Gli universi paralleli di Harun Farocki. A Torino

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino – fino al 12 febbraio 2017. In mostra i paesaggi visivi di Harun Farocki, che svela il processo della programmazione computer-grafica, dei suoi spazi paradossali e dei suoi confini. Con l’obiettivo di dimostrare quanto il cinema abbia influenzato l’animazione virtuale.

Harun Farocki, Parallel III, 2014 - still da video - © Harun Farocki 2014
Harun Farocki, Parallel III, 2014 - still da video - © Harun Farocki 2014

“Il più noto sconosciuto filmmaker della Germania”, così è stato definito Harun Farocki (Nový Jicin, 1944 – Berlino, 2014) nel 1983 da Thomas Elsaesser, suo più grande conoscitore. Rendere visibile l’invisibile attraverso dirompenti metafore, interrogarsi sulla natura delle immagini e sulla loro percezione senza fermarsi all’apparenza, queste le prospettive da cui muove l’artista trattando alla Godard i soggetti come oggetti – che smonta e rimonta – al di là del vincolo narrativo. Non a caso la sua produzione rientra nella categoria del film-saggio, ispirandosi a Bertold Brecht e procedendo per argomenti con l’ausilio di una voce fuori campo. Una forma di scrittura, un dialogo costante con le immagini e con le industrie che le producono e le mettono in circolazione. Ovvero una lettura delle immagini come punto di riferimento politico.

Filmaker, scrittore, artista, Harun Farocki  ha realizzato oltre cento opere tra film e video, analizzando sin dagli esordi il potere delle immagini. Parallel I-IV, videoinstallazione a quattro canali – ultima creazione iniziata nel 2012 e completata poco prima della sua scomparsa – documenta la rapida evoluzione della computer-grafica applicata ai videogame, che da una iconografia elementare approda a una definizione iperrealistica, evidenziando quanto il cinema abbia influenzato la realtà virtuale e quanto quest’ultima, a sua volta, l’abbia ampiamente superato.

Harun Farocki – Parallel I-IV - exhibition view at Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino 2016 - photo Daniele Bottallo
Harun Farocki – Parallel I-IV – exhibition view at Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino 2016 – photo Daniele Bottallo

VIDEOGIOCHI E REALTÀ
Da Parallel I, video su due schemi simultanei dove l’artista esplora i diversi stili della computer grafica, attraverso la creazione di alberi, nuvole, acqua e fuoco, utilizzando gli algoritmi matematici, si passa a Parallel II, con l’eroe che cerca di sfuggire a un mondo (digitale) che non gli appartiene. Parallel III rivela, invece, il dietro le quinte, facendo apparire i giochi come dei palcoscenici, al fine di analizzarne limiti e confini virtuali. Parallel IV, dove gesti e azioni dei protagonisti vengono ignorati dal resto dei personaggi, chiude il cerchio della serie.
In definitiva, il monumentale ciclo è l’esito di un’approfondita indagine sull’immaginario della società contemporanea, scandita attraverso l’evoluzione estetica dei videogiochi, che pare instillare un grottesco dubbio: e se anche la nostra esistenza fosse il risultato di una complessa simulazione virtuale?

Roberta Vanali

Torino // fino al 12 febbraio 2017
Harun Farocki – Parallel I-IV
FONDAZIONE SANDRETTO RE REBAUDENGO
Via Modane 16
011 3797600
[email protected]
www.fsrr.org

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/57225/josh-kline-unemployment-harun-farocki-parallel-i-iv/

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Roberta Vanali
Roberta Vanali è critica e curatrice d’arte contemporanea. Ha studiato Lettere Moderne con indirizzo Artistico all’Università di Cagliari. Per undici anni è stata Redattrice Capo per la rivista Exibart e dalla sua fondazione collabora con Artribune, per la quale cura due rubriche: Laboratorio Illustratori e Opera Prima. Per il portale Sardegna Soprattutto cura, invece, la rubrica Studio d’Artista. Orientata alla promozione della giovane arte con una tendenza ultima a sviluppare ambiti come illustrazione e street art, ha scritto oltre 500 articoli e curato circa 150 mostre per gallerie, musei, centri comunali e indipendenti. Tra le ultime: la doppia mostra di Carol Rama in Sardegna, L’illustrazione contemporanea in Sardegna, Archival Print. I fotografi della Magnum. Nel 2006 ha diretto la Galleria Studio 20 a Cagliari. Ha ideato e curato la galleria online Little Room Gallery (2010-13). Ha co-curato le mostre del Museo MACC (2015-17), per il quale nel 2018 è stata curatrice. Ha scritto saggi e testi critici per numerosi cataloghi e pubblicazioni. Il cinema è l’altra sua grande passione.