La realtà aumentata in 3 app

Complici i famigerati Pokémon, la realtà aumentata ha nuovamente guadagnato terreno, facendosi strada anche nel mondo delle app, a suon di arte contemporanea. Ecco qualche esempio.

Lapse Miami
Lapse Miami

ARTBEAMER
La realtà aumentata riuscirà a far esplodere il mercato dell’arte contemporanea così com’è riuscita a riportare al successo planetario i graziosi animaletti della Nintendo? Il loro vecchio slogan “Collezionali tutti!” si appiccicherà indelebilmente anche alle opere d’arte, rendendoci ricchi come Creso? I creatori di ArtBeamer ne sembrano sicuri: la loro app è rivolta ai galleristi, che possono inserire le loro opere nell’app e fare in modo che il collezionista possa vedere a casa propria l’effetto che fa quel quadro sopra il camino o in salotto, se si sposa o meno con i colori dei muri o col Picasso di fianco. Con la possibilità di inserire descrizioni e biografie degli artisti, ArtBeamer propone soluzioni personalizzate per piccole o grandi gallerie, e permette anche di integrare i cataloghi cartacei grazie ai vecchi codici QR o di poter condividere opere tramite i social network, con indirizzo del gallerista di riferimento.

www.artbeamer.com
costo: free per il collezionista | a pagamento per l’artista o la galleria
piattaforme: Android e iOS

The Art of Science
The Art of Science

THE ART OF SCIENCE
Si dice che Pokémon Go abbia fatto un regalo ai musei. Certo, se si spargesse la voce che c’è un Pokémon rarissimo in un museo, arriverebbero sicuramente più visitatori, ma sono quelli che vogliamo? Emblematica all’inizio del fenomeno la presa di posizione dello United States Holocaust Memorial Museum di Washington, che ha proibito l’ingresso a coloro che si apprestavano a cercare lì i deliziosi animaletti. Mentre altri musei aspettano i cacciatori di Pokémon a braccia aperte, come il Chicago Art Museum, che ha reso nota la presenza di 14 Pokémon nelle proprie gallerie. Sarà il nuovo #emptymuseum? Nel dubbio, fra coloro che stanno cavalcando l’onda, il South Australia Maritime Museum, che ha avuto la fortuna di preparare una piccola ma onesta app di realtà aumentata che animava i disegni della mostra temporanea di Nicolas Baudin. Non ha perso tempo e l’ha pubblicizzata come il Pokémon Go dei musei scientifici.

www.maritime.history.sa.gov.au
costo: free
piattaforme: iOs

Lapse Miami
Lapse Miami

LAPSE MIAMI
Con un grazie alla Niantic, che inventando Pokémon Go ha rinnovato l’interesse per l’AR, vi proponiamo un’app che presenta un lavoro artistico visibile solo sugli schermi dei device. Com’è successo per la prima volta ai Giardini della Biennale nel 2011, quando il collettivo Manifest.AR e Sander Veenhof crearono opere d’arte visibili solo mediante il browser di Augmented Reality Layar, oggi Ivan Toth Depeña ha creato un’app che permette di vedere la città di Miami in modalità del tutto nuova. Lui l’ha descritta come “un decoder o una lente d’ingrandimento che rivela gemme nascoste in tutto il costruito” e mostra sei differenti “interpretazioni” di ambienti in un percorso che si snoda dal centro cittadino al Design District, passando per la ferrovia, anch’essa reinterpretata. Se la utilizzate vicino ai binari, siate accorti e cercate di evitare di farvi male, come succede ai colleghi meno acculturati che cercano i Pokémon.

www.theheavyprojects.com
costo: free
piattaforma: iOS

Simona Caraceni

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #33

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Simona Caraceni
Simona Caraceni, giornalista pubblicista, si occupa di nuove tecnologie e multimedialità dal 1994, fondando con Pier Luigi Capucci "NetMagazine" poi "MagNet", la prima pubblicazione elettronica in Italia. Ha insegnato all'Università di Bolzano, Macerata, Firenze, lo IED e la NABA di Milano, il DAMS e il Dipartimento di Informatica dell'Università di Bologna, e in numerosi corsi di aggiornamento professionale. Come attività di ricerca fa parte del Planetarium Collegium, il network internazionale di studiosi, artisti e docenti che approfondiscono il rapporto fra arte e tecnologie. È PhD in Aesthetics and Technology per il Planetary Collegium (University of Plymouth). Membro ICOM dal 2007, ha fatto parte dell'Executive Board di AVICOM dal 2010 al 2019 anche come vicepresidente e segretario generale e ha fondato e coordinato la Commissione tematica Audio-Visivi e Nuove Tecnologie di ICOM Italia dal 2007 al 2016 Nell'ambito della ricerca applicata si occupa di "musei virtuali", augmented reality, didattica tramite le nuove tecnologie e interaction design. Insegna “Museology, museography e virtual environments” presso la laurea magistrale internazionale “Digital Humanities Digital Knowledge” dell’Università di Bologna.