni singolo gioco può essere provato solo per ventiquattro ore e tornerà disponibile solo dopo un anno, nella stessa data. L’idea è dare a chi gioca una nuova esperienza artistica e interattiva ogni giorno e incoraggiare una piccola ritualità quotidiana. Ma riunendo più di 350 sviluppatori da tutto il mondo, Ismail ha anche cercato di definire il videogioco, e quindi il gioco, come un linguaggio universale capace di trasmettere divertimento, tristezza, intimità, pensieri senza bisogno di altro. Meditations è disponibile gratuitamente per PC e Mac.

12. MENZIONI SPECIALI

The Eternal Castle

Alcuni titoli usciti nel 2019 e rimasti fuori dal nostro elenco meritano almeno di essere citati. A Short Hike di Adam Robinson-Yu e Mark Sparling è un allegro videogioco esplorativo che racconta la gita di un uccellino antropomorfo. Can Androids Pray di Xalavier Nelson Jr., Natalie Clayton e Priscilla Snow è una breve meditazione sulla morte come momento di conoscenza del divino. Eastshade di Eastshade Studios è un videogioco di ruolo open-world non violento in cui il protagonista è un pittore. Elsinore di Golden Glitch è una rilettura dell’Amleto dal punto di vista di un’Ofelia rinchiusa in un loop temporale pieno di bivi e interazioni. Football Drama di Open Lab Games è un videogioco narrativo che racconta il mondo e la cultura del calcio. Heretic’s Hope di G. C. Baccaris (Grim), secondo episodio della serie Sacred Tides, è una storia interattiva ambientata in un mondo di religiosità e ritualità aliene. Hypnospace Outlaw di Tendershoot, Michael Lasch, ThatWhichIs Media e No More Robots è un brillante e impegnativo videogioco investigativo ambientato nell’internet degli anni 90. Mutazione di Die Gute Fabrik e Akupara Games è una deliziosa storia interattiva lineare che parla di diversità e di colonialismo (e di giardinaggio). Nauticrawl di Andrea Interguglielmi e Armor Games Studios è un puzzle in cui prima di tutto bisogna scoprire come funziona il gioco stesso; un po’ videogioco e un po’ videogiocattolo. Pathologic 2 di Ice-Pick Lodge e tinyBuild è ambientato in una città colpita dalla pestilenza, un mondo ostile tanto ai suoi personaggi quanto a chi gioca. La sua rappresentazione della trama e delle missioni attraverso una “mappa mentale” sarà ricordata e probabilmente imitata a lungo. The Eternal Castle Remastered di Leonard Menchiari, Daniele Vicinanzo, Giulio Perrone e Playsaurus è un finto remaster di un vecchio videogioco anni 80 e un vero capolavoro audiovisivo dalle atmosfere pulp. The Sinking City di Frogwares e Bigben Interactive è un videogioco investigativo ispirato alla narrativa di HP Lovecraft e, finalmente, un tentativo riuscito di trattare con serietà il razzismo che le fa da base.

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Matteo Lupetti
Diplomato in Fumetto alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze nel 2010, gestisce il collettivo di fumettisti indipendenti Gravure e scrive di videogiochi per varie testate italiane ed estere. È diplomato in sommelerie all’interno dell’associazione FISAR ed è direttore artistico del festival di narrazioni di realtà CreteCon.