Facebook e le emozioni randomizzate

Ogni volta che scegliete una faccina per reagire al post di un vostro amico su Facebook, contribuite alla vostra stessa profilazione. La cosa non vi garba? Allora potete usare il randomizzatore di Benjamin Grosser.

Benjamin Grosser, Go Rando
Benjamin Grosser, Go Rando

Su Facebook possiamo seguire notizie e aggiornamenti in tempo reale, condividere pensieri e pareri personali, mentre scorriamo e leggiamo pensieri e opinioni altrui. I like ci permettono di dire quando apprezziamo qualcosa e di farlo sapere al diretto interessato. Un like non è solo espressione di consenso, ma è anche fonte e mezzo di un certo potere: più sono i like di un contenuto che postiamo, più questo circolerà e comparirà sulle bacheche di amici e amici degli amici.
Recentemente la piattaforma ha introdotto un set di opzioni di reazione: da inizio 2016, infatti, oltre al celeberrimo pollice in su possiamo usare altre cinque emoticon che rappresentano rispettivamente: amore, stupore, rabbia, riso e pianto. Al tempo dei big data, però, avere un ventaglio più ampio di opzioni significa offrire un profilo più preciso e dettagliato dei nostri gusti, sentimenti e opinioni. E su queste informazioni Facebook modella il tipo di contenuti che riterrà più importante proporci, che quindi visualizzeremo più facilmente o con maggior frequenza.
Proprio per far fronte a questo problema, l’artista Benjamin Grosser ha creato Go Rando, un’applicazione per il browser che altera e confonde le nostre reazioni su Facebook. Ogni volta che si clicca su “mi piace” l’applicazione sceglierà di utilizzare una a caso tra le sei reazioni previste.

Al tempo dei big data avere un ventaglio più ampio di opzioni significa offrire un profilo più preciso e dettagliato dei nostri gusti, sentimenti e opinioni

Attivando Go Rando si perde quindi il controllo sulla scelta delle reazioni da utilizzare ma si guadagna un’esperienza di Facebook nuova e idealmente meno falsata. L’applicazione farà in modo, infatti, di rendere del tutto equivalenti il numero di reazioni effettuate con le sei emoticon a disposizione, annullando quindi il loro effetto di profilazione. Se anche voi siete tra chi si preoccupa di avere più controllo sul tipo di dati e informazioni che condivide con Mark Zuckerberg, allora Go Rando è uno strumento di cui non potete fare a meno.

bengrosser.com/projects/go-rando

– Matteo Cremonesi

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #37

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Matteo Cremonesi
Matteo Cremonesi (Brescia, 1984) si occupa di arte e nuovi media, interessandosi in particolar modo delle implicazioni sociali e politiche che le nuove tecnologie producono nel mondo contemporaneo. E' docente di “Cibernetica e teorie dell'informazione” presso l'Accademia di Brera e collabora attivamente con il Link Center For the Arts of the Information Age in qualità di coordinatore del settore educativo. E' membro del collettivo artistico IOCOSE con il quale ha presentato i propri lavori in diverse sedi nazionali e internazionali. Nato nel 2006, il gruppo organizza azioni liminali volte a sovvertire le ideologie, le pratiche e i processi di identificazione e costruzione del significato, concependo le strade, Internet e il passaparola come terreni di battaglia.

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