Una mostra da ordinare a domicilio. A Milano arriva Gallery.Delivery

Un click online e la mostra arriva a domicilio. Il fattorino la mette dentro a un “white cube” trasportabile, ve la porta in bicicletta e la installa a casa vostra. A Milano da novembre a marzo, è un progetto di Green Cube Gallery. 

Gallery.Delivery Milan. Weird Domesticity
Gallery.Delivery Milan. Weird Domesticity

Continua la sperimentazione sui format espositivi di Green Cube Gallery, progetto fondato nel 2017 dagli artisti Guido Segni e Matìas Ezequiel Reyes. Dopo aver portato l’arte contemporanea su siti web, volantini, spillette e perfino distributori di sigarette, stavolta viene esplorato il territorio della performance con il progetto Gallery.Delivery Milan: Weird Domesticity. Ideato dall’artista tedesco Sebastian Schmieg, il format è stato sperimentato per la prima volta a Berlino nel 2018 con la produzione di Roehrs & Boetsch: le opere dei quattordici artisti potevano essere ordinate online, proprio come si fa con una cena, e venivano consegnate a domicilio da un fattorino che arrivava in bici portando la mostra in casa dei “clienti” per un’esperienza di un’ora circa. A differenza, quindi, di ciò che accade con un normale servizio di consegne, il corriere non si ferma alla porta ma entra nella privacy dello spazio domestico, effettua l’installazione e infine mette in vendita le opere. L’unico modo per vedere la mostra sarà tramite l’ordine online, mettendo a disposizione il proprio spazio privato e ospitando le opere per un breve periodo di tempo prima che vengano re-impacchettate e portate via.

SE LA MOSTRA TE LA INSTALLA IL FATTORINO

A metà tra la sperimentazione curatoriale e la performance artistica, Gallery.Delivery rappresenta un interessante tentativo di mescolare le carte in tavola, trasformando l’esperienza di fruizione artistica in un servizio standardizzabile e immediato: “in un’epoca in cui Internet penetra sempre di più in ogni angolo delle nostre vite, ha preso piede una mentalità per cui si pretende la disponibilità immediata in ogni aspetto del mondo materiale, grazie alla pressione di un tasto o ad un semplice click”, si legge nella presentazione, “Gallery.Delivery porta questa promessa di disponibilità immediata allo spazio espositivo e al format della mostra collettiva”. L’edizione milanese di Gallery.Delivery, curata dall’artista e teorico Silvio Lorusso e attiva dal 1 novembre 2019 al 1 marzo 2020, è stata realizzata in partnership con ParcoGallery e fa parte del programma di the wrong biennale sotto forma di “padiglione on-demand”. Comprende le opere di dieci artisti italiani: Luigi Amato, Enrico Boccioletti, Guendalina Cerruti, Kamilia Kard, Lorem, Rachele Maistrello, Filippo Minelli, Parasite 2.0, Elena Radice e The Cool Couple.

– Valentina Tanni

https://greencube.gallery
www.gallerydeliverymilan.it

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.