La moda in Libano riparte dalla donna. Le creazioni di Zuhair Murad

Per veder rinascere la sua Beirut, Zuhair Murad non rinuncia a fascino, bellezza e opulenza. Raffinate perline e preziosi ricami caratterizzano la collezione haute couture autunno-inverno che celebra Venezia e le sue maschere. Giocando sull’identità, le nuove creazioni dello stilista proiettano l’immagine di una donna libera, dall’audace sensualità.

Zuhair Murad, Ready to Wear Resort 2022 © Zuhair Murad
Zuhair Murad, Ready to Wear Resort 2022 © Zuhair Murad

Nonostante le innumerevoli difficoltà e contraddizioni, Beirut continua a guardare all’opulenza, al fascino, alla bellezza attraverso la sua comunità di creativi, stilisti e designer.
Un altro dei grandi protagonisti della moda, Zuhair Murad (Ras Baalbek, 1971), ha celebrato proprio questo aspetto della capitale libanese attraverso la collezione haute couture fall-winter ispirata a Venezia, città con cui lo stilista trova molte affinità. Nonostante le devastazioni, le invasioni e le pestilenze che si sono alternate durante la storia, Venezia ha sempre conservato il suo fascino, un desiderio di bellezza e fastosità anche nei momenti più difficili. Beirut, recentemente sulle pagine dei giornali per il momento di crisi economica profonda che sta vivendo, mostra lo stesso aspetto contraddittorio, cercando sempre di salvaguardare l’attenzione alla bellezza, al mistero, al lusso reagendo alle avversità.
Zuhair Murad è uno dei più grandi rappresentanti al mondo dell’haute couture e, attraverso il suo stile ultra femminile, celebra la bellezza della donna ispirandosi alla sensualità di quelle mediorientali, desiderose di essere glamour oltre che eleganti. Nelle sue collezioni Europa e Oriente si combinano continuamente, proprio come a Venezia.
Gli outfit hanno infatti la caratteristica di esaltare la silhouette del corpo femminile, le forme curvilinee, contribuendo all’immagine di una donna audace, che non teme sensi di colpa, capace di giocare con la sensualità soprattutto attraverso i naked dresses, abiti trasparenti interamente ricamati che aderiscono come una seconda pelle, dando la sensazione di perline e pailettes applicate direttamente sul corpo. Sono stati indossati da tantissime celebrities, come Jennifer Lopez, Beyoncé, Taylor Swift sui più noti red carpet al mondo.

Zuhair Murad, Haute Couture Fall Winter 21 22 © Zuhair Murad
Zuhair Murad, Haute Couture Fall Winter 21 22 © Zuhair Murad

LO SFARZO DELLA SERENISSIMA CON INFLUENZE ORIENTALI

Mescolando storia e contemporaneità, Oriente e Occidente, Zuhair Murad, dopo aver visto distrutto il proprio atelier a seguito dell’esplosione nel porto di Beirut insieme a vent’anni di storia del suo brand, esalta la bellezza femminile con diverse collezioni: Fall 2021 Couture Collection, Fall 2021 Ready-to-Wear, Pre-Fall 2021, Ready-to-Wear Resort 2022. In particolare la collezione haute couture autunno-inverno trae ispirazione dalla condizione di vivere mascherati che ha interessato tutto il mondo durante la pandemia, rendendo anche omaggio a Venezia e alle sue maschere. Giocando sui contrasti della città veneziana, immagina atmosfere notturne fatte di passaggi oscuri, in cui hanno luogo incontri pericolosi e abbracci appassionati. Mantelle ispirate ai grandi maestri veneti del Rinascimento, sete e tessuti preziosi, volti coperti da maschere innescano giochi e intrighi in cui l’identità cessa di avere importanza: siamo chi vogliamo essere. Il contrasto tra luce e oscurità che pervade le calli veneziane, contribuendo al suo fascino sfaccettato, diviene uno dei temi dominanti dell’intera collezione. La luce accecante degli splendidi lampadari dei palazzi storici su Canal Grande si tramuta in una pioggia di luce di strass e perline che rivestono i preziosi abiti creati dal couturier. Mantelle e guanti lunghi in tulle ricamato rievocano il carnevale veneziano creando un attraente contrasto tra forme voluminose e silhouette slanciate.
Velluto, chiffon, taffetà, organza danno vita a gown sontuosi rivisitando classici senza tempo. Il lurex argento dona un tocco di modernità. La sensualità è esaltata da spalle scoperte e abiti aderenti e sinuosi attraversati da spacchi audaci e sapienti asimmetrie.
Il contrasto tra luce e oscurità, tra sconosciuto ed esposto risalta anche dai colori. Si parte con abiti bianchi e neri tempestati di strass, perline che invadono anche le maniche rese preziose come gioielli per terminare con blu cobalto, verde e bordeaux.

