Noow Art. Swisscom TV lancia una galleria d’arte basata su blockchain

Cento opere di trenta artisti internazionali acquistabili e visualizzabili sullo schermo della televisione. Si chiama Noow Art il nuovo progetto lanciato dalla piattaforma digitale Swisscom in collaborazione con la startup Dloop.

Swisscom tv blockchain

Presentata come una “galleria d’arte digitale per il salotto”, Noow Art consente ai propri abbonati di collezionare opere realizzate per l’occasione in edizione limitata. Trattandosi di file digitali, e dunque, per loro natura, copiabili all’infinito senza perdita di qualità, il sistema di autentiche viene gestito da un software che sfrutta la tecnologia blockchain Ethereum tramite smart contract ERC 721. In pratica, come accade per le transazioni con moneta elettronica – come Bitcoin, Monero e Litecoin – a ogni file è associato un codice univoco che viene conservato in un registro crittografato condiviso tra le parti, all’interno di un sistema in grado di proteggere da falsificazioni e frodi. Alla base del progetto ci sono due idee principali: diffondere opere d’arte originali realizzate con tecnologie digitali, mettendole a disposizione di un pubblico vasto e trasversale, e, allo stesso tempo, favorire il collezionismo in un settore in cui, salvo rare eccezioni, il mercato fa ancora una certa fatica ad entrare.

Emiliano Zucchini, Void Form, 2017, video, colore, sonoro
Emiliano Zucchini, Void Form, 2017, video, colore, sonoro

GLI ARTISTI IN CATALOGO

Al momento del lancio, in catalogo ci sono 30 nomi, selezionati dalla curatrice Stefanie Marlene Wenger, per un totale di cento opere diverse, ma la piattaforma è destinata ad ampliare la sua offerta in futuro, come spiega la Wenger: “abbiamo aperto ben più che una semplice galleria virtuale: abbiamo in mente vere e proprie mostre curate sulla nostra piattaforma e una stretta collaborazione con i galleristi”. Tra i prescelti, anche tre italiani: Emiliano Zucchini, originario di Frascati ma residente a Roma, impegnato da anni in una ricerca sulla natura dell’immagine digitale; Domenico Dom Barra, di Napoli, poliedrico esponente della glitch art, e il fiorentino Paolo Cimica, specialista in computer grafica 3D. Non si tratta, naturalmente, del primo tentativo di immaginare nuovi circuiti di diffusione e commercializzazione dell’arte digitale (intesa come opera sotto forma di file), un genere che nonostante i grandi passi avanti degli ultimi due decenni, continua a rappresentare una nicchia per il mercato dell’arte, tuttora spaventato dalla sua natura immateriale e replicabile.

LE PIATTAFORME ANALOGHE

Piattaforme come Sedition, Framed, BlackDove e la defunta Electric Objects (acquisita da Giphy e poi chiusa) sono tutte nate con il medesimo obiettivo: portare le immagini digitali prodotte dagli artisti, fisse e in movimento, sulle pareti delle case e sugli schermi dei nostri device, cercando, allo stesso tempo di mantenere l’aura del pezzo originale, il brivido dell’edizione limitata tanto caro al collezionista. Un’impresa non facile, che tuttavia vale la pena di tentare, sperimentando nuove possibilità di fruizione dell’arte che tengano conto delle nuove abitudini sociali e visuali dell’epoca in cui viviamo. Nel caso di Noow Art, il fatto che nasca in seno a una piattaforma televisiva generalista, che trasmette su 300 canali news, film, serie tv ed eventi sportivi, arrivando nelle case di 1 milione e mezzo di abbonati, rappresenta senz’altro una grande opportunità di allargamento del pubblico, superando di gran lunga l’audience ristretta di gallerie e fiere, e ancora di più quella, iper-specializzata, degli appassionati di new media art. Speriamo soltanto che il lavoro curatoriale, che si è rivelato spesso un punto debole in questo genere di iniziative, si riveli all’altezza del difficile compito, portando nei “salotti” non soltanto immagini da intonare al divano, ma anche pillole di vera sperimentazione visiva.

– Valentina Tanni

https://noow.art

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.