Medardo Rosso in realtà aumentata. Il progetto di Aleksandra Domanović a Milano

L’artista serba Aleksandra Domanović, vincitrice del Premio Arnaldo Pomodoro per la Scultura, presenterà a Milano un’installazione site specific in realtà aumentata. Fonte di ispirazione dell’opera? Una scultura del grande artista Medardo Rosso.

Aleksandra Domanović, The Falseness of Holes, 2019. Stand-in visual material. Courtesy Fondazione Arnaldo Pomodoro
Aleksandra Domanović, The Falseness of Holes, 2019. Stand-in visual material. Courtesy Fondazione Arnaldo Pomodoro

Una scultura non è fatta per essere toccata, ma per essere vista a una certa distanza, secondo l’effetto inteso dall’artista. La nostra mano non ci permette di renderci consapevoli dei valori, dei toni, dei colori… in una parola, della vita della cosa”. Così scriveva il grande scultore Medardo Rosso (1858-1928) nel 1917, dimostrando di aver sviluppato una concezione estremamente moderna della scultura, meno incentrata sulla materia e già consapevole del ruolo centrale della fotografia nel processo creativo dell’artista. A questa frase si è ispirata Aleksandra Domanović, vincitrice della quinta edizione del Premio Arnaldo Pomodoro per la Scultura, che sarà protagonista di una mostra personale dal 12 novembre 2019 al 6 gennaio 2020 alla GAM – Galleria d’Arte Moderna di Milano. Per l’occasione l’artista serba, che da anni porta avanti una stimolante ricerca sui rapporti tra materiale e digitale, ha progettato un’opera inedita intitolata The Falseness of Holes.

TRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE

L’installazione, immersiva e site-specific, occuperà gli spazi della Sala del Parnaso e coinvolgerà un’opera in cera di Medardo Rosso, la Portinaia (1983-1884) – inclusa nella collezione della GAM –  posizionata nello spazio insieme a un sistema di Realtà Aumentata. Il dispositivo tecnologico offrirà agli spettatori la possibilità di visualizzare elementi non presenti nell’opera originale, che andranno a sovrapporsi e a fondersi con la visione del contesto reale della Sala. La nuova scultura sarà visibile dunque solo attraverso lo schermo dei dispositivi mobili dei visitatori (smartphone o tablet), che saranno invitati a scaricare un software apposito. Quello che vedranno sugli schermi, tuttavia, potrà cambiare a seconda delle dinamiche partecipative innescate, trasformando l’opera in un’entità mutevole e in continua trasformazione.

CHI È ALEKSANDRA DOMANOVIĆ

Nata a Novi Sad nel 1981 e residente a Berlino, Aleksandra Domanović è interessata all’indagine sull’impiego artistico delle nuove tecnologie, mettendo queste ultime in rapporto dialettico con tematiche storiche e antropologiche, spesso in chiave femminista e cyberfemminista. Le sue opere, perlopiù video e sculture, si concentrano sul rapporto tra uomo e macchina, intrecciando e mettendo a confronto estetiche tradizionali con elementi ultra-contemporanei. La giuria del Premio Arnaldo Pomodoro – composta da Diana Campbell Betancourt, Anita Feldman, Martino Gamper, Lisa Le Feuvre, Anna Maria Montaldo, Lorenzo Respi e Andrea Viliani – ha deciso di premiare la Domanović per “l’equilibrata e al contempo imprevedibile connessione tra pratica scultorea ed esplorazione delle potenzialità insite in tutti gli altri mezzi artistici, nonché per la capacità di restituire nuove possibilità alle esperienze più tradizionali della scultura attraverso la ricerca di soluzioni che congiungono e riplasmano fra loro – sia a livello materiale che in una dimensione intellettuale – forme artistiche, metodologie e tematiche sociali e scientifiche, sollecitando tanto la sensibilità personale quanto la memoria collettiva”.

– Valentina Tanni

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.