Il Dada in versione digitale. Un progetto web e una mostra a Brescia per celebrare il centenario

Un archivio online di opere Dada usato come base per nuovi lavori. È il progetto Dadaclub.online, che per un anno ha invaso il web di remix e rielaborazioni di opere storiche. Che ora vanno in mostra a Brescia, per un confronto diretto con gli originali.

Una delle rielaborazioni digitali del Dada
Una delle rielaborazioni digitali del Dada

Il 2016 è stato l’anno del Dada: decine di eventi in tutto il mondo sono stati organizzati per celebrare il centenario della nascita di questo storico movimento artistico, fissata convenzionalmente al 5 febbraio 1916, quando nella neutrale Zurigo apriva i battenti il mitico Cabaret Voltaire.
Tra le tante iniziative spicca quella del Link Art Center, che ha invitato tutti gli artisti contemporanei a rielaborare l’eredità del movimento producendo nuovi lavori a partire da copie digitali di opere storiche. Nel corso di un anno sulla piattaforma Dadaclub.online sono stati pubblicati ben 148 lavori, tutti frutto del remix di materiali esistenti: disegni, fotografie, collage, riviste e persino scansioni 3D.

UNA MOSTRA PER RACCONTARE IL PROGETTO

Da questo archivio sono così nati altri collage e altre fotografie, ma anche siti web, video, software e gif animate, dando vita a una lunga e prolifica catena di rielaborazioni, tutte perfettamente in linea con lo spirito ironico e dissacrante tipico di Dada.
Ora che il progetto online ha interrotto le pubblicazioni, una mostra lo racconterà al pubblico: dal 25 marzo al 15 aprile, infatti, lo Spazio Contemporanea di Brescia ospiterà una versione espositiva del progetto, in cui tutti i contributi verranno riuniti in un unico percorso. Accanto ai remix digitali sarà esposta anche una selezione di originali dadaisti messi a disposizione dalla Collezione Campiani che ha sede proprio nella città lombarda. La mostra cercherà quindi di rendere evidenti e leggibili le relazioni tra i lavori originali e gli omaggi realizzati dai partecipanti, grazie a un allestimento che aggrega i nuovi lavori attorno alle loro fonti di ispirazione: Man Ray, Marcel Duchamp, Paul Citroen, Lázló Moholy-Nagy, Hans Richter e Hannah Höch, solo per citarne alcuni.

– Valentina Tanni

www.dadaclub.online

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.