È uscito il nuovo numero di Artribune Moda ed è tutto nuovo 

Nuovo nome, nuova grafica, nuovi contenuti. Ecco perché non perdersi l’ultima uscita del magazine dedicato alla moda

Dopo cinque numeri sotto il nome Artribune Focus Moda, il magazine di Artribune dedicato all’arte del vestire e ai suoi linguaggi cambia veste e diventa Artribune Moda. La grafica si rinnova, ma resta fedele al nostro sguardo curioso e critico: la moda come linguaggio autonomo e potente, in dialogo con le altre arti e con la cultura contemporanea.

Artribune Moda alle più importanti fiere d’arte 

Il sesto numero è online, in italiano e pubblicato su carta, in inglese. Come di consueto, sarà distribuito gratuitamente durante alcune delle più importanti fiere d’arte italiane e internazionali: Art Basel (Basilea e Hong Kong), Biennale di Venezia, Miart, Art Paris, MIA Photo Fair, Pitti Immagine, Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Sarà inoltre disponibile in una selezione di bookshop e spazi indipendenti, tra cui Libreria Bocca dal 1775, Milano Fashion Library, Libreria Armani e ITS Arcademy – Museum of Art in Fashion, oltre ad altri punti selezionati.

Un magazine che va oltre la moda

Nel settore è sempre più diffusa una filosofia lifestyle: i brand ampliano la propria offerta producendo arredi, collaborando con artisti, firmando residenze e progetti culturali. Artribune, sin dall’inizio di questo percorso, ha adottato un approccio che andasse oltre la moda in sé, osservando e raccontando quei talenti che nascono come fashion designer per poi diventare artisti, designer, autori, imprenditori culturali. A queste traiettorie abbiamo dedicato un numero costruito intorno a storie, progetti e persone che partono dalla moda per proiettarsi oltre. In un tempo accelerato, in un mercato fragile e in una fase geopolitica complessa e dolorosa, la moda è ancora una volta specchio del proprio tempo — spesso, anzi, anticipatrice. È ciò che si muove con noi ogni giorno: ci descrive, ci protegge, ci maschera, ci racconta, ci interroga. In un’epoca segnata da sovrapproduzione e superfluo, dall’ansia per gli scarti che si moltiplicano nel mondo, si fa sempre più urgente la necessità di produrre con significato.

All’interno del nuovo numero di Artribune Moda

Il magazine prodotto da Artribune e curato da Margherita Cuccia e Giulio Solfrizzi, esplora presente e futuro del fashion system attraverso interviste, storie, luoghi, mostre, inchieste e uno spazio dedicato alle immagini. Quest’ultimo è occupato dal progetto Dior Lady Art, che negli ultimi dieci anni ha messo in dialogo la celebre borsa Lady Dior — icona legata a Diana Spencer — con una pluralità di artisti contemporanei chiamati a reinterpretarla attraverso linguaggi diversi. Uno spazio per ogni edizione, per ogni artista, per ogni tempo. Abbiamo incontrato Étienne Russo, creativo belga con un forte legame con il Giappone e oggi anche con l’Italia. Negli ultimi trent’anni ha firmato alcune delle sfilate più scenografiche del sistema moda, ha persino curato la direzione artistica di un club berlinese e ha fondato Villa Eugénie, un agenzia creativa con sedi a Bruxelles, Parigi, New York e Milano: una fucina di idee più che una semplice agenzia che lui stesso fatica a definire.

Abbiamo dialogato con Mauro Simionato, fondatore di Vitelli, marchio che da quasi dieci anni esplora la maglieria come campo di sperimentazione estetica, produttiva e culturale. Il processo rigenerativo Doomboh® — basato sul recupero di filati di scarto — ha definito le regole di un progetto sostenibile e inclusivo che oggi riparte dall’arte e dalla ricerca, attraversando territori fisici e concettuali e attivando collaborazioni oltre i confini nazionali e disciplinari. Spazio anche a Marco De Vincenzo, direttore creativo di Etro dal 2022, già designer di accessori per Fendi e fondatore del marchio omonimo: lo abbiamo visto collaborare con la musicista Bluem e con il collettivo Numero Cromatico per il setting delle sue sfilate, dopo precedenti dialoghi con artisti come Amy Lincoln, Santamarea, Miglio, Agostino Iacurci e La Niña. Uno stilista che lavora sull’equilibrio e che ci ha parlato di istinto, libertà creativa, del rischio che la finanza oscuri la creatività e della sua fusione con la musica.

Milano, nuovi spazi, mostre e un archivio del futuro

Una mappatura milanese racconta come i negozi fisici tornino a essere luoghi di relazione prima ancora che di consumo: spazi capaci di generare comunità, accogliere immaginari condivisi e ridefinire l’esperienza tangibile dello spazio fisico attraverso installazioni artistiche, lounge, caffetterie e progetti gastronomici. Abbiamo toccato luoghi come ITS Arcademy – Museum of Art in Fashion che custodisce a Trieste un archivio che la fondatrice Barbara Franchin definisce del futuro, perchè raccoglie venti anni di materiale proveniente da Its Contest, la piattaforma da cui sono emerse alcune delle figure più interessanti che oggi operano sulla scena del settore. Per la sezione mostre abbiamo incontrato invece Francesco Pastore, Responsable Patrimoine et Projets Culturels di Schiaparelli, per anticipare la mostra in apertura il 21 marzo al Victoria and Albert Museum, “Schiaparelli: Fashion Becomes Art”.

La copertina dell’ultimo numero di Artribune Moda

Il lavoro di Elsa Schiaparelli, simbolo dell’intersezione tra arte, corpo e immaginazione, veste anche la copertina di Artribune Moda. Non uno sguardo nostalgico al passato, ma un sorriso rivolto a una figura che è oggi immagine di chi ha avuto il coraggio di osare, l’urgenza di parlare e la forza di andare oltre. Esattamente ciò che Artribune Moda si propone oggi: indagare idee, pratiche ed estetiche di una moda che non si esaurisce nell’abito, ma che da lì prende avvio per proiettarsi altrove.

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Redazione

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