A Milano esiste da 20 anni un Museo del Profumo (e presto avrà una nuova sede)
Custodisce oltre mille fragranze ed essenze e vi si incontrano i nomi di Salvador Dalì, Renè Lalique, Elsa Schiaparelli e Coco Chanel. Il Museo del Profumo racconta la storia della profumeria dall’Ottocento agli Anni ’70 del Novecento, trasformandola in patrimonio culturale
All’interno di un condominio residenziale milanese, in Via Messina 55, si trova, ancora per poco, il Museo del Profumo, fondato nel 2004 da Giorgio Della Villa. Un luogo quasi invisibile dall’esterno, che custodisce una delle più importanti collezioni italiane dedicate alla cultura olfattiva. In primavera si trasferirà in un ex magazzino di inizio Novecento, in Via Washington, destinato a ospitare mostre temporanee e la nuova sede permanente.
La storia del Museo del Profumo
Tra il 1998 e il 1999, dalla passione di Giorgio Della Villa per lo studio e la divulgazione della cultura olfattiva, nasce una rivista periodica dedicata alla profumeria d’epoca, alle sue leggende e ai protagonisti essenzieri, artisti e designer, che hanno segnato la storia delle grandi case profumiere tra Ottocento e Novecento. All’inizio degli Anni Duemila, la crescente quantità di materiali d’archivio e di oggetti raccolti, porta alla trasformazione della rivista in un piccolo museo privato, allestito negli spazi sotterranei di un condominio. Il direttore spiega: “Studiamo la profumeria romantica d’epoca, dall’inizio dell’Ottocento, quando il profumo esce dalla bottega dell’artigiano per diventare industria, fino agli Anni Settanta del Novecento”.
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Visitare il Museo del Profumo di Milano
La scelta di collocare il museo in un luogo atipico non dipende soltanto da ragioni logistiche, ma riflette una precisa visione curatoriale di concepire la collezione come “uno spazio intimo, quasi domestico”, sottolinea Della Villa. In una fase iniziale, la collezione è accessibile esclusivamente agli abbonati, con l’obiettivo di creare un dialogo diretto e consapevole tra appassionati, studiosi e collezionisti, favorendo la condivisione di testimonianze orali e documenti inediti. Nel tempo, l’apertura si estende a un pubblico più ampio, superando una dimensione specialistica, con visite individuali o di gruppo condotte dal direttore. La missione culturale è “raccontare la storia dell’Italia attraverso i profumi”, sostiene Della Villa. In particolare, far scoprire questo particolare patrimonio storico a un pubblico nazionale, perché nonostante la centralità della profumeria italiana, i visitatori più numerosi provengono dall’estero: Stati Uniti e Cina. “Non sono gli italiani a essere i più interessati, anche se esistono molte case di profumo”.

La collezione del Museo del Profumo
La collezione, curata da Daniela Candio, raccoglie oltre mille fragranze ed essenze, contenute spesso in piccoli capolavori disegnati da grandi nomi, come l’artista del vetro del Novecento René Lalique che insieme all’essenziere François Coty crea la sua prima opera, lo “Scarabèe”; la stilista e costumista Elsa Schiaparelli, che collabora con Salvador Dalí in veste di designer, disegnando il flacone “Le Roy Soleil” del 1945.
Storia della profumeria europea e non solo
I pezzi provengono da diverse aree del mondo, in particolare dall’Italia, dalla Francia, dalla Russia e dal Sudamerica e documentano l’evoluzione della profumeria nei suoi intrecci con contesti storici, sociali e culturali. Nel suo insieme, la collezione vuole essere un omaggio ai “creatori della bellezza”, capaci di fondere l’artigianalità della forma con la passione per la storia. In questo contesto, il profumo passa da status symbol elitario a dispositivo culturale e sociale, capace di attraversare epoche storiche e oggi accessibile a un pubblico di massa, senza perdere la propria carica simbolica.
Un patrimonio da preservare
La visita si distingue per una dimensione fortemente narrativa e relazionale, accompagnata dalla volontà di sviluppare progetti interdisciplinari con le università, i collezionisti e i singoli visitatori, rafforzando il dialogo con il mondo dell’arte e del design. In questa prospettiva, il museo si configura come una fucina di idee, in cui la memoria della profumeria italiana ed europea viene continuamente rielaborata, attraverso la ricerca e il racconto, privilegiando il contatto umano. Una visione che Giorgio Della Villa sintetizza con chiarezza: “Guardo l’Italia attraverso la vetrina di una profumeria”, con l’obiettivo di rendere visibili patrimoni culturali, che altrimenti rimarrebbero invisibili.
Andrea Battista
Museo del Profumo
Via Messina, 55 — Milano
Sito web
Instagram: @museodelprofumodimilano
Contatti: [email protected] | +39 3496901045 | +39 3293029247
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