È finita un’era alla maison Yves Saint Laurent. Lo stilista Anthony Vaccarello lascia la direzione creativa
Dopo 10 anni, e una sontuosa sfilata che sembrava una colata d’oro, Vaccarello lascia la direzione creativa della prestigiosa maison francese fondata da Yves Saint Laurent, adesso di proprietà di Kering
Altro giro, altra corsa. È ormai chiaro che non ci siano più certezze nella moda, e ce ne siamo fatti una ragione, ma il sistema non era pronto a salutare Anthony Vaccarello dopo 10 anni alla direzione creativa di Saint Laurent. La prestigiosa maison francese, adesso di proprietà del gruppo Kering, ha vissuto un’età dell’oro sotto la sua guida, perché lo stilista ha saputo ridare prestigio alla casa di moda fondata da Yves Saint Laurent. E l’ha fatto ricostruendone l’immaginario, partendo sempre dall’archivio e guardando, però, avanti.
Chi è Anthony Vaccarello
Nato a Bruxelles nel 1982 da genitori italiani, Anthony Vaccarello si è formato alla prestigiosa scuola di arti visive La Cambre, dove ha studiato scultura prima di avvicinarsi al mondo della moda. Una formazione che ha lasciato un’impronta riconoscibile nel suo lavoro: linee nette, silhouette scolpite, tagli audaci e un uso del corpo come elemento centrale della costruzione dell’abito. Vaccarello ha costruito il proprio percorso tra ricerca indipendente e grandi maison. Nel 2009 ha vinto il festival di moda di Hyères, mentre nel 2014 è stato nominato direttore creativo di Versus Versace, la linea giovane di Versace. Un passaggio importante, che gli ha permesso di affinare un linguaggio sensuale, deciso e contemporaneo, prima dell’approdo alla guida di Saint Laurent nel 2016. La sua nomina ha segnato l’inizio di una nuova fase per la maison parigina. Vaccarello ha raccolto un’eredità ingombrante, quella di Yves Saint Laurent e dei direttori creativi che ne avevano reinterpretato il codice negli anni successivi, senza scegliere la strada della nostalgia. Il suo obiettivo è stato piuttosto isolare gli elementi più radicali dell’identità del marchio (la sensualità, il rigore sartoriale, il nero, la trasparenza e il dialogo tra maschile e femminile) per trasformarli in un vocabolario immediatamente riconoscibile.
10 anni di Saint Laurent by Vaccarello
Quando Anthony Vaccarello è arrivato da Saint Laurent, nel 2016, la maison aveva già attraversato una profonda trasformazione sotto la direzione di Hedi Slimane. Il compito non era semplice: raccogliere un’eredità recente e potentissima, senza limitarsi a replicarla. Vaccarello ha scelto una strada diversa, riportando al centro una sensualità più sofisticata e un’estetica che unisce rigore parigino, erotismo e spirito rock. Il suo Saint Laurent è fatto di spalle pronunciate, gambe scoperte, abiti aderenti, trasparenze calibrate e completi dal taglio impeccabile. Una femminilità consapevole, che non cerca necessariamente di piacere e che proprio per questo è diventata uno dei tratti distintivi della sua visione. Accanto al nero, colore simbolo della maison, sono emersi volumi importanti, tonalità intense e materiali preziosi, in un equilibrio costante tra essenzialità e spettacolo. Il suo merito più grande è stato forse quello di dimostrare che rispettare un archivio non significa restarne prigionieri. Vaccarello ha guardato a Yves Saint Laurent senza trasformarlo in un riferimento immobile, recuperandone piuttosto l’audacia e la capacità di mettere in discussione le convenzioni. Ha lavorato sull’idea di donna, sul potere dell’abito e sulla tensione tra ciò che si mostra e ciò che si lascia immaginare, mantenendo una continuità stilistica rara in un sistema che cambia direttore creativo con una frequenza sempre più difficile da ignorare.
Il finale di Anthony Vaccarello
E poi, l’oro. L’immagine di una passerella, quella della stagione primavera estate 2027, trasformata in una distesa luminosa, quasi una colata metallica, sembra racchiudere il senso di questo capitolo. Una moda che non ha paura della teatralità, ma che continua a fondarsi sulla precisione del taglio e sulla forza della silhouette. Un finale all’altezza di un decennio durante il quale Vaccarello ha contribuito a definire il volto contemporaneo di Saint Laurent.
Giulio Solfrizzi
Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati