Apre a Roma Coloriage. Il laboratorio dove moda e inclusione si incontrano

Un laboratorio votato al recupero e all’insegnamento delle pratiche sartoriali in cui confluiscono le conoscenze e le pratiche dell’artigianato italiano e di altri paesi: ecco il progetto Coloriage

C. Santolini e K. Diagne - Scuola di Moda Coloriage
C. Santolini e K. Diagne - Scuola di Moda Coloriage

A chi si interroga su quanto sia giusto o opportuno parlare di moda oggi, a chi registra i cambiamenti di strategie economiche e l’assenza di visioni creative, a chi considera la “couture” un mondo riservato a una élite anacronistica, raccontiamo qualcosa che sposta questo mondo fatto non solo di forme e colori in una reale evoluzione contemporanea. Senza cadere nella trappola del dato di fatto – che tanti lavori artigianali stanno scomparendo perché nessuno ha più la costanza di imparare tecniche lente e faticose –, assistiamo ad una trasfusione di energia e capacità che arriva nel nostro mondo stanco, portata da rifugiati, migranti, persone che giungono da altri paesi in cerca di umanità.

Coloriage
Coloriage

COLORIAGE A ROMA. IL PROGETTO

È questa la base del processo di reinvenzione della couture su cui cresce un progetto concreto e illuminato: Coloriage, laboratorio di sartoria sociale appena inaugurato a Roma in via di Ripetta all’angolo con piazza del Popolo, nella storia bottega del commercio equo. La cooperativa Pangea-Niente Troppo ha proposto a Coloriage di prendere in cogestione i suoi locali dove, oltre alla boutique, è stato inaugurato un laboratorio di sartoria. È possibile personalizzare i capi delle collezioni proposte o scegliere un tessuto per realizzare capi di abbigliamento, borse, accessori, complementi di arredo e per la tavola. L’obiettivo inoltre è quello di ospitare nei locali di via di Ripetta i corsi della Scuola di Moda Gratuita, ma anche workshop con artisti e designer, che in collaborazione con gli artigiani rifugiati e migranti daranno vita a collezioni di pezzi unici. Qual è la sfida di Coloriage? Che l’artigianato italiano possa rinnovarsi aprendosi a culture diverse: i sarti rifugiati e migranti che lavorano con la Cooperativa di Produzione Lavoro e Impresa Sociale Coloriage spesso esercitano il loro mestiere sin da quando erano giovanissimi. Nei paesi a basso reddito, la sartoria su misura è più diffusa e accessibile del pret-à-porter, ogni quartiere o quasi ogni strada ha il suo laboratorio di sartoria, e la cultura artigianale è ancora viva e ricchissima. Tra i migranti che giungono in Italia, ci sono dunque moltissimi artigiani eccezionali, che però trovano per lo più lavori dequalificati. Le collezioni Coloriage uniscono a cotoni, velluti e lane italiane a tessuti dell’Africa dell’Ovest, che sono familiari a molti degli artigiani coinvolti nel progetto, ne raccontano la provenienza e le storie. Il design delle collezioni e le tecniche sartoriali invece sono ispirati alla moda occidentale.

LA SCUOLA DI COLORIAGE A ROMA

Alcuni degli artigiani coinvolti, come Khassim, proveniente dal Senegal, hanno lavorato per anni nell’alta moda qui in Italia, e insegnano ai più giovani come realizzare i capi più complessi, disegnare i cartamodelli, rifinire a mano un capo. Coloriage infatti non è solo un laboratorio di sartoria, ma anche una Scuola di Moda Gratuita, che dal 2019 forma e accompagna nell’inserimento professionale giovani inoccupati, rifugiati e migranti, in collaborazione con associazioni del territorio attive nell’accoglienza. Oltre ai corsi di confezione e modellistica, Coloriage ha inoltre organizzato seminari di Fashion Design tenuti da prestigiosi docenti, in collaborazione con la piattaforma di studio sulla moda migrante Black and White – The Migrant Fashion. L’idea alla base del progetto di Scuola di Moda Gratuita è quella di offrire una formazione di eccellenza a giovani rifugiati e inoccupati italiani che non potrebbero permettersela.

COLORIAGE, TRA MODA ED ETICA

Alla guida di Coloriage c’è l’esperienza umanitaria e l’entusiasmo per un nuovo modello di produzione di Valeria Kone che, nel 2009, conclude un Dottorato in Filosofia Estetica alla Sorbonne di Parigi e, dopo un lungo viaggio in Africa, fonda l’Associazione Terià, volta alla promozione dell’artigianato tessile in particolare nei paesi a basso reddito. Nel 2019 diventa la presidente della Cooperativa Coloriage, coordinando il laboratorio di sartoria sociale di Roma in collaborazione con artigiani rifugiati e migranti. Ad aiutarla nella materializzazione in veri e propri capi di stile capaci di unire i segni di più culture, è Carlo Santolini laureato in Fashion Design allo IED modalab di Milano, con esperienze in importanti maison internazionali oltre che di costume. Oggi Coloriage collabora con 4 artigiani migranti, 1 sarto proveniente dal Senegal, 2 sarte bengalesi, 1 sarta brasiliana, e 4 rifugiati, 3 sarti del Senegal e 1 sarta siriana: sarti rifugiati e migranti che hanno raccolto il testimone dell’artigianato italiano. Un fenomeno che riporta un’altra luce lì dove sono tante le serrande abbassate, laboratori di artigiani i cui figli hanno quasi sempre scelto una strada diversa, o che non ce l’hanno fatta a reggere l’arrivo delle multinazionali, e il deflusso dei residenti a favore di un turismo invasivo e veloce.

– Clara Tosi Pamphili

www.coloriage.it

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Clara Tosi Pamphili
Clara Tosi Pamphili si laurea in Architettura a Roma nel 1987 con Giorgio Muratore con una tesi in Storia delle Arti Industriali. Storica della moda e del costume, ha curato mostre italiane e internazionali, cataloghi e pubblicazioni. Ideatrice e curatrice di A.I.artisanal intelligence, evento che si svolge due volte l'anno per promuovere nuovi designer di moda in collaborazione con gallerie di arte contemporanea. Svolge attività di ricerca delle arti applicate nella moda collaborando con le più importanti sartorie teatrali e di moda italiane e internazionali. Ha diretto didatticamente l'Accademia di Costume e di Moda dal 2005 al 2007. Ha insegnato Storia del Design di Moda e Tecniche di Ricerca all'Accademia di Costume e di Moda e alla Facoltà di Architettura di Roma Ludovico Quaroni fino al 2011. Attualmente è consigliere di amministrazione di Altaroma, dove si occupa di progetti di ricerca e sviluppo delle nuove tendenze con particolare attenzione al legame fra moda e arte. Collabora con il Maxxi e altre istituzioni per la creazione di eventi culturali sulla moda. Risiede e lavora a Roma.