La rinascita del Libano vista attraverso la moda di Elie Saab

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È tempo di scrivere un nuovo capitolo per lo stilista Elie Saab, come per tutto quanto il Libano. Fiori, boccioli, petali impreziosiscono le nuove collezioni presentate negli ultimi mesi dal couturier. Un accordo perfetto tra colori e eleganza delle linee per un futuro di rinascita e rinnovamento.

La rinascita del Libano avviene anche e soprattutto attraverso la moda. Beirut, considerata, da alcuni, la capitale del fashion nel Medio Oriente, ospita gli atelier di grandi nomi nel mondo dell’haute couture. Tra tutti il re dell’eleganza, il couturier Elie Saab (Beirut, 1964), noto per il suo record di vendite nell’alta moda. Recentemente ha presentato la collezione autunno inverno per la Paris Fashion Week Haute Couture attraverso una video sfilata tenutasi nel suo studio. Beirut, città capace di risorgere dalle proprie ceneri come una fenice, è infatti la fonte di ispirazione di Elie Saab, che ha voluto lanciare un grido di rinascita attraverso la sua collezione intitolata Buds of hope, germogli di speranza.

LA COLLEZIONE BUDS OF HOPE

Certo il connubio moda-fiori non rappresenta una novità. Gà Dior nel 1947 lanciò la sua prima collezione Corolle considerando le modelle come steli di un fiore. Il medesimo interesse, nella ricercata linearità quasi botticelliana, si ritrova in Saab e in special modo in questa occasione.
Raffinati e sofisticati, gli abiti disegnati dal couturier ci proiettano in una dimensione in cui a dominare è un’eleganza che rinuncia del tutto alla stravaganza. La moda, ipotizzando un’era post pandemia, sembra non ricercare più in maniera ossessiva la novità come in passato, ma ripescare, rivisitare e destrutturare modelli e abiti propri del nostro immaginario.
La sfilata avvenuta nello studio dello stilista, in uno spazio totalmente bianco, per far risaltare al massimo i suoi gown fiabeschi, muove dai neri alle tinte pastello, rosa chiaro, celeste, bianco per poi esplodere in un rosso fuoco a rappresentare metaforicamente la fuoriuscita dal buio dell’esplosione del porto di Beirut e della pandemia verso un futuro leggero e dai freschi colori. È la dimensione del sogno a prevalere, un’eterna primavera che si sprigiona dai colori dominanti. Cura ossessiva del dettaglio, scelta preziosa dei tessuti che giocano sulle trasparenze attraverso l’uso di organza, chiffon e tulle rappresentano i punti di forza di questa collezione. Impressionista nell’anima, Elie Saab manifesta il mondo come lo vede, come vuole che sia. Ogni abito è generosamente cucito con audaci germogli di speranza, prospettando un futuro ricco di nuove possibilità. Abiti come corolle di fiori, ampi, o attraversati da spacchi e tagli asimmetrici. Boccioli e fiori di tessuto impreziosiscono organze e mousseline dando, in alcuni casi, la sensazione di farfalle atterrate su foglie.

Elie Saab, Resort 2022 © Elie SaabFIORI E MODA

Piume di ogni colore svolazzano insieme per creare ampi abiti bouquet e bomber che sembrano smossi dolcemente dal vento come fiori. Petali di perline scintillanti si intrecciano su abiti pastello in mussola e organza ricreando giardini immaginari, esaltando le linee di corpi affusolati. Fiori tridimensionali sgorgano dalle linee del collo e delle spalle, generando volumi generosi e forme estrose.
Anche la collezione Resort 2022 si richiama al tema dei fiori, ma le tinte si fanno più accese, colori primari e saturi che evocano la sensazione di una libertà ritrovata. Una collezione nata pensando a un ritorno al divertimento e al piacere. Abiti plissettati con spacchi alti fino alla coscia in accattivanti colori come rosso mandarino, verde e blu elettrico, ma anche completi in bianco e nero di gusto marinaresco con bottoni dorati. Pantaloncini sportivi e bomber che sbocciano in vivaci stampe floreali sono abbinati a cappelli neri pensati per la luce diurna. Gli abiti da giorno in tulle giocano con la lucentezza, in altri casi la libertà di movimento è enfatizzata dall’uso di frange oppure da fluide strisce orizzontali bianche e nere che riecheggiano il movimento delle onde, ammorbidendo le linee e lasciando dietro di sé un’impressione di sicurezza. Una collezione che esprime in toni grintosi un grande desiderio di ritorno alla vita.

LA MODA DI ELIE SAAB AL FESTIVAL DI CANNES

Ed è proprio la moda che ha mostrato la necessità di ripartire. Gli abiti sono opere d’alto artigianato che attraverso i corpi prendono vita. Un esempio è stato offerto dal Festival di Cannes, da poco concluso. Molte celebrities al festival hanno indossato un abito Elie Saab: Emmanuelle Bercot, Frida Aasen, Nieves Alvarez, Clotilde Courau, Paz Vega, Noel Capri Berry, Mélita Toscan Du Plantier, Lorena Rae, Joséphine Japy, Elsa Zylberstein, Chloé Jouannet
Più che mai l‘idea di rinascita, di ritorno a vivere è propria della moda. Tornare a vivere significa prendersi cura di sé, voglia di spensieratezza, nella consapevolezza di essere spettatori e attori di una trasformazione in atto. La qualità e la sofisticata eleganza diventano più importanti di una ricerca ossessiva delle novità.

Antonella Palladino

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Antonella Palladino
Ha studiato Storia dell’arte presso le Università di Napoli e Colonia, laureandosi in Conservazione dei Beni Culturali con una tesi dal titolo “Identità e alterità dalla Body Art al Post-Human”. Ha proseguito la propria formazione alla Fondazione Morra e poi al Mart di Rovereto. Ha collaborato come assistente con la Galleria Umberto di Marino e con Filippo Tattoni -Marcozzi, ex direttore della Goss- Michael Foundation. Nel 2009 si è trasferita in Trentino–Alto Adige dove ha iniziato l’attività di critico scrivendo per Artribune, Juliet Art Magazine, Exibart, Kulturelemente, Salto.bz. Ha curato la mostra Noisy di Gianluca Capozzi, Lichtkammer di Harry Thaler, Walking in Beuys Woods di Hannes Egger e i relativi eventi collaterali. È critico d’arte e docente di Storia dell’arte titolare nella provincia di Pavia.