Arriva Pepper, il robot social ultima novità dello Smithsonian Museum di Washington

Il mondo dei musei cambia: allo Smithsonian Museum di Washington arriva Pepper, un robot creato da una azienda giapponese, primo nel suo genere. Per incontrarlo, si può andare dal 3 maggio all’Hirshhorn Museum.

Pepper, il robot social dello Smithsonian Museum di Washington
Pepper, il robot social dello Smithsonian Museum di Washington

Vi ricordate di Joe Berenson il critico d’arte a circuiti creato da Denis Vidal e dell’ingegnere robotico Philippe Gaussier? Lo avevamo incontrato a Parigi nell’ambito della mostra Persona. Strangely Human, tenutasi nel 2016 al Musée Du Quay Branly nella Ville Lumière, curata da un gruppo di antropologi che si sono posti in quella occasione alcune domande: “come ciò che è inanimato diventa animato? In che modo le persone stabiliscono una relazione inusuale o intima con gli oggetti?”. I curatori hanno poi preso ad esempio le opere d’arte e, in un’iniziativa che sembrava quasi ricordare gli esperimenti dei protagonisti della serie tv The Big Bang Theory, hanno “invitato” a partecipare una sorta di Jerry Saltz robotico.

Smithsonian Institution, Washington
Smithsonian Institution, Washington

ROBOT E ARTE

Nell’ambito della mostra, infatti, Joe campionava e determinava attraverso l’algoritmo che lo governa il gusto delle persone che osservavano le opere intorno a lui. Con il suo lavoro Joe è un ottimo strumento di mediazione con il pubblico e come osserva Rea McNamara sulle pagine di ArtFCity è un valido aiuto per realizzare delle survey che diano dei dati effettivi sulla composizione dei pubblici dei musei e delle gallerie d’arte. Perché ne torniamo a parlare? Joe non è l’unico esempio di robotica a servizio dell’arte. È notizia recente che lo Smithsonian e l’Hirshhorn Museum di Washington stanno implementando lo staff con un nuovo membro robot dal nome Pepper.

CHI È PEPPER

Pepper è un umanoide social, disegnato per cominciare conversazioni, condividere informazioni, divertirsi. Ed è il primo nel suo genere in casa Smithsonian, parte di un progetto pilota che porterà pubblico e istituzione a sperimentare l’utilizzo di queste macchine in un museo. Altro un metro e 20 è un robot interattivo creato dalla Softbank Robotics, un’azienda originaria del Giappone. Con questo progetto lo Smithsonian è la prima istituzione museale al mondo a testare in ambito culturale questa tecnologia. Cosa può fare Pepper? Risponde e fa domande, racconta storie, posa per i selfie, usa la voce e i gesti per interagire con le persone, mostra foto, video e testi su un tablet collocato sul suo petto. Al momento è in sei location dello Smithsonian. Chi vuole fare la sua conoscenza può recarsi dal 3 maggio all’Hirshhorn Museum dove Pepper incontrerà il pubblico.

Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.

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