Zuhair Murad, Ready to Wear Resort 2022 © Zuhair Murad
Zuhair Murad, Ready to Wear Resort 2022 © Zuhair Murad

LA COLLEZIONE RESORT ISPIRATA ALL’ERA MARY QUANT

È Londra, invece, a ispirare la collezione Resort. Dalla rivoluzione Swinging London degli Anni Sessanta prendono vita le nuove creazioni dello stilista. E ancora una volta a combinarsi sono storia e contemporaneità, fondendo il patrimonio antico con un tocco moderno in una continua ricerca di artigianalità, glamour ed estro creativo.
L’atmosfera rievocata è quella della capitale inglese negli anni dell’emancipazione femminile. La moda Beatnik sottolinea le curve e colloca Londra in prima linea nella modernità con tute di tendenza caratterizzate da un esilarante mix di bianco e nero.
Zuhair Murad prende spunto da The Queen’s Gambit, la serie Netflix a tema scacchi ambientata negli Anni Cinquanta e Sessanta, in cui la protagonista si evolve indossando abiti sempre più eleganti man mano che acquista fiducia in sé.
Come anche nelle collezioni Pre-Fall e Fall Ready-to-Wear il movimento, la musica e la danza sono protagonisti. Mini dress, gonne a ruota per esilaranti piroette, abiti in chiffon velato, motivi floreali ispirati alla margherita stilizzata di Mary Quant negli orli smerlati di giacche e tuniche evidenziano un senso di libertà e di rinascita. Gli stili si combinano e una nuova silhouette emerge in accattivanti cut-out per sottolineare l’atteggiamento spensierato, immaginando un futuro post-pandemia. Un tocco chic futuristico si manifesta attraverso una perfetta combinazione di vinile e pizzo plissettato. Ruches volteggiano intorno alle braccia con movimenti aggraziati, colletti in vinile arruffato esaltano l’audacia dei rivoluzionari Anni Sessanta. La dualità di morbido e ruvido è definita attraverso forme fluide e tagli plissettati, mentre i tessuti di pizzo e vinile si fondono.
Si tratta di un’accattivante collezione Resort che varia tra oro e nero aprendosi a colori che inneggiano alla primavera limone, magenta e arancio ricordando l’era Mary Quant.

A CAPRI LE CELEBRITIES IN ABITO ZUHAIR MURAD

La moda di Zuhair Murad propone l’immagine di una donna forte, sensuale recuperando tutto il fascino dell’Oriente. Una donna che non ha voglia di nascondersi, manifestandosi e volendo apparire sotto i riflettori. Sembra un grido di speranza in un mondo che, in alcuni Paesi, vede negare i diritti delle donne, l’arte, la bellezza.
Tantissime le celebrities che ultimamente hanno indossato un abito Zuhair Murad.
L’attrice Madalina Ghenea ha brillato in un abito ricamato con spalla piumata e mantello della collezione Primavera 2021 a Capri, nel gala organizzato da LuisaViaRoma a sostegno dell’UNICEF. Daniela De Jesus Cosio per l’occasione ha indossato un abito lungo trasparente con ricami neri della collezione Ready-To- Wear Primavera 2021. La modella Chrissy Teigen ha sfoggiato il suo look scintillante, indossando un abito caftano con perline bianche con una profonda scollatura e orlo piumato. La moda può sembrare un argomento innocuo, ma quando si parla di libertà della donna, di bellezza e di arte, inevitabilmente, assume toni quasi rivoluzionari. La moda è in fondo la più immediata espressione dell’amore per la vita.

Antonella Palladino

www.zuhairmurad.com

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Antonella Palladino
Ha studiato Storia dell’arte presso le Università di Napoli e Colonia, laureandosi in Conservazione dei Beni Culturali con una tesi dal titolo “Identità e alterità dalla Body Art al Post-Human”. Ha proseguito la propria formazione alla Fondazione Morra e poi al Mart di Rovereto. Ha collaborato come assistente con la Galleria Umberto di Marino e con Filippo Tattoni -Marcozzi, ex direttore della Goss- Michael Foundation. Nel 2009 si è trasferita in Trentino–Alto Adige dove ha iniziato l’attività di critico scrivendo per Artribune, Juliet Art Magazine, Exibart, Kulturelemente, Salto.bz. Ha curato la mostra Noisy di Gianluca Capozzi, Lichtkammer di Harry Thaler, Walking in Beuys Woods di Hannes Egger e i relativi eventi collaterali. È critico d’arte e docente di Storia dell’arte titolare nella provincia di Pavia.