Archivi fonte sicura del successo della moda: Gucci e Mantero per rileggere i fiori di Ken Scott

Gucci presenta una selezione di capi e accessori, parte della collezione Epilogue, in cui compaiono (tra le altre) stampe tratte dall’archivio del designer americano Ken Scott, che tra gli anni ’60 e ’70 visse a Milano, dove creò i suoi vivaci tessuti e la sua linea

Epilogue, la nuova collezione di Gucci ispirata alle fantasie dello stilista Ken Scott - Fotografie Mark Peckmezian (dettaglio)
Epilogue, la nuova collezione di Gucci ispirata alle fantasie dello stilista Ken Scott - Fotografie Mark Peckmezian (dettaglio)

Alessandro Michele nell’Archivio di Ken Scott ce lo immaginiamo un po’ come Emily Dickinson che nel 1840, prima ancora di scrivere poesie, si dedicava alla creazione di un’arte diversa. Guidata dalla contemplazione del giardino, pubblica un erbario molto importante per la Scienza Botanica: entra in un archivio, un archivio naturale, per raccogliere, classificare, mostrare al mondo quei fiori in un’altra forma.
Ken Scott era soprannominato “il giardiniere della moda”: nelle sue creazioni prediligeva i fiori oversize, tra cui peonie, rose, papaveri e girasoli. Americano nato nel 1919, era un vero artista: prima di dedicarsi alla moda, inizia come pittore, collaborando con visionari come Sebastian Matta e Marc Chagall, con cui rimarrà legato tutta la vita. Nel 1944 Peggy Guggenheim organizza la sua prima personale. Ecco perché nel suo Archivio ci sono 500 opere tra quadri e altri elementi in cornice, insieme a più di 6000 disegni originali, campioni di tessuto, carte prove, oltre 1000 capi, cappelli, biancheria per la casa, arredi, ceramiche, oggetti, documenti, inviti, look-book, foto di sfilate ed eventi, pubblicità e cassette VHS.
Ken Scott muore nel 1991. Nel 2019 il suo brand viene acquistato da una delle più prestigiose aziende tessili italiane, la Mantero Seta, e l’Archivio è curato dalla Fondazione omonima creata dallo stesso Ken Scott nel 1989. Una operazione che conferma quanto la moda sia consapevole del valore del suo passato: “l’archivio è una cosa viva, è il cuore pulsante e la sorgente d’ispirazione per la nuova creatività”, spiega Franco Mantero, così a George Kennet Scott è dedicato uno spazio tutto suo, su due piani di un’ala della fabbrica.

GLI ARCHIVI COME DISPENSE

Operazioni, queste, illuminate, che consentono la reinvenzione di idee in chiave contemporanea, di rileggere una storia riportandola alla luce sia culturalmente che come riproduzione. Una strategia confermata da Gucci, che ha fatto della ricerca senza confini artistici la propria forza creativa e oggi sigla un accordo con Mantero, per l’utilizzo esclusivo di una selezione di pattern dell’archivio e del marchio Ken Scott.
Così Alessandro Michele coglie pattern dal vasto archivio di Ken Scott per decorare capi e accessori da uomo e da donna della linea Epilogue, inserendo i suoi motivi, assieme a quelli di altri artisti. Motivi colorati e floreali caratterizzano i look. Le stampe sono raffigurate su maglie, giacche, abiti, borse e accessori in seta, tra cui fasce per capelli. “Ken Scott è stato un grande creatore di tessuti”, ha affermato Alessandro Michele, Direttore Creativo di Gucci. “Ha rappresentato i fiori con romanticismo e li ha introdotti nella cultura pop. Trattava i fiori come fossero insegne di negozi, li moltiplicava, faceva in modo che risaltassero in maniera incantevole. Amo il suo lavoro perché sono ossessionato dalle stampe floreali”.

LA NUOVA CAMPAGNA DI GUCCI NEL SEGNO DI KEN SCOTT 

Una campagna ideata da Alessandro Michele e scattata dal fotografo Mark Peckmezian, ambientata in una stanza riccamente decorata con motivi diversi e composizioni floreali, mette in risalto la nuova linea di articoli. Per la campagna, le stampe di Ken Scott sono state riprese dai capi per creare e personalizzare carte da parati, tende, tovaglie e cuscini, dando vita a un universo straordinario fatto di colori intensi e stampe a contrasto.
Completa l’Erbario di Alessandro Michele la Gucci Podcast che proporrà un episodio speciale con la partecipazione di Shahidha Bari, scrittrice, accademica, critica e professoressa di Fashion Cultures and Histories al London College of Fashion della University of the Arts London, che parlerà della vita dello stilista americano, del suo lavoro e della sua influenza sulla moda contemporanea. Le vivaci stampe floreali di Ken Scott, con la loro allure anni ’70, oltre a capi maschili e femminili, decorano anche accessori in seta: foulard di diverse dimensioni per far risaltare al meglio le stampe di Scott.

– Clara Tosi Pamphili

Direttore Creativo: Alessandro Michele
Art Director: Christopher Simmonds
Fotografia e Regia: Mark Peckmezian
Hair Stylist: Alex Brownsell
Make Up: Thomas De Kluyver

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Clara Tosi Pamphili
Clara Tosi Pamphili si laurea in Architettura a Roma nel 1987 con Giorgio Muratore con una tesi in Storia delle Arti Industriali. Storica della moda e del costume, ha curato mostre italiane e internazionali, cataloghi e pubblicazioni. Ideatrice e curatrice di A.I.artisanal intelligence, evento che si svolge due volte l'anno per promuovere nuovi designer di moda in collaborazione con gallerie di arte contemporanea. Svolge attività di ricerca delle arti applicate nella moda collaborando con le più importanti sartorie teatrali e di moda italiane e internazionali. Ha diretto didatticamente l'Accademia di Costume e di Moda dal 2005 al 2007. Ha insegnato Storia del Design di Moda e Tecniche di Ricerca all'Accademia di Costume e di Moda e alla Facoltà di Architettura di Roma Ludovico Quaroni fino al 2011. Attualmente è consigliere di amministrazione di Altaroma, dove si occupa di progetti di ricerca e sviluppo delle nuove tendenze con particolare attenzione al legame fra moda e arte. Collabora con il Maxxi e altre istituzioni per la creazione di eventi culturali sulla moda. Risiede e lavora a Roma.